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Ogni volta che il Dalai Lama parla di perdono ama raccontare la storia di un monaco di Lhasa che conobbe prima dell'occupazione cinese del Tibet. "Lopon-la fu incarcerato e torturato dai cinesi. Rimase prigioniero per diciotto anni. Poi, finalmente libero, venne in India. Gli chiesi se avesse mai avuto paura e mi disse: 'Sì, c'era una cosa di cui avevo paura. Avevo paura di perdere la compassione verso i cinesi'." In un mondo dove l'ansia e l'egoismo sembrano essere dominanti, il leader del buddhismo tibetano ci invita a riscoprire "la saggezza del perdono" e l'importanza cruciale dell'unico sentimento in grado di combattere rabbia e odio.
I nemici possono essere i nostri più preziosi maestri e offrirci la possibilità di coltivare qualità come la compassione e l'altruismo, fondamenti della vera felicità e di un'autentica crescita individuale e sociale, e colonne portanti della stessa pratica spirituale del Dalai Lama. Le sue parole ci aiutano a riflettere sui grandi temi del buddhismo alla luce degli avvenimenti a noi contemporanei, offrendoci l'eccezionale ritratto pubblico e privato di una personalità straordinaria e di un uomo dall'incrollabile fede nell'amore tra gli uomini.
Tenzin Gyatso (1935) è il quattordicesimo Dalai Lama. Leader politico e spirituale del popolo tibetano, autorità religiosa, voce tra le più ascoltate del pacifismo mondiale, nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la pace. Dal 1959 vive in India, a Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio.






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