La terza via francese tra Al Gore e Beppe Grillo ci spiega perchè dall'ecologia dipenda il nostro solo futuro possibile

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«Il conto alla rovescia è cominciato. Per innumerevoli specie animali e vegetali è già troppo tardi. Quanto agli uomini, sono centinaia di milioni a soffrire a causa della carenza di risorse primarie e dell'inquinamento, e un domani saranno ancora più numerose le vittime dei disordini climatici che saranno cacciate dalle loro terre e costrette a emigrare verso nord incontro a nuove forme di miseria.
Ma è proprio perché la crisi è causata dall'uomo che essa non è irreversibile. Interrompere la spirale dipende da noi, qui e adesso. Una trasformazione è inevitabile: non c'è nessuna compatibilita tra il modo di sviluppo attuale e la durabilità degli ecosistemi da cui dipendiamo.
Se la negligenza nella produzione e nei consumi continua a imporre la sua legge, siamo destinati alla regressione economica e sociale. Come evitare tale regressione, fonte di ulteriore insicurezza e di molteplici conflitti?
La rottura necessaria passa essenzialmente attraverso un minor consumo di energia, minor utilizzo di materie prime, minore produzione di rifiuti, riduzione degli spostamenti, minor impiego di prodotti chimici... Cioè, in sostanza, meno impatto ecologico mentre, da ogni direzione, tutto spinge al "più".
Sono necessarie scelte politiche per provocare il cambiamento verso una società moderata: esse implicano il mettere in atto democraticamente nuovi strumenti di regolamentazione in grado di riconciliare gli equilibri e le attività umane».






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