29 ott 2011

L’istinto materno esiste?

 

Prendo spunto da uno dei vostri commenti, che sono fondamentali nello stimolare nuove esplorazioni e riflessioni. 

Una madre s’interroga sull’istinto materno. Esiste davvero si chiede?

Credo che non sia la sola, prima della maternità e durante la crescita dei figli, a porsi questa domanda.

Magari il "termometro" non rileva nessun istinto particolarmente sviluppato in tal senso e teme di essere poco materna, una madre incapace.

Il cosiddetto istinto materno inteso come: “una tendenza innata a voler proteggere e nutrire la propria prole” rischia infatti di diventare un mito, un ideale.

E gli ideali possono avere la forza di farci perdere il contatto con la realtà.

Esiste sì nella femmina dei mammiferi un ormone naturalmente abbondante – l’ossitocina – che oltre a facilitare il parto e l’allattamento stimola il legame affettivo.

Da qui a parlare d’istinto c’è di mezzo l’ambiente in cui si è cresciuti, il sistema familiare e la propria di madre.

S’impara molto da lei, che ci piaccia o no. Il sentirsi poi a proprio agio – al proprio posto - come madre è ancora un’altra cosa.

L’istinto e l’ossitocina non bastano. Esiste infatti un ordine  - sistemico – che coinvolge il lignaggio e in particolare quella lunga fila di donne che in modo più o meno visibile si staglia alle nostre spalle.

Il fluire dell’amore in quel canale che vede passarsi il testimone della vita di “corpo in corpo” può incontrare degli intoppi, come un fiume in piena che tende a digarsi tra i detriti stessi ammassati dalla corrente.

E qui può essere di aiuto l’approccio delle costellazioni familiari e gli “ordini dell’amore” così come messi in opera da Bert Hellinger e il suo approccio sistemico.

Il corpo ha una sua intelligenza innata, che se si ha la fortuna di ascoltare, sa come connettersi con la prole.

Biologicamente siamo fornite di tutte le chiavi utili per far fronte all’evento maternità e i nuovi nati “ci sanno fare” nel portarle alla luce.

E son certa che ogni madre lo fa al meglio e quel meglio è il meglio per i nostri figli - con tutte le difficoltà incluse - e ciò che contribuisce a renderli unici.

L’ossitocina inoltre trova dimora e nutrimento, a monte, nel rapporto con il padre, nell’intimità che si crea nella coppia.

Si sa, qui, spesso, saltano tutti i parametri e le dolci maniere e allora addio ossitocina!

Avanti allora a tutta adrenalina, e testosterone a mille per il maschio.

La buona notizia è che possiamo ritrovare il nostro naturale e tenero tenore ormonale prendendo nota di, e lasciando cadere, quella tentazione conflittuale che ci spinge per es. a parlare e a pensare male, continuamente, del nostro partner o ex partner.

Quella cosa lì infatti oltre a portarci dell’amaro in bocca, che rende infelici, mette davvero in croce i figli (non il padre).

Proprio laddove la lamentata assenza dell’uomo – fisica e/o mentale - ci fa saltare i nervi, la nostra presenza – l’essere presenti a se stesse, al di là della presenza fisica con i figli - può fare davvero la differenza.

 

 

 

 

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