Osservare e valutare i contesti per migliorare la Scuola dell'infanzia.

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Una scuola decide di auto-valutarsi. E qui viene il bello. Perché valutare la scuola in realtà significa essere pronti ad accettare una diagnosi. Conseguentemente desiderare un quadro preciso, il più reale e veritiero possibile della scuola e di se stessi in essa. Una diagnosi ci può dire che stiamo bene in salute, oppure che qualcosa non va e che occorre una cura. Presuppone la disponibilità alla cura, dunque al cambiamento. Non è cosa da poco.
Chi accetta l'idea della valutazione scolastica accetta la possibilità di dover almeno un po' cambiare se stesso, il proprio modo di far scuola, di organizzarsi, di relazionarsi, di scandire metodi, contenuti, programmi. La motivazione che spinge una scuola, i suoi operatori alla valutazione qual è? Esiste? E se esiste, è univoca? O le motivazioni sono diverse, forse addirittura contrapposte?

Vadim Zeland
Lucia Giovannini
Eckhart Tolle