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No Global

Gli inganni della globalizzazione sulla povertà, sull'ambiente e sul debito

Autori Vari

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  • Libro - Pagine 447
  • Formato: 15x22
  • Anno: 2001

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"Le ferite del mondo non sono a comparti stagni. Sono un labirinto in cui non è solo invisibile la via di uscita ma incerta anche l'origine, la porta di ingresso: l'inizio della catastrofe" (Alessandro Baricco)

"Questo libro non cade dal cielo. Non è il solito libro sulla globalizzazione, ma è il frutto di un percorso iniziato qualche anno fa quando ancora non c'era il popolo di Seattle, né tantomeno le tute bianche o le linee rosse. Proprio perché questo volume è semplicemente una tappa di un percorso che è cominciato in tempi non sospetti e che ha tutte le intenzioni di proseguire, ci siamo trovati a subire un dibattito ben lontano dal cuore della questione. Eppure tra le pieghe di quel dibattito abbiamo scorto una grande voglia di capire che, ci sembra, sia rimasta insoddisfatta. Cerchiamo allora di entrare nel merito e di abbozzare alcune risposte a quanti, e sono in tanti, chiedono di comprendere. Ecco perché gli articoli raccolti in questo libro costituiscono una sorta di percorso per capire come si è arrivati all'11 settembre".

Cipro non è un Paese. È un farmaco, che combatte l'antrace. È una delle tante scoperte che noi uomini occidentali abbiamo fatto dopo l'11 settembre 2001. "Nulla sarà più come prima", era stato detto in quei giorni. Quanto mai vero. Ma non ci aspettavamo che andasse così. Cipro è un farmaco, ma la sua vicenda significa molto di più. Significa il crollo di uno dei capisaldi su cui è stata costruita la globalizzazione. Non ce n'eravamo accorti, in un primo momento. L'attenzione era tutta rivolta alla guerra, ai talebani, a Bin Laden, all'estirpazione del nemico invisibile. E intanto, alle nostre spalle iniziavano a incrinarsi, a sfaldarsi interi pezzi degenerati del nostro sistema economico-politico.

Cipro è la sconfitta dei brevetti. Anni di battaglie politiche e legali, costose e complesse azioni di lobby, tutto inutile. Per Cipro è stata piegata la Bayer (va beh, industria farmaceutica tedesca, non americana, non era tra quelle che hanno sostenuto la campagna presidenziale di George W. Bush), ma il diritto al brevetto è stato violato, è stato creato il precedente, una grande multinazionale è stata piegata in pochi giorni, il prezzo del farmaco dimezzato. In nome del rischio-contaminazione. Si potrebbe obiettare che era già accaduto in Sudafrica, col processo riguardante i tarmaci anti Aids, dove la pressione delle organizzazioni non governative e dell'opinione pubblica internazionale aveva costretto le multinazionali del settore a ritirarsi dalla contesa con il Governo sudafricano che voleva poter produrre gli stessi tarmaci a più basso costo, violando l'inviolabilità dei brevetti. No, non è così. Quella, appunto, è stata una ritirata strategica dell'industria farmaceutica, o se vogliamo una concessione. Il Cipro invece è la sconfitta, perché con l'antibiotico anti antrace è il mondo occidentale che ha sconfessato una delle sue regole indiscutibili.



Indice - Sommario

Prologo di Davide Demichelis, Angelo Ferrari, Raffaele Masto, Lucio Scalettari
Prefazioni di Alessandro Baricco, Alex Zanotelli, Paolo Giorgi

LA NUOVA COLONIZZAZIONE

  • "Terzo" chi? - Intervista a Susan George
  • Il mercato del Sud , di José Luiz del Roio
  • I mercenari del lavoro - Intervista a Franco Gesualdi
  • Un mondo senza bambini?. di Renato Chiera
  • Nuovi confini per l'Africa, Intervista a Wole Soyinka di Attilio Gaudio
  • La corsa all'oro delle steppe, di Fulvio Scaglione
  • Tre storie su Cuba, di Eduardo Del Llano


AMBIENTE SPECCHIO DELLA POVERTÀ

  • Sognando un mondo integrato e a emissioni zero, Intervista a Gunter Pauli di Benedetta Vitetta
  • Evitiamo la "petrolizzazione" dell'acqua, di Riccardo Petrella
  • Tecnologie genetiche. L'arroganza della stupidità, di Antonio Onorati
  • Una società di riciclatori, di Marco Giovagnoli
  • La guerra del pesce, di Riccardo Oldani
  • Le mine: assassine cieche, di Alberto Chiara
  • I Paesi poveri, pattumiera del mondo, di Andrea Di Stefano
  • Cina: quando l'inquinamento è un segreto di Stato, di Renata Pisu
  • Venezia misura del mondo, di Gianfranco Bettin
  • Amazzonia: il tempo darà ragione agli Indios, Intervista a Padre Angelo Pansa di Luciano Scalettari
  • Guerra alla pianta di coca della regione andina! Parola d'ordine da più di trent'anni, di Emma Cucchi


DEBITO DA MORIRE

  • Un mondo di strozzini, di Riccardo Moro
  • La Banca che crede nell'uomo, Intervista a Muhammad Yunus, di Paolo Perazzolo
  • Dal debito al credito: Guatemala, la diga di Chixoy, di Jaroslava Colajacomo
  • Invece che abolire il debito, di Alessandro De Nicola
  • Global governance, una sfida per tutti noi, di Walter Veltroni
  • Somalia: chi deve pagare il debito?, di Giorgio Cancelliere
  • Congo: un Paese senza un fondo, di Colette Braeckman
  • Il pretesto del debito: il caso del Kenya, di Michele Candotti
  • Una Banca anche per il Dalai Lama, di Francesco Martone
  • Il popolo di Seattle? Più globalizzato di così, Incontro con Amartya Kumar Sen di Fulvio Scaglione


GLI INGANNATI DELLA TERRA

  • Storie di vita quotidiana, di Angelo Ferrari
  • Zambia: i sacchettini di farina di Charlie, di Luciano Scalettari
  • L'India, Arul, i bambini e i chip, di Davide Demichelis
  • Roque Santeiro resiste ai computer, di Raffaele Masto

 

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