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Una raccolta di "casi" presentati, anzi raccontati, a un pubblico di non addetti ai lavori, interessato o coinvolto (direttamente o indirettamente) al problema della bulimia e dei disturbi alimentari in genere.
La ricerca di Renate Gockel parte da un annuncio da lei pubblicato su un giornale: spiega di essere in cerca di donne già affette da bulimia ma che almeno da due anni non soffrano più compulsivamente di attacchi di fame e pertanto si ritengano guarite, e le invita a sottoporsi a un'intervista. Questa è la prima parte del libro: dodici storie di vita e di malattia brevemente commentate dalla psicologa. Soprattutto dodici storie di "guarigione".
Nella seconda parte è l'autrice stessa a riportare le vicende di alcune sue pazienti bulimiche: presenta solo gli episodi salienti che mettono in luce i problemi sottesi alla dipendenza da cibo. Qui la Gockel interviene più diffusamente e puntualmente con commenti e ipotesi interpretative. L'argomentazione di fondo si può riassumere così: non esiste una motivazione d'origine né tanto meno una guarigione, bensì un percorso verso la guarigione, e l'avvio è la voglia di cominciare a capire perché si mangia, che cosa c'è dietro a ogni attacco di fame, che cosa c'è stato all'origine di un così grave disturbo.
L'intento quindi è quello di fornire alcuni basilari elementi di conoscenza, di stimolare il desiderio di liberarsi, di dare, in certo modo, la voglia di reagire.



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