I Maestri Invisibili

Come incontrare gli Spiriti guida

Igor Sibaldi

I Maestri Invisibili

Ci accompagnano da sempre, da prima ancora che nascessimo. Tutti li chiamano angeli custodi, ma sono Spiriti Guida. Incontrarli non è difficile e quando si impara a comunicare con loro, si aprono vie fantastiche. Ecco come fare.

Igor Sibaldi è scrittore e teologo. Nato a Milano, dove vive tuttora, ha pubblicato diversi romanzi presso Mondadori, per cui ha curato l'edizione di numerosi classici della letteratura russa, tra i quali i Racconti e Perché la gente si droga di Tolstoj, l'Album Tolstoj, i Romanzi Brevi di Dostoevskij e le Fiabe siberiane, con un'introduzione sullo sciamanesimo. Studioso di teologia neotestamentaria, dal 1997, con il suo romanzo-saggio I maestri invisibili, ha cominciato a narrare la sua personale esplorazione "dei miti e dei terrori dell'aldilà".


 

Le vostre recensioni

Scritto da: Andrea Davide Borghi (Ferrara)

Ispirato nel vero senso della parola. Una base in grado di trasmettere con grande semplicità concetti normalmente difficili da afferrare, ed ancor più da esprimere. Una Via efficace pratica e divertente verso il risveglio interiore, adatta a tutti i ricercatori dell'interiorità, e della spiritualità. Descrive la meditazione per occidentali che, più di ogni altra, ha aiutato numerose persone a trovare il Sé, o, almeno, la Via per giungervi. Un vero "must"!

Scritto da: Alfonso Spagnuolo (Castellaneta (TA))

Chi sono gli Spiriti Guida o Spiriti Maestri? L'Autore ne descrive l'esistenza come emanazioni o espressioni del nostro io che hanno, come unico scopo, l'insegnamento e la diffusione di conoscenze che già appartengono all'essere umano, di cui però quest'ultimo è e rimane inconsapevole o ignaro. Comunicano con noi - sostiene l'Autore - per favorire il nostro sviluppo e la nostra evoluzione naturale, in quanto siamo chiusi e imprigionati da paure e resistenze di ogni genere che ci impediscono di capire le ragioni della nostra esistenza e quali sono i confini, i limiti che ciascuno di noi deve superare per aspirare alla vera conoscenza.

A mio avviso, un libro del genere può essere letto in due modi: come un manuale di istruzioni per contattare e frequentare le nostre guide ed in tal senso Sibaldi descrive minuziosamente la procedura da seguire ed il percorso da immaginare; oppure come un approfondimento letterario che l'Autore compie, come un novello esploratore dantesco, sull'aldilà, sull'anima e sui quei confini misteriosi ed inconoscibili della coscienza. Io ho preferito approcciare questa lettura con il secondo sistema, probabilmente per alcune mie resistenze mentali che mi impediscono di scorgere un viaggio interiore, alla scoperta di un mondo che ancora non riconosco come esistente, ma ciò non impedisce di apprezzare ugualmente i contenuti narrativi del libro.

E' da segnalare innanzitutto la frequente citazione di riferimenti alle Sacre Scritture e ad alcuni capolavori fortemente simbologici (Iliade, Odissea, Divina Commedia, ecc) che avvalorano le spiegazioni degli Spiriti Guida e ne rendono più comprensibile per il lettore la chiave interpretativa generale del messaggio finale e denotano il notevole spessore culturale di questo Autore, teologo e filologo di professione. Questo viaggio ai confini della nostra coscienza assume quindi un significato catartico, inteso nel senso di un percorso liberatorio dai ristretti confini del nostro 'io egoico', per approdare infine ad una dimensione inesplorata e fantastica, qualificata dall'assenza di ogni dualità e divisione, in una prospettiva unica, armonica e indivisibile che lega tutte le cose.

La difficoltà di questo processo didattico consiste nel fatto che il rapporto con gli Spiriti Guida può avvenire solo nel presente e non nel passato: ciò significa che è impossibile usare la nostra memoria che, per sua natura, percepisce solo ciò che ricorda e questo spiega il motivo per cui non si ricordano le conversazioni con queste entità al momento del risveglio. Pertanto - continua l'Autore - l'unico modo per approcciare questo mondo interiore è quello di scrivere quanto si apprende e Sibaldi spiega anche come fare a riportare per iscritto le parole degli Spiriti Guida con gli occhi socchiusi.

A parte le oggettive difficoltà di questa metodologia, questa soluzione non mi convince molto: a me sembra un po' forzata questa interpretazione in quanto i dialoghi riportati sono così intensi e carichi di significato che mi pare davvero improbabile che Sibaldi abbia trascritto puntualmente ogni parola, espressione e insegnamento ricevuto. Sarebbe invece più comprensibile ammettere un certo adattamento del materiale raccolto a posteriori da parte dell'Autore, una sua opera di riedizione e sistemazione dei suoi appunti, senza voler ammettere che queste conversazioni siano state riportate parola per parola.

Per chi volesse corrispondere con me, ecco la mia mail: alfocentauri chiocciola tiscali punto it

Scritto da: olga benguardato (rimini)

L'ho letto due volte e lo leggerò una terza perchè ho 'occhi diversi' dall'ultima volta!

Scritto da: Patrizia Pizzi

Interessante, spesso ho verificato i temi in altri libri e sono rimasta soddisfatta.

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