Yoga e parola poetica: un incontro fra Oriente e Occidente
Gabriella Cella, Marco Manzoni

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Il libro dell’aria e del respiro diviene un percorso di meditazione che coinvolge tutto il nostro essere, volto a riconquistare quei preziosi momenti in cui ci fermiamo per ascoltare la nostra libertà interiore.
E' un piccolo libro con una grande ambizione: mettere a confronto per la prima volta il linguaggio della parola filosofica e poetica proprie della tradizione dell’Occidente con l’espressione del corpo tipica dell’Oriente, lo yoga.
Perché? Perché entrambi questi linguaggi hanno in comune uno scopo: cercano di esprimere ciò che – celato eppure essenziale – risiede dentro ogni persona: l’anima. Unire parola poetica e yoga è come ri-unificare la mente, il corpo e lo spirito, oggi concepiti come separati e spesso in contrasto tra loro.
Nei cinque capitoli in cui il testo si articola, i diversi elementi (terra, acqua, fuoco, aria, etere) sono messi in relazione con i chakra, i punti focali di energia presenti nel corpo umano. Ciascun capitolo presenta sette brani poetici o filosofici seguiti da un commento critico, e affiancati ad altrettante pratiche yoga illustrate, in modo da formare un unicum che comprende le dimensioni mentale, fisica e spirituale.
I brani sono di autrici e autori di grande sensibilità quali Etty Hillesum, Paul Klee, Luce Irigaray, Clarice Lispector, Anna Maria Ortese, Rainer Maria Rilke, Lou Andreas Salomé, Walt Whitman, Maria Zambrano.
Gabriella Cella al Chamali si avvicinò allo yoga circa 30 anni fa, nei primissimi anni '70. Da allora ha continuato ininterrottamente la sua ricerca interiore, recandosi quasi ogni anno in India e frequentando i maggiori maestri viventi.Nel tempo ha sviluppato una sua personale visione della disciplina, come tutti i veri maestri. Infatti lo yoga non si è cristallizzato in una forma rigida, ma è tuttora in divenire. Perciò esso continua a essere attuale e a dare delle risposte a coloro che si interrogano sui quesiti più profondi dell'esistenza. La visione sviluppata da Gabriella Cella integra diverse pratiche, dalle scuole antiche alle moderne, con una particolare attenzione al tantrismo, allo yoga kundalini ed alla sua forte carica simbolica. Le asana hanno dei nomi che non sono assolutamente casuali. I maestri del passato hanno inteso con ciò lanciare un messaggio profondo, che finora era stato spesso ignorato. Gabriella Cella ha approfondito questo studio, attraverso l'ascolto interiore e la sperimentazione pratica, costruendo il nucleo della sua dottrina. Il rigore e la perfezione dell'asana, l'armonia delle sequenze sono un'altro punto distintivo del suo insegnamento. L'ascolto del corpo è il punto di partenza, che conduce alla percezione dei chakra (centri di energia, posti idealmente lungo la colonna vertebrale, fino al vertice del capo), alla ritrazione dei sensi, alla concentrazione e alla meditazione. Scrittrice feconda, ha fissato in diversi libri, da sola o con altri autori, le tappe di questo percorso. Continua tuttora i corsi per allievi all'Istituto di Piacenza, o in incontri di maggiore respiro nella tranquillità del suo Ashram sulle colline Piacentine.





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Scritto da: paola
E' la cosa più inutile che abbia mai letto, probabilmente si dovevano raccoglier soldi per fare beneficenza a qualche ashram..
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