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Discorsi sull'amore e l'innamoramento

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L'amore è in sé una vera e propria mutazione, ma poiché ci trova impreparati difficilmente questa mutazione accade, e l'amore diventa sfogo, compensazione, richiesta di sicurezze, paura di perdere la persona amata, possesso e bisogno, e mille altri incubi.
È forse per questo che nelle grandi tradizioni orientali, nelle quali l'amore è stato vissuto come importante strumento naturale di evoluzione della coscienza, all'amore si è legata la meditazione: un processo interiore che porta l'individuo alla percezione diretta, dentro di sé, di quella stessa forza vitale che l'incontro con l'altro scatena.
In questo modo diventa difficile, se non impossibile, perdersi nel riflesso che l'altro comunque è, e rimane. Va infatti detto che nell'amore opera uno strano meccanismo psicologico, forse dovuto al fatto che ogni nostro senso, l'intero processo di percezione della realtà, è orientato verso l'esterno: in verità, l'intima e profonda convinzione che noi abbiamo è che tutto ci viene dall'esterno. Il cibo, l'acqua e l'aria che ci tengono in vita, tutte le sensazioni, e dunque tutte le emozioni, non ultimo l'amore.
"Mi ami?" è la domanda comunemente posta, "e quanto mi ami?" è il secondo interrogativo purtroppo questi interrogativi sono di per sé il principio della fine. Per quanto ingenuamente posti, per quanto giustificabili in quel turbinio che sconvolge l'essere e che ha nome innamoramento, sono due segnali di estremo pericolo che mettono in seria difficoltà l'amore, e molto spesso ne annullano la potenzialità.
Ciò che di fatto accade, allorché si entra in amore, è il risveglio del proprio sé attraverso l'altro. È qualcosa che accade a noi stessi tramite l'altro, più che agli amanti in quanto tali. La fusione è una fusione intima in se stessi, più che con l'altro: nell'attimo dell'orgasmo, l'altro viene catapultato fuori dal nostro essere, che si ritrova integro e uno. È un lampo, e perché tutto questo sia concepibile, perché sia visibile, perché lo si possa vivere in tutta la sua grandiosità, occorre raffinare il sentire, quel processo di percezione interiore capace di cogliere il senso del reale senza il filtro dei sensi e senza il filtro della mente. Ecco perché, per essere in amore, è necessario mettere a fuoco come noi costruiamo il reale e come questa costruzione può diventare una gabbia pericolosa. Non solo: occorre la lucidità di qualcuno in grado di vedere con distacco, e quindi con prospettiva, l'intero fenomeno.
Il contributo di Osho è dunque questo: con le sue parole non vuole sostituirsi all'esperienza, tutt'altro. Di certo però egli è in grado di dare spunti a quanto di solito si subisce, e quindi non si vive pienamente. Al lettore cogliere in questa antologia gli strumenti necessari per rendere la comune esperienza dell'innamoramento e dell'amore una pratica di consapevolezza, un risveglio della coscienza, per giungere a quella piena fioritura che proprio nell'amore, unito alla meditazione, si può realizzare.
CONTENUTI
Introduzione: la mappa e il territorio
Parlare di amore, di sessualità, significa mettere in luce la dimensione che si estende oltre il linguaggio e il sentiero che a essa conduce. Spesso l'incontro con quella dimensione è immediato: il classico colpo di fulmine. D'acchito ci si ritrova trasportati in un'altra realtà, la vita ci appare del tutto diversa, al semplice contatto con un'altra persona e, malgrado ogni tentativo di spiegare questo fenomeno, esso rimane misterioso...
1. Ama te stesso
La domanda è: "Come mai non siamo esseri che amano?"
Non si tratta di amare questa persona o quell'altra, non è questione di amare l'amico o il nemico. La domanda è: sei in amore, oppure no? Ami il tuo corpo? Ti sei mai preoccupato di toccare il tuo corpo con una carezza amorevole? Ami te stesso? No, tutte le religioni ti insegnano a odiarti: tu sei una persona sbagliata e devi essere riaggiustata; sei un peccatore e devi diventare un santo. Come puoi amare te stesso? Non sei neppure in grado di accettarti. E queste sono le radici della tua realtà!
Io ti insegnerò ad amare te stesso. E se potrai amarti, se potrai gioire nell'essere te stesso, naturalmente il tuo amore continuerà a diffondersi; diventerà un'aura che ti avvolgerà, e amerai i tuoi amici, e in un certo senso amerai anche i tuoi nemici poiché, così come i tuoi amici ti definiscono, allo stesso modo anche i tuoi nemici ti definiscono.
2. L'altro
L'uomo è un fallimento se non arriverà a dissolvere completamente l'altro dentro se stesso o, in altre parole, se non riuscirà a dissolversi nell'altro completamente. Ma quel dissolversi deve essere completo, integro, totale... Se non accadrà, la gente continuerà a soffrire in mille e un modo, poiché è connessa con un'infinità di altri. E ogni altro è un problema, per il semplice motivo che ciascuno sta tentando di dominare tutti gli altri.
3. L'amore schiude nuove soglie
Il vero amore porta sempre con sé tristezza. È inevitabile, perché l'amore crea un contesto che permette al tuo essere lo schiudersi di nuove soglie. L'amore porta con sé una condizione crepuscolare.
Negli istanti d'amore riesci a vedere cos'è irreale e cosa è reale, cos'è insignificante e cosa ha significato. E, al tempo stesso, vedi con chiarezza quanto sei radicato in ciò che non ha alcun significato, da qui la tristezza. Negli istanti d'amore diventi consapevole del tuo potenziale supremo, diventi consapevole della vetta più remota, ma vedi di non essere lassù, da qui la tristezza.
Hai una visione ma è solo una visione, nel giro di attimi se ne sarà andata. È come se Dio ti avesse parlato in un sogno e quando ti risvegli non ti ritrovi in mano più nulla. Sai che qualcosa ti è accaduto, ma non è diventata una realtà. Non era altro che brezza fuggente... L'amore schiude la soglia del divino.
4. Totale accettazione
Puoi reprimere il sesso per tutta la tua vita, non per questo lo trascenderai: si potrà affermare perfino nel momento in cui muori. La repressione non è rivoluzione. La rivoluzione avviene attraverso l'esperienza. Si matura attraverso l'esperienza. L'illuminazione è la vetta suprema di maturità, oltre la quale non vi è null'altro. Come potrai mai raggiungerla attraverso una scorciatoia? Non ce ne sono. Dovrai attraversare l'intero tuo processo esistenziale, vivere tutta la tua vita, assaporarne le dolcezze e le amarezze, sentirne le agonie e le estasi, osservarne gli alti e bassi, vedere le vette luminose e le notti oscure delle valli, le sue tristezze e le sue gioie. Tutto questo deve essere vissuto.
5. Le perversioni dell'amore
Potrò mai essere felice con mia moglie?
È praticamente impossibile. In tua moglie non c'è nulla di sbagliato, ma nell'istituto del matrimonio vi è qualcosa di abnorme: è del tutto contro l'amore. Si fonda sulla negazione dell'amore. Si basa sul negare all'amore la possibilità di fluire nel tuo essere. Il matrimonio è un'invenzione di coloro che non vogliono affatto vedere la Terra ricolma dei fiori dell'amore. Per l'establishment l'amore è pericoloso, è la cosa più pericolosa che ci sia, perché le persone che si amano condannano inesorabilmente questa società all'estinzione: questa società si fonda sull'odio, non sull'amore.
6. Elevarsi in amore
L'amore senza meditazione è cieco, l'amore senza meditazione è una notte buia. Si brancola nell'oscurità, si inciampa. Ci si fa male e si fa male agli altri. E, dato che l'amore senza meditazione è cieco, diventa anche frustrante. Poiché è cieco non può librarsi molto in alto: rimane a terra, striscia come un verme. Ha paura di elevarsi.
Un cieco non può scalare le montagne, ha perfino paura a camminare in pianura. Andare in montagna, scalarne le vette, è un atto suicida.
La meditazione senza l'amore è incompleta, spenta, fredda. La meditazione senza l'amore crea quell'orribile fenomeno dei monaci e delle suore. Sono orribili perché non vivono affatto. Sono brutti, perché le loro vite sono prive d'amore. Sono orribili, perché l'amore è l'unico fenomeno che dona bellezza e grazia. L'amore senza meditazione è ricco di vita, ma cieco. La meditazione senza l'amore ha occhi, ma è priva di vita, è arida, un deserto. L'amore senza meditazione è ardente, appassionato, non sa nulla del silenzio. Per cui è una specie di tumulto, uno stato febbricitante di consapevolezza. La meditazione senza l'amore è silenziosa, ma il suo è il silenzio di un cimitero, il silenzio della morte, non il silenzio della vita, perché il silenzio della vita è un canto. La meditazione senza l'amore è un silenzio vuoto. Non è ricolmo, non è traboccante.
E nei secoli sono state fatte queste due cose: alcuni hanno scelto l'amore - essi vengono definiti persone mondane, che soffrono - altri hanno scelto la meditazione: si recano nei monasteri, diventano monaci e suore, e soffrono. Entrambi rimangono incompleti. Per essere un uomo totale, si ha bisogno di entrambi. Si deve diventare amore/meditazione: questa è la sintesi più alta. Così si crea un cerchio completo.
7. Lasciarsi e trascendere
Ti ho compreso in maniera corretta? Hai detto che anche se si riesce a trasformare l'energia sessuale in spiritualità la relazione con l'amato non sarà appagante?
Certo, non sarà appagante neppure allora. Anzi, creerà in te lo scontento più grande che tu abbia mai avvertito, perché ti renderà consapevole di quanto è possibile. Ti renderà consapevole della grandiosità di un momento di unità orgasmica, di trasmutazione spirituale. Ma rimarrà solo l'esperienza di un momento. Con ciò che è esterno, niente può diventare permanente. E quando il momento è svanito, più alto è stato il picco e più profonda sarà la valle, ricadrai indietro nell'oscurità della valle. Ma diverrai consapevole di una cosa: se l'energia maschile e femminile possono incontrarsi in uno spazio non-temporale, allora ci sarà appagamento eterno.
Come arrivarci?
La scienza del Tantra è nata da questa domanda. Come farlo? E' possibile. Non ci si può arrivare con un amato esteriore, e non ci si può arrivare senza un amato esteriore, ricorda anche questo, perché il primo assaggio avviene con l'amato esteriore. E' solo un assaggio, però ti offre la nuova visione che dentro di te, in profondità, sono presenti entrambe le energie, maschile e femminile.






Vadim Zeland
Lucia Giovannini
Eckhart Tolle