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Roald Hoffmann difende una scienza spesso ingiustamente criticata, ma senza la quale il nostro mondo sarebbe un Eden piuttosto miserabile. Una fra le caratteristiche essenziali della chimica è l'identità. Ci sono sostanze che si presentano in forme "quasi identiche" ma non "sovrapponibili", le quali sono l'una l'immagine speculare dell'altra, come un guanto destro e uno sinistro, ma che hanno un comportamento chimico spesso molto diverso. Un tragico esempio di questo cattivo uso della chimica è la talidomide: prodotta senza distinguere fra due forme speculari, produsse gravi malformazioni nei figli delle gestanti che la assumevano.
"Hoffmann continua a illustrare le meraviglie della chimica ai non iniziati...Questa potrebbe essere l'iniziazione perfetta anche per chi l'ha sempre odiata" The New York Times
Roald Hoffmann ha vinto, insieme a Kenichi Fukui, il premio Nobel per la chimica nel 1981.






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