Italo Bertolasi, Roberto Fraioli

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Il nome Watsu ha un suono familiare perché deriva dall'unione delle parole Water e Shiatsu. Detto in sintesi, è un bodywork, «un lavoro con l'acqua» utilizzato per rimuovere i blocchi esistenti nei nostri canali energetici e per ristabilire il flusso del Ki (o Qi), l'energia vitale, di cui tanto parla la medicina tradizionale cinese.
I vortici dell'acqua lavorano come mille dita che sfiorano sapientemente il nostro corpo, mentre il respiro vivifica ogni cellula. Questa tecnica - ormai diffusa anche in Italia - è particolarmente utile per ridurre le tensioni muscolari, sciogliere le articolazioni, favorire la circolazione, alleviare gli stati d'ansia e lo stress.
Altri importanti benefici del Watsu sono riscontrabili sul piano mentale, in quanto esso aiuta a vivere in modo più sano la sessualità e a superare i blocchi psicologici a essa legati. E inoltre utile alle donne in menopausa per ridare un senso alla vita, e contribuisce infine - attraverso la «meditazione acquatica» - a ottenere l'equilibrio psicofisico, a scoprire lo Hara, il centro vitale dell'uomo secondo lo Zen e a ridestare la memoria prenatale.
Italo Bertolasi, Nato a Bressanone (Bz) il 21.5.1946 - Giornalista, bodyworker e viaggiatore. Nel 1970 inizia il suo "pellegrinaggio" in Oriente. Viaggia e documenta la vita e le cultura sciamanica dei popoli dell'Hindu Kush (Afganistan e Pakistan), Himalaya (Nepal), Cina e Giappone. Dal 2004 è qualificato insegnante di AI CHI – Tai Chi in Acqua da "Aqua Dinamics Institute di Yokohama ( Giappone)" e di Watsu (Shiatsu acquatico). E dal 2005 è insegnante di S.G.M – Sensitive Gestalt Massage.






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