Il codice da vinci
Parigi, Museo del Louvre. Nella Grande Galleria, il vecchio curatore Saunière, ferito a morte, si aggrappa con un ultimo gesto disperato a un dipinto del Caravaggio, fa scattare l'allarme e le grate di ferro all'entrata della sala immediatamente scendono, chiudendo fuori il suo inseguitore. L'assassino, rabbioso, non ha ottenuto quello che voleva. A Saunière restano pochi minuti di vita. Si toglie i vestiti e, disteso sul pavimento, si dispone come l'uomo di Vitruvio, il celeberrimo disegno di Leonardo da Vinci. La scena che si presenta agli occhi dei primi soccorritori è agghiacciante: il vecchio disteso sul marmo è riuscito, prima di morire, a scrivere alcuni numeri, poche parole e soltanto un nome: Robert Langdon.
Le vostre recensioni
Scritto da: Giuseppe Coppoletta (MI)
Romanzo davvero notevole, uno di quelli che non si lasciano sistemare sugli scaffali fin quando non lo si sia finito, e che magari conducono ad ulteriori esplorazioni. E' già interessante come thriller, e come tale va sicuramente apprezzato in primo luogo. Ha però il merito aggiuntivo di far riemergere filoni sotterranei e spesso contorti di quella "storia parallela" che in un modo o nell'altro ha sempre nutrito il cammino dell'umanità.
Se dovessi dare un consiglio direi che non è tanto la veridicità storica o l'effettiva documentabilità di fatti e movimenti segreti come il "Priorato" che dovrebbero assillare il lettore arguto, anche se ciò può costituire uno spunto per ulteriori e più approfondite indagini. Ben più degno di nota, oltre all'avvincente intreccio, è il tessuto di simboli eterni e di idee feconde e portanti della storia universale che qui si rivolge al nostro sentire più profondo: l'Eterno Femmineo, il Calice di Vita, il valore fecondo dell'immaginazione, e i continui riferimenti all'ampiezza della visione sapienziale (Sophia) che permeava il mondo spirituale dei discepoli più vicini al Cristo e dei primi cristiani (e tra di essi in particolare Maria Magdalena, il cui profilo sembra essere giunto a noi fortemente e forse volutamente distorto). E' fuor di dubbio che la scia di queste idee e conoscenze segrete è rimasta impressa attraverso tutta la storia della civiltà occidentale ed ha impregnato fortemente la visione e il sentire di grandi pensatori di ogni epoca, malgrado i continui tentativi di cancellarle con persecuzioni e falsificazioni di ogni genere.
Al di là di tutte le critiche che questo romanzo ha potuto suscitare, esso resta comunque un testimone importante dei tempi attuali, in cui queste importanti correnti di idee, un tempo eretiche e nascoste, riaffiorano potentemente e parlano ancora una volta alla coscienza di tanti.
Scritto da: Barbara Pezzi (Bagnacavallo)
Finito di leggere questo libro ho avuto un momento di smarrimento, non sapevo più dove finiva la finzione e iniziava la realtà. Poi ho inteso questo libro come un bel libro giallo e non come un testo storico o un "antibibbia", è un libro avvincente che ti tiene incollato alle pagine fino alla fine (l'ho letto in una giornata ), e anche molto descrittivo delle opere d'arte che fanno da sfondo alla trama; a me che non sono un'amante dell'arte e mai avrei comprato un libro sull'arte è venuta voglia di vedere il LOUVRE e i quadri in esso descritti (così come anche in Angeli e Demoni viene voglia di andare a Roma a visitare tutti quelle statue e munumenti). L'unica critica (che non vuole essere una critica) è che i protagonisti sono di quelli della serie che non muoiono mai, non dormono mai, non mangiano mai..