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Come educare i nostri figli a un uso creativo e responsabile delle nuove tecnologie
Tonino Cantelmi, Maria Rita Parsi, Francesca Orlando

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Quante volte abbiamo pensato, guardando i nostri ragazzi, persino bambini, alle prese con telefonini, playstation, lettori DVD o MP3, computer e altri apparecchi elettronici: questa generazione è nata con la tecnologia digitale nel DNA. Ma siamo proprio sicuri? Cosa differenzia i giovani e giovanissimi degli anni Duemila dai loro genitori o anche solo dai fratelli maggiori? E quali effetti, positivi o negativi, può avere sulla psiche e sul suo sviluppo la stretta interazione con le tecnologie fin dalla più giovane età?
In questo saggio inedito e di grande attualità una psicoterapeuta, uno psichiatra e una psicologa analizzano la questione, descrivendo gli effetti che questa «immersione nel virtuale» sta provocando su bambini e ragazzi, sul loro modo di vivere la socialità, sulle abilità cognitive, sul rapporto con la realtà.
Ma soprattutto avanzano proposte educative e legislative concrete per far sì che il progresso tecnologico non vada a detrimento di quegli aspetti ludici e creativi indispensabili per costruire un'infanzia serena e una personalità adulta equilibrata. A tale scopo viene qui ripubblicata interamente La Carta di Alba, importante documento che fissa i punti di un possibile intervento normativo e di azioni culturali a garanzia del miglior sviluppo e dell'utilizzo ottimale dei new media per le generazioni presenti e future.
Maria Rita Parsi, psicologa psicoterapeuta, ha fondato e dirige la Scuola Italiana di Psicoanimazione (SIPA). Dal 1984 fa parte dell'Istituto Riza e scrive sulle riviste Riza Psicosomatica e Riza Scienze. Nel 1991 ha dato vita alla Fondazione "Movimento Bambino" ONLUS. Svolge da anni intensa attività didattica presso Università italiane e Istituti specializzati.
Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, dirige la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Interpersonale di Roma. Presidente e fondatore dell'Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, è stato il primo in Italia a occuparsi delle tecno-dipendenze.
Francesca Orlando, psicologa clinica e psicoterapeuta, ha lavorato in cliniche psichiatriche e presso istituti di formazione per lo studio e la realizzazione di corsi.

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