La visione degli Indiani d'America
Kathe Recheis - Georg Bydlinski

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Figli del grande spirito si propone di far luce su diversi aspetti della cultura nativa americana. Il libro è costituito da una raccolta costata due anni di lavoro, dove sono stati selezionati quei testi originali che meglio potevano aiutare a comprendere il pensiero del popolo pellerossa. Tale pensiero è costellato da molteplici aspetti culturali e spirituali, alcuni dei quali ormai scomparsi o poco diffusi perché proibiti dalle autorità governative del paese. La raccolta è arricchita dalle numerose e incisive fotografie d'epoca di Edward S. Curtis, che evocano le atmosfere suggestive dell'accampamento e della prateria.
Gli antichi abitanti dell'America del Nord possedevano una concezione spirituale strettamente legata al mondo della natura e ai cicli della vita. Tuttavia la loro spiritualità, ricca di immagini allegoriche e di metafore, non appena divenuta di grande interesse generale ha subìto una trasformazione che ne ha convertito gli elementi costitutivi in cliché e stereotipi. Ne è un esempio la generalizzazione del concetto di "indiano", all'interno del quale si raggruppano indistintamente varie tipologie e varie comunità culturali.
Figli del grande spirito è un incontro con una cultura straordinaria, dove le calde parole degli anziani, dei saggi e dei grandi capi fanno rivivere lo spirito di una saggezza che non conosce le barriere del tempo. "A modo loro, gli Indiani concepiscono il mondo fisico e la terra come un'entità spirituale. Per il non indiano può essere solo di grande vantaggio scoprire questa visione del mondo." N. Scott Momaday, vincitore del Premio Pulitzer 1969 con Casa fatta di alba.






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