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Da 7 anni

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Una metafora dei nostri giorni, tenera e crudele, nella quale il caso, un incontro fortuito, può fare la buona o la cattiva sorte.
L'autore ci coinvolge, con le parole e con le immagini, nella quotidianità di un'infanzia dura, al limite della sopravvivenza, nella quale l'unica salvezza sta negli strumenti della conoscenza, nella parola detta, scritta e letta: la lezione di Lorenzo Milani, spostata a luoghi e realtà "altre", è drammaticamente urgente e attuale.
"... Sono uno dei più grandi, perché ho tredici anni. Mi chiamo Sandor. Spacco pietre anch'io, come tutti, fino a quando fa buio. Le faccio diventare ghiaia. È semplice, prendo una pietra e la spacco. A volte è un ciottolo, altre volte una selce, un masso, un macigno, una roccia, una lastra... "
La parabola di Sandor, piccolo spaccapietre a Markapur, la città maledetta, che racconta la sua storia e quella di tanti bambini come lui. Ma Sandor è fortunato, perché la sorte lo condurrà fino a una scuola e la sua storia la potrà scrivere:
"... una pietra nuova, il gesso. Non l'avevo mai toccata. È una pietra soffice, poco più densa della polvere, e struscia e si consuma contro il freddo liscio della lavagna... "






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