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Nel presentare ai suoi lettori Storie proprio così, scritte in origine per far addormentare la sua primogenita, Kipling ricordava come non gli fosse permesso, allora, alterarne neanche una parola: andavano raccontate "proprio così", altrimenti la bambina "sarebbe saltata su a ripristinare la frase mancante". In seguito le avrebbe sperimentate con gli altri figli e i loro piccoli amici, studiandone le reazioni, dando ascolto a eventuali loro appunti, rifinendo ogni cadenza e intonazione, tanto che quelle storie hanno finito per diventare vere e proprie formule incantatorie.
Così temi didascalici come geografia e preistoria, flora e fauna, nascita della scrittura, "evoluzione della specie" e altro materiale ponderoso, mirabilmente parodiati e reinventati, vengono assunti di diritto nell'empireo fiabesco.
E verremo a sapere "perché" il Cammello ha la gobba o il Leopardo le macchie; scopriremo le origini degli Armadilli e come sia stato composto il primo Alfabeto; incontreremo il Gatto che se ne va per i fatti suoi e la Farfalla che batte i piedi - in un tripudio di trovate sempre più fantastiche, accompagnate da rime bislacche e disegni ancor più strani.
Giacché qui Kipling ha voluto mostrare, per una volta, un altro suo inedito talento, corredando i testi di disegni in tutti i sensi originali, arabeschi di gusto fin de siècle - con un tocco forse dell'amico Beardsley - che arricchiscono le vie della lettura.
Joseph Rudyard Kipling (Mumbai, 1865 – Londra, 1936) Iniziò a scrivere giovanissimo, legando il suo nome a capolavori come Il libro della giungla (1894), Capitani coraggiosi (1897), Kim (1901) e Puck delle colline (1906). Viaggiatore instancabile, è stato autore – oltre che di Viaggio in India – di numerosi reportage che, insieme alle tante poesie e ai disegni con cui ha illustrato alcune sue opere, completano un percorso artistico culminato con la vittoria del Premio Nobel ottenuta nel 1907.






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