Psicofonia e psicologia junghiana

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Gli etruschi, come altri popoli antichi, solevano invocare con devozione i Mani in appositi riti libatori e, a quanto pare, in cambio di preghiere e offerte, potevano in certi casi ottenerne consigli e, in ogni caso, conforto.
Con la scomparsa dalla scena umana di tutti i loro devoti, i Mani etruschi, i più invocati, tacciono da due millenni e una loro manifestazione proprio in questi nostri tempi disincantati sarebbe da considerare almeno improbabile.
Per queste e altre ragioni, l'Autore ritiene meritevole di racconto e di analisi attenta una vicenda invero straordinaria che ha tre protagonisti:
- Un personaggio dei nostri giorni che invoca con fervore gli etruschi ponendo in atto, seppure inconsapevolmente, delle modalità assai simili a quella di un'antica libagione.
- Delle "voci", rivelate da un registratore e non altrimenti apprezzabili, che rispondono in un linguaggio adatto alle circostanze dichiarando, tra l'altro, di essere appunto dei Mani etruschi.
- Un'anforetta etrusca dal ruolo apparentemente misterioso e decisamente importante.
Alessandro Papò medico, è nato a Roma nel 1937. Già autore di pubblicazioni scientifiche, ha ottenuto con questo lavoro il premio letterario « Wilhelm Krenn ». Nel libro affronta organicamente un problema che interessa sia la parapsicologia che la psicologia, particolarmente junghiana, e ne offre una possibile soluzione.






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