Italo Bertolasi, Roberto Fraioli
Il nome Watsu ha un suono familiare perché deriva dall'unione delle parole Water e Shiatsu. Detto in sintesi, è un bodywork, «un lavoro con l'acqua» utilizzato per rimuovere i blocchi esistenti nei nostri canali energetici e per ristabilire il flusso del Ki (o Qi), l'energia vitale, di cui tanto parla la medicina tradizionale cinese.
I vortici dell'acqua lavorano come mille dita che sfiorano sapientemente il nostro corpo, mentre il respiro vivifica ogni cellula. Questa tecnica - ormai diffusa anche in Italia - è particolarmente utile per ridurre le tensioni muscolari, sciogliere le articolazioni, favorire la circolazione, alleviare gli stati d'ansia e lo stress.
Altri importanti benefici del Watsu sono riscontrabili sul piano mentale, in quanto esso aiuta a vivere in modo più sano la sessualità e a superare i blocchi psicologici a essa legati. E inoltre utile alle donne in menopausa per ridare un senso alla vita, e contribuisce infine - attraverso la «meditazione acquatica» - a ottenere l'equilibrio psicofisico, a scoprire lo Hara, il centro vitale dell'uomo secondo lo Zen e a ridestare la memoria prenatale.
Italo Bertolasi - Giornalista, bodyworker e viaggiatore, è insegnante di Ai Chi (Tai Chi acquatico) e di Watsu (Shiatsu acquatico).