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In quest'opera l'Autore espone una serie di sogni da lui interpretati nel corso di una non breve professione, con l'arte e la «finezza» ispirategli da uno «spirito zen». Il libro è, contemporaneamente, autobiografico, e narra, tra le righe, della vicenda umana dell'Autore che, psichiatra «nauseato» della psichiatria organicista e materiale, nonché dei vari Buddha che intendono imporre i loro precetti e rinchiudersi nelle «chiese», si è aperto al mondo, all'esistenza, trovando nell'ispirazione divina (lo «spirito zen») chi gli suggerisca il metodo più idoneo per l'interpretazione onirica.
Agganci filosofici, esoterici e religiosi arricchiscono un testo che si offre non solo agli analisti junghiani, ma anche a tutte le persone di cultura e di fede, che valutino l'animo umano, non un oggetto amorfo di speculazione scientifica, ma una fonte, inesauribile, di spiritualità e sapere.
Alberto Lorenzini ha vinto con quest'opera il Premio Wilhelm Krenn, 3a Edizione. Nato a Bologna nel 1950, si è laureato in medicina e chinirgia all'Università di Pisa nel 1975. Esercita a Pisa come psicoanalista, integrando la propria formazione junghiana con lo studio delle relazioni oggettuali nella teoria psicoanalitica. Tiene semìnari e conferenze e collabora al Minotauro e a Riza Scienze.






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