(Sennò papà e mamma sbroccano)

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Tenero, romantico, divertente fino alle lacrime, Fai la nanna, Nannina è il romanzo generazionale delle coppie che hanno vissuto o stanno per vivere l'esperienza di essere genitori nella realtà frenetica e schizofrenica di oggi. E che non pensavano potesse essere così sconvolgente e liberatorio.
"Seduto davanti all'incubatrice che sta aiutando mia figlia ad abituarsi alla temperatura di questo mondo freddo, ho la stessa sensazione che sono sicuro ha avuto Bearzot dopo la finale dei Mondiali dell'82 contro la Germania. È chiaro che la partita non l'ha giocata lui, ma è lui che ha selezionato i ventidue per i Mondiali di Spagna. È lui che li ha difesi contro tutto e tutti. È lui, diciamo, che ha messo il seme perché il trionfo nascesse. Io sono Bearzot! E mia figlia è la mia Coppa del Mondo."
Proprio mentre Peppe, il protagonista di questo romanzo, sta assaporando la gioia della neopaternità, arriva la telefonata che ha sempre sognato: dovrà scrivere uno show comico per un'importante tivù nazionale.
Esaltato dall'idea di firmare un programma tutto suo, ma ancora in pieno trauma da pannolini, Peppe cerca di conciliare le esigenze di chi lo paga per scrivere cose divertenti e quelle di chi pretende - gratuitamente! - attenzioni e notti insonni.
Da quel momento la sua esistenza diventa un inferno. Lo vedremo nell'impresa titanica di trattenersi dallo strangolare parenti invadenti, animatori turistici, testimoni di Geova, suore naziste, finti pediatri spagnoli con manuali salvifici, mentre sarà chiamato a produrre lo sforzo creativo della vita, districandosi alla meglio in un ambiente di lavoro popolato da pubblicitari, tronisti e veline di serie B.
Peppe sbraccia come un ossesso per non compromettere nulla di ciò che ha costruito e scoprirà che, anche quando ti dai per spacciato, nulla è mai perso, se fai le cose seguendo le indicazioni del cuore.






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