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L'autore passa in rassegna i grandi apporti della spiritualità dell'Induismo e del Buddismo: essi appaiono tali da poter integrare la spiritualità ebraico-cristiana approfondendone gli aspetti finora meno esplorati.
Egli sottopone ad attenta analisi anche tutto quello che nella spiritualità dell'Induismo e del Buddismo inibiva una crescita piena, nella direzione di una religiosità devozionale tesa al Dio personale, vivente, creatore.
Il libro dedica spazio allo yoga di Aurobindo, al Mahayana e allo Zen, nel tentativo di discernere quello che ciascuna tradizione può dare ad una spiritualità ecumenica.
Filippo Liverziani filosofo della religione, ha insegnato nella Pontificia Università Gregoriana e nella Pontificia Facoltà Teologica «Marianum». Parapsicologo di frontiera, ha condotto molte centinaia di sperimentazioni di medianità. Ha fondato in Roma il Convivio, centro dì studi e comunità dì ricerca, che promuove Seminari della Speranza in varie città d'Italia.






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