Come promuovere atteggiamenti efficaci in genitori, insegnanti e bambini

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Come e quanto incide la dislessia sul benessere di un bambino o di un ragazzo? Su cosa dobbiamo porre attenzione perché non sia vissuta male?
Se è vero che bisogna offrire percorsi abilitativi e accorgimenti didattici ottimali e percepire la dislessia per quello che è, ossia una sorta di disabilità molto specifica che necessita soprattutto di aiuti particolari (un po' come una miopia che abbisogna degli occhiali), questo può non essere sufficiente al bambino, al genitore, o all'insegnante per vivere con serenità questa caratteristica neuropsicologica e ciò che essa comporta a livello di apprendimento, di relazioni sociali e di autostima.
A partire da costrutti psicologici (come qualità e abilità di vita, autodeterminazione, resilienza, ecc.) utili ad affrontare lo stress prodotto dalla dislessia, il genitore o l'insegnante sarà stimolato a coltivarli nel bambino.
Per raggiungere un tal fine, l'adulto interessato lavorerà innanzitutto su se stesso e sulla sua percezione della dislessia, acquistando in prima persona, quindi comunicando al bambino, sicurezza, fiducia, progettualità e serenità.
Il genitore, l'insegnante, o l'operatore interessato ad aumentare la Qualità della Vita dei bambini o ragazzi dislessici, potrà utilizzare le riflessioni e le domande che vengono qui proposte per maturare risposte più e-saurienti.
La riflessione potrà essere personale, oppure condivisa in un contesto clinico, di aggiornamento, o di gruppo (genitori, educatori, insegnanti).






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