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Questo volume di Valerio Sestini è prezioso quanto stimolante per chi non conosce il Nepal o la regione himalayana. Nonostante i mezzi di trasporto più moderni il Nepal rimane un paese lontano tanto da sembrare inaccessibile, come di fatto lo è stato, agli occidentali fino al secolo scorso.
Un paesaggio non più inteso come "bellezza panoramica", ma un paesaggio facente parte di un territorio, con caratteri determinati da fattori naturali e umani e dalle loro interrelazioni. Un'opera che in maniera chiara quanto efficace, ci descrive l'Himalaya nella sua struttura geografica, per passare all'illustrazione dei suoi paesaggi culturali e della sua architettura.
Un'architettura religiosa, abitativa e degli attraversamenti fluviali singolare per caratteri e morfologia, che gli autori ci propongono quale risposta efficace ad un ambiente ostile e alle sue tradizioni, studiandone non solo la morfologia d'insieme, ma anche gli spazi, le forme nelle loro reali dimensioni e al tempo stesso effettuando una indagine sui materiali, le tecniche costruttive e le strutture nei vari componenti e nel loro assemblaggio.
Un'architettura che nel corso di trent'anni di spedizioni, è stata studiata, rilevata, documentata con pazienza ed estrema attenzione, fornendo documenti unici che ci consentono dio conoscere pagine inedite del patrimonio dei umanità lontana, che vogliono essere non solo testimonianza nel tempo, ma soprattutto costituire la base per eventuali interventi tendenti al recupero di importanti opere testimonianza di tale civiltà.
La preziosità di quest'opera, unica nel suo genere non solo in Italia, risiede nel fatto che le due ricerche, antropologica e architettonica, si incrociano e si integrano vicendevolmente per giungere ad una conoscenza integrata di opere nate solo nella mente dei costruttori, mai rappresentate ma costruite secondo una "memoria" di analoghe opere, lontane o vicine nel tempo, seguendo canoni tradizionali.
In questa pubblicazione sono stati inseriti alcuni approfondimenti su argomenti citati nel testo, alcuni tratti da diari di viaggio che riportano riflessioni effettuate "a caldo" direttamente sul luogo o racconti di vita vissuta giornalmente durante le missioni, altri su temi specifici di cultura tibetana citati nel testo, ma non approfonditi, sono stati svolti da Caterina Bonapace, antropologa.
Valerio Sestini, architetto, professore associato di Tecnologia dell'Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze. Dal 1971 al 2002 ha organizzato e svolto oltre venti missioni in Nepal, sia nelle alte valli himalayane che nella valle di Kathmandu, per la documentazione del patrimonio architettonico collaborando con l'Unesco, il Ministero degli Affari Esteri, l'Università di Firenze e il Club Alpino Italiano. Nel 1978 è stato consigliere ed esperto per il Ministero degli Esteri alla XX Conferenza generale dei paesi membri dell'Unesco; nel 1993 ha partecipato alla missione congiunta Unesco- Icomos per la revisione dei confini dei World Heritage Site istituiti nel 1979 nella valle di Kathmandu; nel 1975 è stato membro della spedizione scientifica italiana al Lhotse. Insieme ad alcuni collaboratori ha illustrato i risultati delle ricerche in convegni internazionali e in varie esposizioni in città europee ed italiane



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