26 ott 2011
Credenze liberanti cercasi
Creato da: Elsa | Commenti (5)

La luce gradualmente “cade” per far posto a un tempo più lungo di oscurità e buio.
Il movimento è discendente come quello delle faville, che ricadendo si fanno cenere. È il rincorrersi di riflessi ramati, magenta, d’oro…
È Bellezza, impreziosita dalla maturità e chiamata verso il brullo e pacato suolo, colmo, in profondità, di promesse.
È inchinarsi, riunirsi alla terra. È il sacrificio – compito sacro - delle foglie che si rendono humus per altri germogli a venire. Si pensa che si liberino dalla vita, liberano nuova vita invece.
Ci stiamo avvicinando alla festa dei morti. Festa appunto, mesta però, da quando?
Nell’antichità la morte conosceva banchetti e celebrazioni, che cosa è cambiato?
Le credenze culturali sulla morte sono tra le più possenti. Da qualche parte sventola uno stendardo invisibile: vietato morire.
In caso succeda? Si consiglia di resistere… fino alla morte :-).
A una nascita dimentica di essere evento naturale sta una morte alla pari. Questa equazione stabilisce che morire è innaturale, limitante, una malattia. Da curare.
Si pensa di voler curare la malattia, in realtà l’enfasi è spostata sulla morte. Come se improvvisamente cominciassimo a credere che gli alberi che perdono le foglie in autunno fossero ammalati.
E ci sono alcune foglie, che, occasionalmente, cadono in ogni stagione.
Quindi lancio una ricerca: credenze liberanti sulla morte cercasi. Molti sono i metodi che insegnano a riconoscere tali credenze.
La domanda, che mi e vi pongo, tuttavia è: esistono davvero credenze non limitanti? Possono le convinzioni, di qualsiasi tipo, essere liberanti?
Di recente mi è capitato di leggere una breve frase, non ricordo su quale bel libro di >Byron Katie: “L’unica cosa terribile che può accaderti sul letto di morte, è una credenza.”
Sprazzo di chiarezza. Una credenza, senza attributi!
È la convinzione nuda e cruda il limite. Che sia alla fine solo quella l'unica a morire?
Stretta la foglia, lunga la via, dite la vostra che ho detto la mia.
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