Verso la Nuova Era dello Spirito

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Quest'opera, nata come testo di commento alla « Grande Sintesi », ne amplia e ne sviluppa i temi fondamentali, svolgendo contenuti di carattere etico-profetici che giungono fino ai nostri giorni e si spingono oltre le soglie del 2000.
La natura medianico-ispirativa dei « messaggi » qui raccolti appare oggi ancora più evidente, dal momento che gran parte delle « visioni » che essi riportano si sono già concretamente realizzate, nella storia dell'uomo; e ciò prova che le altre non potranno non avverarsi.
L'attualità di questo testo sta soprattutto nel l'aver precorso e rappresentato il risveglio dello Spirito nell'era attuale, che prelude ad un rinnovamento ancora più ampio e profondo del genere umano. E un procedimento pressoché inarrestabile, poiché la Storia, pur se fatta dall'uomo, procede quasi da sola, secondo un suo piano logico e lungimirante.
Noi non possiamo - in qualche modo - che attuare quanto è già scritto. Il presente è la conseguenza del passato e la premessa del futuro.
Ed ecco che, per una serie di cause e reazioni, l'orientamento umano oggi si sposta, si apre verso il cielo per completarsi in esso.
La vita è retta da leggi intelligenti, afferma Pietro Ubaldi, che hanno i loro fini, e li vogliono e sanno raggiungere.
Tutta quest'opera è una dimostrazione chiara di tale affermazione, con la conclusione: « È fatale che la sproporzione tra sviluppo materiale e spirituale si elimini e che l'equilibrio si ristabilisca. La vita lo vuole. È fatale, dunque, domani, una ripresa spirituale ».
Ubaldi non condanna gli errori umani: si limita a constatarli, perché l'uomo prenda coscienza dei gravi danni - sul piano evolutivo - che conseguono da alcune scelte fondamentali errate ed essenzialmente materialistiche. Tutto ciò non è che la premessa della trasformazione che ci attende, perché « forse mai come oggi sulla Terra fu tanto luminosamente presente e attivamente creatrice la volontà di Dio ».
Pietro Ubaldi (1886-1972) fu profondo studioso di scienze psichiche e spirituali, possedendo in sommo grado una preziosa facoltà medianico-intuitiva che gli ha permesso di realizzare la sua grandiosa Opera di portata universale. Molto noto in Italia negli anni Trenta e Quaranta, Ubaldi può a buon diritto essere considerato tra i più alti e ispirati esponenti di quel genio italico che purtroppo solo in terra straniera trova il giusto riconoscimento dei propri meriti e del proprio valore. Infatti, in Brasile - dove egli si traferì e concluse la sua esistenza terrena - nel 1966 la sua Opera fu simbolicamente consegnata alle autorità governative e culturali: oggi in quel Paese costituisce un importante fondamento di conoscenza scientifica e spirituale.






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