17 ott 2011

L' opera più grande: la nascita secondo Bruce Lipton

 

Bruce Lipton non è stato il primo a dire che tutto succede nel primo settennio.

Qualcosa di potenzialmente unico accade durante i primi sette anni che in seguito non può essere più annullato.

Ciò che è stato da allora in poi può solo espandersi e svilupparsi, tuttavia non può essere davvero modificato fino in fondo.

Anche la Chiesa Cattolica Romana riconosce questo dicendo che se possono avere i primi sette anni di vita di un bambino essi sono sufficienti a esporlo alla sua influenza per tutta la vita.

La nascita, in questo settennio, rappresenta un punto cardine e l’opera più grande a questo mondo è quella compiuta dai genitori.

La comunità umana è il risultato di tale opera. Ciò conferisce ai genitori onore e responsabilità. 

Il lavoro più importante su questo pianeta è essere un genitore conscio, per creare il futuro della civiltà umana”.

Questi sono gli argomenti che Bruce Lipton -  a Bellaria per un suo evento - ha affrontato in una recente intervista a cura del trimestrale >Scienza e Conoscenza. L’argomento centrale è la nascita e l’educazione. 

Ecco una delle domande:

Pensi che il ritorno alla naturalità del parto e alla nascita in ambienti extra-ospedalieri possa contribuire a quel cambiamento della consapevolezza globale che auspichi nei tuoi libri?

"Penso che la nascita naturale sia la cosa più importante per formare la comunità nel nostro mondo, perché è il primo legame tra la madre e l’infante a dare a quest’ultimo la visione della famiglia e della comunità. Quando iniziamo a interferire interrompendo il legame, rompiamo la natura fondamentale della comunità e, perciò, sento veramente, che ritornare alla nascita naturale sia una delle parti più importanti per contribuire a una sana civilizzazione.

Incoraggio quindi con forza le donne a farlo.

Inoltre vorrei che la gente riconoscesse, come testimoniano molto donne, che la nascita non è cosi dolorosa come nei film, alla televisione o nelle opere teatrali. La nascita non deve essere temuta.

Lo diventa perché molte donne giovani la vedono nei film e osservano tanto dolore, urla e strazio. Invece in una nascita naturale possono arrivare ad avere quasi un’esperienza estatica, per la donna può essere eccezionale e per il bebè pure.

Ma, quando iniziamo a interferire, creiamo trauma, e il trauma è molto distruttivo. Quindi il miglior consiglio che posso dare è: “Per favore, considerate un parto naturale a casa, con la famiglia, la levatrice e le donne. Lasciate che siano le donne a gestire il parto, non la comunità medica”.

Qualità della nascita e coscienza – che è un altro nome per amore - sono fortemente correlati, sebbene a prima vista possa sembrare una connessione lontana.

Ci stiamo anche rendendo conto dell’importanza della vita prenatale, dell’influenza dell’ambiente sulla morfologia del feto.

E, in seguito, nel nostro viaggio evolutivo avremo modo di accorgersi che il concepimento è il fondamento. Di questo dovrebbe occuparsi un’educazione sessuale basata sui valori dell’essere.

In questo risiede il mistero dell’accoppiamento. Tanto nobile quanto meccanico-inconscio. Sta a noi esplorarne la forza nell’uno e nell’altro senso. E siamo vicini a scoprire l’emergenza di questa volontà d’esplorazione.

L’intervista integrale uscirà su Scienza e Conoscenza n. 38 - ottobre/dicembre 2011 - disponibile dai primi di novembre

 
 

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