Dialoghi fra il Dalai Lama e la scienza sulla natura della mente
Anne Harrington, Arthur Zajonc

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Ventitré voci di esperti in neuroscienze e scienze cognitive e comportamentali sostengono che il buddhismo ha solidi fondamenti scientifici, ed è impaziente di sottoporsi all'esame della scienza, la quale può a volte partire da presupposti buddhisti per nuove indagini.
C'è una prova neuroscientifica dei benefici dell'addestramento alla meditazione? Può il buddhismo insegnare alla scienza che anche le emozioni più turbolente e istintive possono essere domate con l'addestramento, e offrirci una via di scampo dall'implacabile meccanismo per cui più si ha e più ci si convince di dover avere, per essere felici? Ha ragione il buddhismo a fare della compassione la principale virtù umana, e ha torto la scienza a trascurarla?
Un coro ricco, qualificato e composito, che comprende famosi scienziati di estrazione e cultura occidentale, maestri buddhisti, fra cui lo stesso Dalai Lama, e personaggi che hanno entrambe queste formazioni (come i notissimi Alan B. Wallace e Matthieu Ricard), nella roccaforte della scienza americana (il MIT, Massachusetts Institute Techology) per gettare nuova luce sulla natura della mente umana.
Anne Harrington si occupa di neurofisiologia dal 1982. Oggi insegna nel dipartimento di Storia della scienza dell'Università di Harvard.






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