Dodici modi di pensare, sette modi di vivere

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Il libro racchiude alcune conferenze tenute dall'autore nell'ambito delle quali viene data una spiegazione di come, secondo Steiner, sia possibile evitare da un lato il rigido dogmatismo, dall'altro il misero relativismo.
Pietro Archiati commenta così il contenuto del libro: "Queste conferenze descrivono lo sviluppo interiore attraverso cui l'uomo supera entrambi gli estremi, intuendone la loro povertà spirituale: la povertà del dogmatico è il difetto dell'unilateralità che consiste nel vedere solamente alcuni elementi della realtà, generalizzandoli. la povertà ancora più misera del relativista è quella di ritenere assolutamente vero un solo dogma, e cioè che niente è vero in assoluto. E come si trova quella ricchezza che fa superare ogni povertà? La vita si arricchisce se l'uomo, nell'anelare alla totalità, diventa un instancabile ricercatore della verità".
Rudolf Steiner, fondatore dell'Antroposofia, nacque in Austria nel 1861, e si mise in luce ancora studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al 1897 collaborò all'Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 Rudolf Steiner ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, prima nell'ambito della Società Teosofica e poi di quella Antroposofica, da lui fondata nel 1913. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami dei sapere. Rudolf Steiner morì nel 1925 a Domach (Svizzera) dove aveva edificato, prima in legno e poi in cemento, il Goetheanum, centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull'antroposofia.






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