Momentaneamente
Non disponibile
Il genio creativo del 20° secolo

Ti è piaciuto questo libro? Scrivi una recensione!
Guadagna Punti Gratitudine!
Ricorda anche di condividerlo (clicca sui bottoni qui sotto)
Figura del tutto originale nel panorama artistico della seconda metà del Novecento, Friedensreich Hundertwasser cominciò a disegnare giovanissimo e mostrò subito insofferenza nei confronti di ogni accademia. Certo, è la realtà che lo interessa – e più ancora la natura e il rapporto dell’uomo con essa. E benché la sua arte sia stata definita “primitiva” non vi è nulla in essa di infantile o istintivo: “vegetativa” egli amava chiamarla perché, come un albero, si sviluppava con grande lentezza e senza clamore.
Il colore è il suo forte, in questo è un maestro assoluto, il creatore di “una vera musica visiva”. Che non solo l’arte, ma la vita stessa debba esser vissuta vegetativamente, lo dimostra anche la sua opera di architetto e di urbanista. Le abitazioni, “questa terza pelle dell’uomo”, fanno parte a pieno titolo della natura e perciò devono evolvere, trasformarsi: gli inquilini hanno dunque il diritto di modificare le case in cui vivono tanto all’interno quanto all’esterno.
Profondamente convinto che non sia sufficiente dipingere per definirsi un artista, ma è necessario vivere da artista contribuendo alla diffusione della bellezza, Hundertwasser si impegnò attivamente con ogni mezzo a sua disposizione: dalle sue opere – dipinti, grafiche a stampa, francobolli, bandiere, oggetti in ceramica – all’architettura, dalle conferenze e gli happening ai manifesti teorici.
Di questo impegno il libro dà conto, attraverso una ricca selezione delle sue opere e attraverso le sue stesse parole, irriverenti e scanzonate o appassionate e poetiche, ancora oggi attualissime.
Nato a Vienna nel 1928, Friedensreich Hundertwasser (il cui vero nome era Friedrich Stowasser) fu artista a tutto tondo. Numerosissime le sue mostre di pittura in tutti i continenti e i riconoscimenti internazionali. Edifici da lui progettati sorgono a Vienna – tra gli altri, la celebre KunstHausWien, inaugurata nel 1991 – e in altre città dell’Austria, della Germania, della Svizzera, in Giappone, California, Israele, Nuova Zelanda. Viaggiò moltissimo e visse, oltre che nella sua città natale, a Parigi, Venezia e nella Bay of Islands, in Nuova Zelanda, dove scelse di risiedere negli ultimi anni e dove fu sepolto nel 2000.

Vadim Zeland
Lucia Giovannini
Eckhart Tolle