L'India del Sorriso

I Racconti della più famosa mestra di Yoga italiana

Gabriella Cella Al-Chamali

L'India del Sorriso

Gabriella Cella Al-Chamali racconta la sua India e ce ne restituisce un ritratto per molti versi inatteso: l'India del sorriso, in cui i contrari convivono e si mescolano, lo spirito è il fratello del corpo, il dramma è contiguo al paradiso. Pochi occidentali possono dire di conoscere l'India come Gabriella Cella. E il 1979 quando Gabriella, giovane insegnante di yoga, decide di lasciare la casa, la famiglia, il posto di lavoro e di partire per il paese indiano: destinazione l'Ashratn di Rishikesh, culla della disciplina yogica.

L'esperienza è sconvolgente, la mette di fronte a tutto quello che l'India sa provocare nel corpo e nell'anima degli occidentali: la malattia fìsica, la crisi dello spirito, e poi la guarigione, il senso di rinascita, una nuova consapevolezza.
Da allora, il «male d'India» si radica in lei: «un'irresistibile nostalgia per quella terra e la sua gente colorata». E a quel primo viaggio ne seguiranno molti altri.

Intanto Gabriella Cella Al-Chamali è diventata una straordinaria yogini, una maestra, nel senso più profondo, della disciplina. Ha fondato un proprio Ashram sulle colline del Piacentino; ha scritto libri come Yoga e salute che sono piccoli classici; è divenuta un punto di riferimento in Italia e fuori per chiunque voglia dedicarsi alle discipline orientali. E ha continuato a viaggiare l'India in lungo e in largo.

Nei luoghi della sofferenza e in quelli del sorriso; nelle città della gioia, nei silenzi delle montagne e nei torridi climi del Sud; entrando negli Ashram vietati alle donne, fotografando maestri spirituali che lasciavano poi solo "aura" impressa sulla pellicola. Cercando di penetrare il segreto dell'India, il mistero inspiegato di quel inondo.

Gabriella Cella al Chamali si avvicinò allo yoga circa 30 anni fa, nei primissimi anni '70. Da allora ha continuato ininterrottamente la sua ricerca interiore, recandosi quasi ogni anno in India e frequentando i maggiori maestri viventi.Nel tempo ha sviluppato una sua personale visione della disciplina, come tutti i veri maestri. Infatti lo yoga non si è cristallizzato in una forma rigida, ma è tuttora in divenire. Perciò esso continua a essere attuale e a dare delle risposte a coloro che si interrogano sui quesiti più profondi dell'esistenza. La visione sviluppata da Gabriella Cella integra diverse pratiche, dalle scuole antiche alle moderne, con una particolare attenzione al tantrismo, allo yoga kundalini ed alla sua forte carica simbolica. Le asana hanno dei nomi che non sono assolutamente casuali. I maestri del passato hanno inteso con ciò lanciare un messaggio profondo, che finora era stato spesso ignorato. Gabriella Cella ha approfondito questo studio, attraverso l'ascolto interiore e la sperimentazione pratica, costruendo il nucleo della sua dottrina. Il rigore e la perfezione dell'asana, l'armonia delle sequenze sono un'altro punto distintivo del suo insegnamento. L'ascolto del corpo è il punto di partenza, che conduce alla percezione dei chakra (centri di energia, posti idealmente lungo la colonna vertebrale, fino al vertice del capo), alla ritrazione dei sensi, alla concentrazione e alla meditazione. Scrittrice feconda, ha fissato in diversi libri, da sola o con altri autori, le tappe di questo percorso. Continua tuttora i corsi per allievi all'Istituto di Piacenza, o in incontri di maggiore respiro nella tranquillità del suo Ashram sulle colline Piacentine.


 

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