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Il colore, lo splendore ed il senso epico dell'avventura dei maestosi palazzi del Rajasthan sono la fonte ispiratrice di queste composizioni dal ritmo veloce che danno vita ad una vera e propria festa musicale: i 10 pezzi contenuti in Tigers of the Raj disegnano un viaggio musicale nel Rajasthan, chiamata la terra dei re, che James Asher ha visitato e dalla quale è rimasto profondamente colpito.
Pioniere della world music, magico compositore, tastierista e percussionista, James Asher ha unito i vivaci ritmi di tabla, dhol, douffli, manjira e dholak con le affascinanti sonorità di santoor, sarangi, flauto e sitar. A questi strumenti tradizionali ha affiancato le moderne tastiere e le splendide voci di molti vocalisti indiani.
Tigers of the Raj vede inoltre riuniti 20 musicisti di grande fama provenienti da tutto il mondo, basti ricordare tra gli altri il genio del santoor Kiran Pal Singh (uno dei soli cinque allievi del maestro Pandit Shivkumar Sharma) e Miles Bould (che ha fatto molti tour con Sting) alle congas. Il fasto del Rajasthan, lo stato più grande dell'India, rivive nelle note di James Asher, in un album che possiede la fiera bellezza della tigre indiana.
James Asher con alle spalle una lunga e varia carriera nel mondo della musica - iniziata con il primo singolo prodotto da Pete Townsend nel 1979 e contraccambiando il favore suonando la batteria nell'album di Pete "Empty Glass" - è stato uno dei primi esploratori del vasto orizzonte della world music, traendone sonorità ed ispirazioni che hanno decretato il successo dei suoi album. Polistrumentista ma soprattutto virtuoso percussionista, James Asher riesce a coniugare perfettamente una miriade di strumenti tradizionali acustici con le più sofisticate tecnologie digitali, spesso avvalendosi della collaborazione di noti dj e producers per oltrepassare i confini e creare una worldbeat dalla forte identità assolutamente irresistibile.






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Spa Music Institute