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La storia economica indiana moderna inizia nel 1947 con l'indipendenza dal Regno Unito. Fino agli anni ottanta, l'India ha favorito il controllo pubblico delle imprese e sottomesso quelle private a divieti e obblighi di licenza. In seguito ha virato verso la liberalizzazione e l'apertura internazionale, che accelerano dagli anni novanta.
Oggi, l'India ha un'economia prevalentemente basata sui servizi, anche avanzati. Rispetto alla Cina, ha un'industria piccola e poco competitiva e un'apertura internazionale limitata. Il peso della povertà, inoltre, rimane alto. Per rispondere a queste sfide e mantenere una crescita sostenuta, all'India occorrono infrastrutture, occupazione diffusa e completamento delle riforme.
Il libro di Chiarlone racconta questa storia e chiarisce in modo sintetico, ma preciso, le caratteristiche (e i limiti) di quello che oggi all'Occidente appare come il "miracolo indiano".
Stefano Chiarlone è economista nell’Ufficio Research and Strategy di UniCredit Group e professore a contratto di Economia internazionale all’Università Cattolica di Milano. Ha lavorato all’onu e all’Università Bocconi. Per Carocci editore ha pubblicato, con Alessia Amighini, L’economia della Cina (2007). Con Paola Bongini e Giovanni Ferri ha curato Emerging Banking System (Palgrave Macmillan, in corso di pubblicazione).





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