Memorie di un viaggiatore

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Enzo Bettiza, scrittore e grande giornalista, riferisce di luoghi e di persone fortemente impressi nel nostro immaginario. Filtrate da uno sguardo capace di reperirne il senso storico e insieme poetico, sfilano in questo libro regioni terrestri, da Bahia a Macao, da San Pietroburgo all'Afghanistan, da New Orleans a Praga, accanto alle impressioni immortali di «scrittori viaggianti» come Goethe, Kipling, Mann, Joyce e Piovene.
Bettiza ci spalanca le porte di grandi musei e celebri alberghi, ci invita a meditare sulle trasformazioni culturali indotte dalle tante invasioni e ritirate compiute dalla civiltà occidentale dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Ci racconta le straordinarie imprese dei pionieri delle macchine volanti e ci riporta al ponte di Mostar, ardito esempio di architettura ottomana del sedicesimo secolo, distrutto dalla follia del ventesimo.
Ci guida in America: «C'è un'America del Nord orizzontale, che ha i suoi punti di forza storici fra New York e Boston. È sintonizzata con le culture fredde europee: la Riforma, il protestantesimo, il liberalismo, il capitalismo nordico. Ma c'è anche un'America verticale, subtropicale, più morbida, aristocratica, esotica, segnata nelle radici da un influsso latino e africano».
Ci accompagna in Europa: «Pochi sono quelli che cercano di dare adeguato risalto in termini culturali, artistici, anche naturali, ai nuovi acquisti per una Grande Europa, il cui valore inestimabile non si può inserire nelle aride colonne di un libro mastro. Patrimoni senza prezzo di cui la comunità di Schengen si arricchirà accogliendo nelle sue frontiere città conturbanti come Praga, superbe come Budapest, rinascimentali come Cracovia, anseatiche come Tallin e Riga, o paesaggi avvolgenti come quelli della Slovenia e della Slovacchia danubiana».
Sogni di Atlante ci consente di attraversare, come diceva Maupassant, una porta oltre la quale si esce dal mondo noto «per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno».






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