Nuova edizione

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Trent'anni di storia afgana - dalla fine della monarchia all'invasione russa, dal regime dei Talebani fino ai giorni nostri - rivivono in questo romanzo coinvolgente e pieno di atmosfera.
Si dice che il tempo guarisca ogni ferita. Ma, per Amir, il passato è una bestia dai lunghi artigli, pronta a riacciuffarlo quando meno se lo aspetta. Sono trascorsi molti anni dal giorno in cui la vita del suo amico Hassan è cambiata per sempre in un vicolo di Kabul. Quel giorno, Amir ha commesso una colpa terribile. Così, quando una telefonata inattesa lo raggiunge nella sua casa di San Francisco, capisce di non avere scelta: deve tornare a casa, per trovare il figlio di Hassan e saldare i conti con i propri errori mai espiati.
Ma ad attenderlo, a Kabul, non ci sono solo i fantasmi della sua coscienza. C'è una scoperta sconvolgente, in un mondo violento e sinistro dove le donne sono invisibili, la bellezza è fuorilegge e gli aquiloni non volano più.
Khaled Hosseini, figlio di un diplomatico e di un'insegnante, è nato a Kabul nel 1965, ultimo di cinque fratelli. Nel 1980, dopo l'arrivo dei russi, la sua famiglia ha ottenuto l'asilo politico negli Stati Uniti e si è trasferita a San José, in California. Laureato in medicina all'università di San Diego, ha scritto Il cacciatore di aquiloni (Piemme, 2004) e Mille splendidi soli (Piemme, 2007), due straordinari casi editoriali tradotti in più di trenta paesi.






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