Gli inganni della globalizzazione sulla povertà, sull'ambiente e sul debito

Ti è piaciuto questo libro? Scrivi una recensione!
Guadagna Punti Gratitudine!
Ricorda anche di condividerlo (clicca sui bottoni qui sotto)
"Le ferite del mondo non sono a comparti stagni. Sono un labirinto in cui non è solo invisibile la via di uscita ma incerta anche l'origine, la porta di ingresso: l'inizio della catastrofe" (Alessandro Baricco)
"Questo libro non cade dal cielo. Non è il solito libro sulla globalizzazione, ma è il frutto di un percorso iniziato qualche anno fa quando ancora non c'era il popolo di Seattle, né tantomeno le tute bianche o le linee rosse. Proprio perché questo volume è semplicemente una tappa di un percorso che è cominciato in tempi non sospetti e che ha tutte le intenzioni di proseguire, ci siamo trovati a subire un dibattito ben lontano dal cuore della questione. Eppure tra le pieghe di quel dibattito abbiamo scorto una grande voglia di capire che, ci sembra, sia rimasta insoddisfatta. Cerchiamo allora di entrare nel merito e di abbozzare alcune risposte a quanti, e sono in tanti, chiedono di comprendere. Ecco perché gli articoli raccolti in questo libro costituiscono una sorta di percorso per capire come si è arrivati all'11 settembre".
Cipro non è un Paese. È un farmaco, che combatte l'antrace. È una delle tante scoperte che noi uomini occidentali abbiamo fatto dopo l'11 settembre 2001. "Nulla sarà più come prima", era stato detto in quei giorni. Quanto mai vero. Ma non ci aspettavamo che andasse così. Cipro è un farmaco, ma la sua vicenda significa molto di più. Significa il crollo di uno dei capisaldi su cui è stata costruita la globalizzazione. Non ce n'eravamo accorti, in un primo momento. L'attenzione era tutta rivolta alla guerra, ai talebani, a Bin Laden, all'estirpazione del nemico invisibile. E intanto, alle nostre spalle iniziavano a incrinarsi, a sfaldarsi interi pezzi degenerati del nostro sistema economico-politico.
Cipro è la sconfitta dei brevetti. Anni di battaglie politiche e legali, costose e complesse azioni di lobby, tutto inutile. Per Cipro è stata piegata la Bayer (va beh, industria farmaceutica tedesca, non americana, non era tra quelle che hanno sostenuto la campagna presidenziale di George W. Bush), ma il diritto al brevetto è stato violato, è stato creato il precedente, una grande multinazionale è stata piegata in pochi giorni, il prezzo del farmaco dimezzato. In nome del rischio-contaminazione. Si potrebbe obiettare che era già accaduto in Sudafrica, col processo riguardante i tarmaci anti Aids, dove la pressione delle organizzazioni non governative e dell'opinione pubblica internazionale aveva costretto le multinazionali del settore a ritirarsi dalla contesa con il Governo sudafricano che voleva poter produrre gli stessi tarmaci a più basso costo, violando l'inviolabilità dei brevetti. No, non è così. Quella, appunto, è stata una ritirata strategica dell'industria farmaceutica, o se vogliamo una concessione. Il Cipro invece è la sconfitta, perché con l'antibiotico anti antrace è il mondo occidentale che ha sconfessato una delle sue regole indiscutibili.
Indice - Sommario
Prologo di Davide Demichelis, Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Lucio Scalettari
Prefazioni di Alessandro Baricco, Alex Zanotelli, Paolo Giorgi
LA NUOVA COLONIZZAZIONE
AMBIENTE SPECCHIO DELLA POVERTÀ
DEBITO DA MORIRE
GLI INGANNATI DELLA TERRA






Vadim Zeland
Lucia Giovannini
Eckhart Tolle