Quello che i ricchi insegnano ai figli sul denaro
Robert Kiyosaki, nato e cresciuto alle Hawaii, è un nippo-americano di quarta generazione. Dopo la laurea a New York, si è arruolato nei Marine per andare in Vietnam come pilota di elicotteri. Tornato dalla guerra ha lavorato per la Xerox Corporation e nel 1977 ha creato la sua prima azienda. Nel 1985 Robert Kiyosaki ha fondato un'azienda internazionale di formazione e ha insegnato ad investire a decine di migliaia di allievi nel mondo intero. Nel 1994 Kiyosaki ha venduto le sue imprese ed è andato in pensione all'età di 47. In seguito ha scritto il best-seller "Padre Ricco, Padre Povero". Oltre ad investire in immobili e azioni di piccole società, la sua principale occupazione è l'insegnamento dell'intelligenza finanziaria e delle tendenze economiche. Insegna alla gente come diventare milionaria Attualmente vive a Phoenix con la sua moglie Kim.
Scritto da: Alessandro T. (Conegliano)
Un capolavoro. Una guida per tutti coloro che vogliono aumentare l'istruzione finanziaria. www.padrericco.it/
Scritto da: Alberto De Panfilis (Pescara)
Nel libro Padre Ricco Padre Povero, che è uno dei grandi classici della formazione personale, Robert T. Kiyosaki e Sharon Lecter ci introducono in un viaggio spettacolare, alla fine del quale sembrerà finalmente lecito inseguire il grande sogno di molte persone: la libertà finanziaria. In questo meraviglioso best seller, Robert T. Kiyosaki racconta la sua incredibile scalata, iniziata quando era ancora un bambino. Lui, figlio del Provveditore agli studi delle Hawaii (nella storia “il padre povero”), nell’ambiente scolastico a contatto con persone ricche ed abbienti, si sentiva spesso discriminato e messo da parte. Nell’avvincente racconto il “padre ricco” altro non era che il padre del suo migliore amico, il quale, per simpatia, decise di spiegare al piccolo Robert i veri “segreti” dei milionari.
Scrive l’autore: “Se avessi avuto un unico padre, avrei dovuto accettare o respingere i suoi suggerimenti. Avendone avuti due, mi è stata data l’opportunità di scegliere fra due punti di vista opposti: quello di una persona ricca e quello di un povero […]. Non era facile per un ragazzo avere due padri dal carattere forte che cercavano di influenzarlo. Volevo essere un buon figlio, saper ascoltare, ma loro mi dicevano cose differenti. Tuttavia, la contrapposizione dei loro punti di vista, specie a proposito del denaro, era talmente netta che la questione iniziò ad incuriosirmi, ad interessarmi davvero. Mi ritrovavo a riflettere per lunghi periodi sui concetti che mi inculcavano”. Da questo libro viene fuori un quadro interessantissimo.
Viene fuori che, a fare la ricchezza, non sono vantaggi di back ground, ricchezze precedentemente accumulate, colpi di fortuna, genialità dei singoli o una serie fortunosa di eventi che si sono succeduti: a fare la ricchezza è una mentalità, una serie di convinzioni, una cultura del denaro. Cultura del denaro che, per quanto sconcertante possa essere la cosa, non viene mai impartita nell’iter scolastico. Provate a pensare: è mai successo che un maestro o un professore, quando eravate sui banchi di scuola, sia entrato in classe dicendo: “Bene ragazzi, oggi vi insegnerò qualcosa sulla materia “denaro”? “Denaro”. Che voi sappiate, è mai stata materia di insegnamento? Eppure è strano: come possiamo, nella nostra cultura, avere un vuoto così grande? Come possiamo non curarci di un aspetto così fortemente presente nella nostra vita di tutti i giorni (forse ben più presente delle singole date dei singoli avvenimenti storici)?
Alla luce di questo ragionamento, forse sarete un po’ meno stupiti di come molti finiscano per trovarsi in quella che Kiyosaki definisce “la corsa del topo”, durante la quale sono tutti lì, indaffarati, a correre dietro a bollette, finanziarie, carte di credito da estinguere. Ed è proprio la mancanza di cultura relativa al denaro che provoca questo, che fa sì che molte persone pensino che la situazione economica nella quale si trovano sia senza via di uscita. Con la testa chinata di chi porta una croce sulle spalle, abbiamo imparato con ironia a rassegnarci al pensiero che tasse, mutui, rinunce e frustrazioni per arrivare a fine mese, siano tutto ciò che la vita ha da riservarci in materia “denaro”. Guardiamo con sospetto i più abbienti. Appiccichiamo su di loro le etichette “fortunati” o “disonesti”.
Quasi schifati, continuiamo a cambiare canale mentre al TG delle 13:00 arrivano le ultime da Wall Street. E i genitori, continuano a ripetere frasi che ormai segnano l’inesorabile destino di molte generazioni. Frasi e consigli riassumibili in questo modo: “Vai a scuola – Lavora sodo – Esci con ottimi voti – Trova una buona azienda che ti assuma”. E in molti figli e genitori aumenta la frustrazione nel constatare che è ormai l’evidenza dei fatti che gli uomini più ricchi al mondo abbiano a mala pena terminato le scuole superiori, senza per questo essere degli ignoranti. Provate a chiedervi: PERCHE’?... (http://www.modusmentis.it/it/?p=416)
Scritto da: giuseppe pistone (palermo)
Ciao, sono Pistone Giuseppe, di professione faccio l'agente immobiliare; durante il percorso della mia vita avevo sempre pensato in grande cercando di uscire dalla famosa corsa del topo, ma lo facevo in modo sbagliato. Un giorno durante un corso di formazione un relatore americano dice.. ragazzi comprate questo libro e vi cambiera' la vita ed il modo di reagire ai vari cambiamenti sfruttando le negatività in positività... PADRE RICCO PADRE POVERO, un vero best seller, che spiega con molta semplicità cenni di economia e apre la mente più degli occhi. Io personalmente mi identifico molto nell'autore, ho avuto un passato diciamo un po' burrascoso e adesso con questo libro ho avuto la conferma che si può veramente uscire dalla corsa del topo con la massima lealtà e semplicità. Leggetelo, io ho fatto tantissime esperienze lavorative cambiando sempre e cercando nuovi stimoli da 5 anni ho scoperto la libertà di lavorare per se stessi e grazie a questo libro sono riuscito a fare schizzare le vendite immobiliari in un mercato definito in crisi senza essere venale ma solo semplice. Un saluto e buon anno a tutti se volete scambiare pareri, potete contattarmi alla mia e-mail giuseppe.p81@hotmail.it .
Scritto da: Fabrizio Fasiello (Roma)
Molto interessante. Sicuramente da leggere. Il primo passo verso altre letture correlate (anche dello stesso autore). Da attualizzare con l'Italia ma certamente pieno di spunti per ogni tipo di mentalità dinamica ed intraprendente. Consigliato.Scritto da: Alberto Pedrazzo
Bellissimo libro, scorrevole e di facile comprensione, pieno di perle preziose....per chi le sa vedere. Mi ha aiutato a correggere la mia visione nei confronti del denaro,e su come farlo lavorare per noi. Se più persone leggessero questo libro non cadrebbero nella "corsa del topo" come definisce l'autore la vita di chi si affanna a guadagnare soldi per pagare le bollette, il mutuo, ecc..,non paga mai se stesso e spera di diventare ricco tendando la fortuna. Sicuramente ne beneficerebbe anche l'economia della nazione. Lo consiglierei soprattutto ai giovani che forse non sanno di avere nelle loro mani una ricchezza più grande del denaro: il tempo, che unito all'intelligenza finanziaria costituisce un'assicurazione contro l'insuccesso e l'indigenza. Se qualcuno ha piacere di scambiare opinioni e conoscenze su questo argomento mi può contattare a questo indirizzo: faibingo@libero.itScritto da: Vito GIGANTE (Palagianello (TA))
Ho letto il libro. A mio parere contiene concetti interessanti; è l'abc per comprendere la teoria finanziaria dell'autore. Consiglio questo e gli altri libri di Kiyosaki.Scritto da: Alex Flaim (Bolzano)
Ho letto il libro svariate volte in inglese e non poso che consigliarlo, anzi ho anche comprato già un immobile nel modo con cui lui lo consiglia (vedi altre edizioni). Per chi ha voglia di incontrarsi per parlare di investimenti o altre cose può mandarmi una mail flaim@dnet.it. Forse insieme si riesce a trovare un modo per fondare una società e fare soldi... o forse qualcuno ha altre idee. Compratelo che cambierà la vostra vita.Scritto da: Luciano P. Di Emilio (Teramo)
Un libro che mi ha chiarito principalmente due aspetti: 1) Che bisogna fare attenzione al tipo di rapporto emotivo che si ha con il denaro. 2) Che è fondamentale avere delle capacità di negoziazione, come imprenditore ma anche come lavoratore dipendente.Scritto da: Alessandro Cosimetti (Roma)
Ho letto il libro in poche ore, preso dagli argomenti trattati. Ho avuto modo però di "testare" anticipatamente certe tematiche che l'autore ci invita ad analizzare (il testo mi è stato consigliato dopo).Scritto da: matteo danese (vicenza)
Il mio giudizio è positivo.Scritto da: Pier Luigi Culazzo (Mexico City)
Francamente un libro cosi' pieno di errori erano anni che non lo trovavo piu'. Alcuni esempi: affermare che comprare una casa non sia un investimento e' una frase senza senso da un punto di vista finanziario a meno che l'alternativa sia vivere sotto un ponte. L'affitto di una casa una citta' come quella dove vivo costa in media 2,000 dollari al mese, quindi e' vero che un credito ipotecario costa in termini di interessi ma a meno che uno decida di comprare Torre Mayor la quota interessi del mutuo e' molto minore dell'affitto da pagare. Altro esempio: chi piu' guadagna piu' paga di tasse... e allora? la soluzione quale sarebbe? Smettere di lavorare cosi' non paghiamo piu' nulla? certo, aumentando lo stipendio aumentano le imposte pero' aumenta anche il reddito pre-tasse... A parte tutto questo genere di affermazioni inconsistenti, credo il libro sia piuttosto offensivo nel confronto di molta gente che per motivi diversi ha fatto scelte diverse da quelle "suggerite" dall'esperto milionario. Altro punto, per avviare una attivita' in proprio comunque non e' cosi' semplice come sembra ed in ogni caso richiede un certo capitale iniziale di cui non tutti possono disporre. E dove si parla di tutti quelli che hanno tentato di avviare un proprio business e si sono successivamente ritrovati nel mezzo di un bel fallimento economico? A gia', dimenticavo, forse quelli non hanno letto il suo libro :-) ...