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Mathnawi

Il poema del misticismo universale

Jalal Al Din Rumi

Mathnawi
  • Prezzo € 46,00
  • Libro - Cofanetto 6 Volumi
  • Formato: 11,5x17,5

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Sin dai primi secoli dell'Īslām appare presente in questa religione una tendenza al misticismo, che č forse da porsi come base del Sufismo storico, a sua volta affiancato sin dal suo primo apparire da un'altra corrente mistica musulmana, la Malāmatiyya. La distinzione fra Malāmatiyya e Sufismo fu fatta dagli stessi scrittori Sufi che tracciarono le varie storie del Sufismo.

Un malāmatī puņ percorrere le quattro tappe del "disgusto", della "povertą", dello "zelo" e della "devozione", ma non le supera. Del pari un asceta, o un penitente. I Sufi percorrono questi gradi e li superano, perché il loro termine ultimo č Dio. Possiamo dire quindi che i Malāmatī furono gli asceti dell'Īslām, ed i Sufi ne furono i mistici. Il ricco mondo del Vicino e del Medio Oriente, erede dei fasti alessandrini e romani, bizantini e sasanido-partici, offre plurime vocazioni culturali a un Īslām che da sempre ne tenta l'unificazione in un sincretismo monolitico.

Č indubbio quindi che i Sufi trovarono termini, espressioni, e perfino l'itinerario mistico per le proprie esposizioni anche nelle filosofie occidentali: Aristotelismo, Neoplatonismo, Stoicismo, Ermetismo, Gnosticismo. Molta di questa filosofia, rivisitata in chiave ellenistica, venne mediata dai Sabei, seguaci dei tre Ermete egizi, e per i quali tutte le religioni erano conciliabili.

Non poche volte anzi i primi Sufi vennero accusati dai teologi ortodossi d'essere dei cripto-Sabei, e, da qui, degli ermetisti paganeggianti. Va comunque tenuto conto che la Via del Sufismo non fu facilmente percorribile nei primi cinque secoli dell'Īslām. Spesso un divario d'opinioni portņ gli culamā (i dotti, i teologi) a scontrarsi con i Sufi. Entrambe le categorie si consideravano "gente di Fede"; ma se i primi pretendevano di essere i soli depositari dell'erudizione religiosa (se non addirittura i giudici di tutta l'erudizione islamica),

i secondi si basavano sull'affermazione del Corano secondo la quale č possibile giungere alla conoscenza di Dio attraverso l'esperienza diretta, individuale, senza intermediari di sorta.


Jalāl ālDīn Rūmī, poeta e mistico nato a Balkh, in Afghanistan, nel 1207, fu il massimo esponente della dottrina Sufi, anche grazie a lui il Sufismo si č diffuso liberamente in tutto il mondo islamico, con un considerevole arricchimento di tutto il pensiero musulmano. Insegnņ Scienza del diritto coranico e Giurisprudenza e nel corso della sua vita, si dice, ebbe quattrocento studenti e circa mille auditori. Uomo di grande fede ed illuminazione, ha lasciato ai posteri versi e massime di rara bellezza che predicano la tolleranza e l’amore fra gli uomini, rigettando qualsiasi eccesso e fanatismo religioso. Ed č grazie ai suoi testi che anche in Occidente possiamo oggi conoscere e apprezzare le mille sfaccettature del mondo, della religione e della sensibilitą orientale. “Dopo la mia morte non cercare la mia tomba sulla terra: la mia tomba č nel cuore di coloro che sanno”, scrive Rūmī. Lasciandoci la pił alta espressione e la pił eloquente, completa, fondamentale voce su tutti i piani e per tutti i valori della essenza e delle realizzazioni umane.


 

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