l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo
Quanto è grande l’universo? Come possiamo diventare consapevoli dei numeri che lo caratterizzano? Cosa significano infinitamente grande e infinitamente piccolo? Il noto astrofisico Massimo Teodorani propone un nuovo ed entusiasmante viaggio, dove il lettore viene proiettato negli sconfinati spazi di ciò che lo circonda, partendo dal confronto con i numeri della realtà quotidiana.
Distanze, tempi, velocità, masse, temperature, potenze luminose, energie e campi magnetici sono analizzati da una nuova prospettiva, che aiuta il lettore a sentirsi parte dell’universo, a sentirlo sulla propria pelle.
Un approccio diverso da quello dei libri tradizionali di astronomia, dove si chiede perlopiù uno sforzo mnemonico.
Si parte dai numeri che caratterizzano la distanza Terra-Luna per arrivare alle grandi distanze cosmologiche. Si comparano le dimensioni degli oggetti celesti con quelle degli oggetti conosciuti della fisica atomica, nucleare e subnucleare (come atomi, elettroni, quark, ecc…), proiettando il lettore dalle immense scale spaziali e temporali della macrofisica (astronomia e astrofisica) alle minutissime scale dell’infinitamente piccolo.
E si finisce con un grande salto nel regno quantico dove tutto – grazie all’inquietante magia dell’entanglement – si ricongiunge a un’unica entità immanente, invisibile e al di là del tempo e dello spazio, che non risponde a forze meccaniche, termodinamiche o elettromagnetiche più o meno grandi, ma ad un “campo di forma” nell’ambito del quale l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo si fondono.
Massimo Teodorani, astrofisico, dopo essersi laureato in astronomia con una tesi teorico-matematica sulla evoluzione fluidodinamica di un residuo di supernova, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in fisica stellare con una tesi osservativa sulle stelle binarie strette di grande massa e relativi trasferimenti esplosivi di massa. Ha lavorato presso gli osservatori di Bologna e Napoli e al radiotelescopio del CNR di Medicina (BO). In parallelo alla ricerca astrofisica ha condotto ricerche in fisica dei plasmi atmosferici con particolare interesse per il “fenomeno luminoso di Hessdalen”, dove come direttore scientifico ha svolto diverse missioni sul campo. Svolge tuttora ricerche teoriche nel campo del progetto SETI e prosegue la sua ricerca sulla fisica dei fenomeni luminosi anomali.