07 nov 2011

La donna che cammina nei labirinti

 

Si tratta di una psicoterapeuta, reverenda. Un reverendo al femminile, insomma. E questo dice poco e nulla.

La forza si trova nelle sue parole. 

Ecco come spiega il labirinto, che ha riabilitato quale pratica meditativa, conoscitiva della nostra natura profonda. Alcuni di questi labirinti, simili a mandala e ad un elegante frattale, si trovano in chiese e cattedrali.

I Labirinti hanno una storia che può essere fatta risalire a oltre 4000 anni fa. È importante tenere a mente - anche se le parole, erroneamente, sono usate in modo interscambiabile - che il labirinto non è un dedalo in cui perdersi. Un dedalo è stato progettato per confondervi.

Si tratta di un puzzle cognitivo e questa forma di pseudolabirinti sono entrati nella cultura mondiale solo 600 anni fa circa. Un labirinto ha una sola direzione che conduce in modo spiralico al centro. È progettato per trovare la strada. Questo è ciò che lo rende un percorso per la meditazione.”

Il breve articolo che segue, presente >in rete in lingua originale, suggerisce con chiarezza che molte sono le vie, e dalla pregnanza delle sue parole avverti che sta percorrendo la sua, con una dedita e appassionata pratica rivolta a chiunque chieda la sua assistenza.

“Non sono mai stata a un National Prayer Breakfast (una colazione di preghiera nazionale), ma la mia sensazione è che questo tipo di eventi abbiano semplicemente cooptato il cristianesimo riducendolo a un vecchio club per ragazzi.

La questione della preghiera tuttavia è scoraggiante. Forse so più che cosa la preghiera non è. La preghiera non è preghiera se è diretta contro qualcuno diverso da te. Non è preghiera se utilizzata per sostenere che la nostra opinione è meglio.

Non è preghiera se condanna una nazione o un popolo, perché il suo culto è diverso dal vostro.

Non è preghiera se preghi Dio affinché si preoccupi di far vincere la tua squadra di calcio.

La preghiera non è quella che aiuta a mettere in atto la propria vendetta locale, ad avere una vita dormendo tra due cuscini o a desiderare che le persone con cui condividi il pianeta non esistano.

Preghiera è un modo per aprire il cuore a qualcosa di più grande (di te).

Si tratta di una modalità per calmare la mente e permetterti di essere nutrito dal flusso del tuo respiro che incontra il Soffio che sostiene il mondo. Il più grande ostacolo per me e per molte altre persone con cui lavoro è semplicemente questo: calmare la mente.

Viviamo in una cultura slogan con il palese obiettivo di dividere la nostra attenzione in modo che possiamo essere più facilmente manipolati, quali doverosi consumatori.

Il centro della preghiera, come quello della meditazione, è scoprire quel Punto Quieto, Fermo dentro di te. Da quel punto fluisce la pace, il nutrimento e il ricordo del nostro potenziale come esseri umani.”

 

Incontrando queste parole mi rendo conto quanto di buono e d’inspiegabilmente bello c’è nel mondo.

Grazie Lauren Artress!

 


 
 

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