23 ott 2011

Sei quel che pensi? Sei quello che mangi?

 

Voci autorevoli come per es. quella attribuita al Buddha dicono: "tu sei quel che pensi".
Altre voci credibili affermano: "tu sei quello che mangi".

Una sintesi possibile è: sei quel che pensi e anche quello che mangi. Dipende a che cosa si riferisce quel sei. 

Tuttavia se quel sei evidenzia un’identificazione con il corpo magari è più automatico pensare al cibo e se quel sei si riferisce alla mente, i pensieri sono la chiave.

Esiste anche un altro livello, che guarda oltre il corpo-mente – se per mente s’intende il processo dei pensieri – attraverso un’indagine costante, sobria e rigorosa che esplori la realtà di convinzioni prese a prestito nel cammin di lunga vita. Comprese quelle che “io sono ciò che penso” e/o “io sono ciò che mangio”. Ma qui il discorrere ha poca presa.

I due livelli corpo-mente - soma e psiche - del resto interagiscono costantemente.

La scienza insegna che pensieri ed emozioni (quest’ultime quale forma amplificata dei pensieri) producono sostanze chimiche (vedi i neurotrasmettitori) in grado d’influenzare fisiologicamente il corpo e, viceversa, il cibo che ingeriamo attraverso la sua scomposizione influenza la sfera mentale condizionando l’umore, lo stato di chiarezza, il discernimento etc…

Definitivamente le nuove scienze attribuiscono alla mente il ruolo di boss indiscusso e da qui tutto il filone del mind-over-matter (mente sopra la materia).

Esiste inoltre un’altra “scuola” (e certamente più di una) che dimostra come anche un solo batterio intestinale (e siamo abitati da miriadi di batteri, funghi etc…) influenzi i nostri pensieri fino a modificare il nostro comportamento.

Il Dr. Ihaleakala Hew Len, promulgatore del metodo Hoponopono, altra voce autorevole di questi tempi, sorprende - nel libro Zero Limits - il suo interlocutore mangiando un solido hamburger.

Per Hew Len quel che conta è ciò che credi che il cibo possa farti. Piuttosto che porre attenzione se mangiare questo o quello – ammicca - sii attento ai tuoi pensieri, pratica (hoponopono) e… ripulisci. 


Ed è anche vero, sempre stando ad Hoponopono, che fragole e mirtilli aiutano a cancellare memorie sabotanti. Sono le fragole e i mirtilli che hanno questo effetto o la convinzione traslata dal metodo che glielo attribuiscono?

Oppure entrambe?


Insomma ce n’é di ogni e di più. E in un certo senso la "confusione" è benvenuta, stimola a verificare ciò che funziona per noi.

E per te cos’è che funziona?



 

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