Autobiografia psicomagica di uno sciamano occidentale
Questo è il primo libro di Cristóbal Jodorowsky: un'autobiografia in cui racconta la propria storia a partire dalla più tenera infanzia sino alla maturità, un viaggio a ritroso nelle vicende dei suoi famigliari, e un ricco repertorio dei casi in cui, in qualità di psicosciamano, ha usato la psicogenealogia e gli psicorituali come validissimi strumenti terapeutici.
Appassionante come una saga, sconvolgente come una confessione e denso come può esserlo un'esplorazione senza reticenze nei territori del sé, Il Collare della Tigre è anche una galleria di personaggi mirabili - maestri zen, curandere, sciamani, poeti, artisti - e un interessantissimo affresco storico della rivoluzione culturale degli anni Settanta, quella che ha abbattuto il mito dell'autorità, contestato le religioni istituzionalizzate, puntato il dito contro le tradizioni, finendo poi per tornare ad attingere al mito, ai saperi religiosi, alle antiche pratiche rituali per riuscire a «riprendersi la vita».
Per vivere pienamente la nostra vita dobbiamo liberarci dell'eredità emotiva che la famiglia esercita su di noi da generazioni. Le sofferenze, le incomprensioni, le questioni irrisolte o taciute da coloro che ci hanno preceduto formano un fardello che grava drammaticamente sulle nostre spalle, impedendoci di trovare noi stessi o addirittura privandoci di un'esistenza normale.
Cristóbal Jodorowsky, figlio e primo collaboratore di Alejandro Jodorowsky, ha compreso e sperimentato in prima persona l'entità di questo peso, e gradualmente individuato e sciolto i nodi emotivi che lo facevano soffrire.
Scritto da: Chiara Reggiani (Verona)
Questo libro è davvero meraviglioso. L'ho letto d'un fiato e ora mi accingo a rileggerlo per annotarmi le innumerevoli perle di saggezza e di verità che vi sono racchiuse. Cristòbal si svela con immense purezza e onestà, rivelando le difficoltà del suo vivere ma anche le sue fortune, raccontando come sia riuscito, grazie anche all'essere cresciuto in un ambiente straordinario, a volgere il dolore in crescita, in conoscenza e infine in felicità. Le vicende che narra sono sue personali, eppure hanno il sapore dell'universalità. Ci si può riconoscere dentro se stessi e ricavarne insegnamenti e consigli, anche se Cristòbal non è mai pedante, non si erge mai a maestro: insegna naturalmente, come per osmosi; la sua umiltà e profonda coscienza di sé traspaiono dalle sue parole come un balsamo. Credo sia da leggere insieme a "La danza della realtà" di Alejandro Jodorowsky: in questo modo si possono leggere i medesimi avvenimenti vissuti dal punto di vista del padre e da quello del figlio, ed è veramente commovente.
Scritto da: Maria Teresa Lanza (Casnigo)
Libro veramente interessante. Cristobal con purezza rivisita le ombre che spesso hanno visitato la sua infanzia nonché, di riflesso, la sua vita adulta. Intreccia con vividezza e amore le sue intime esperienze di vita familiare, con le proprie intuizioni, ricerche, cadute, resurrezioni e con tutte le opportunità di vera e profonda evoluzione che i suoi genitori "surrealisti" gli hanno donato assieme a tanti vuoti e dolori. Un libro che meriterebbe un'ode e non una recensione come quella che sto stilando io. Già conoscitrice del messaggio del famoso e grande suo padre Alejandro (a cui devo tanto) debbo dire che quanto ha voluto condividere Cristobal è qualcosa di GRANDE: mi ha nutrita e trasformata nel suo rivelarsi, sia nei toccanti episodi di vita quotidiana che nella descrizione del percorso di autoguarigione, che lo ha trasformato in "aiutante" nell'altrui guarigione.