Alimenti Energetici - Monica Grando
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Alimenti Energetici - Anteprima del libro di Monica Grando

Come modificare corpo, mente e anima attraverso la forza vitale degli alimenti

La concezione olistica dell’essere umano

È sempre più evidente che lo stile di vita frenetico contemporaneo ha considerevolmente peggiorato le nostre condizioni di salute ed è sempre più diffuso un certo scontento nei confronti della medicina chimica e tecnica che pare essere troppo spesso inefficace per curare i nostri problemi di salute e a volte presenta anche degli inconvenienti. Le persone iniziano a cercare delle risposte alle loro problematiche e non si accontentano di una semplice prescrizione medica, talvolta data dopo un brevissimo consulto che non ricerca l’origine primaria dei disturbi. Questa insoddisfazione ha generato in opposizione un movimento salutista genericamente chiamato “olismo” (dal greco óAog, cioè “la totalità”) che ha dato vita ad una “medicina olistica”. La concezione olistica del corpo umano riconosce che le funzioni di questo ultimo sono determinate da svariati fattori sia interni che esterni quali il cibo, i luoghi in cui ci troviamo, le emozioni, le persone che ci circondano ecc.; secondo questa concezione ogni segnale che il nostro corpo ci comunica attraverso i sintomi esprime come sta l’organismo nella sua totalità. Se prendiamo in considerazione la medicina occidentale possiamo notare come essa si basi su una concezione meccanicistica, newtoniana dell’universo e consideri il corpo umano come una macchina. Questo inevitabilmente la porta ad occuparsi per lo più di sintomi isolati senza cercare una causa comune, di parti separate come se ogni apparato non fosse legato agli altri e alla totalità del corpo, di persone isolate da un contesto come se in realtà non facessimo parte di relazioni che ci influenzano e come se noi stessi non influenzassimo la realtà circostante.

La concezione olistica è ancora oggi presente in tutte le società tranne quella occidentale e quelle che ne hanno subito l’influenza. Le due visioni, quella meccanicistica e quella olistica, dovrebbero collaborare per riuscire ad avere una visione d’insieme ottimale; l’olismo infatti, dedica una scarsa attenzione ai particolari mentre la concezione materialistica si preoccupa troppo dei dettagli trascurando gli insiemi più ampi in cui essi sono inseriti. È dalla collaborazione delle due che si possono avere le risposte migliori.

Fu durante la rivoluzione industriale che avvennero le prime modificazioni nella concezione del corpo umano in quanto la medicina introdusse nel suo vocabolario termini derivanti dal lavoro di meccanici e artigiani. “Solo a partire dal XVI secolo con l’introduzione massiccia di queste macchine nell’estrazione dei minerali, nella prevenzione degli incendi e nell’ingegneria civile il cuore poteva essere paragonato ad una pompa”. La precedente visione del corpo umano, influenzato da umori e vapori, fu sostituita quindi da una visione prettamente meccanicistica anche grazie agli enormi progressi attuati dagli studi scientifici compiuti più approfonditamente nel XVII secolo. Si iniziò a pensare al corpo umano come ad una macchina in cui ogni parte funzionava autonomamente e perfettamente, che poteva bloccarsi o guastarsi a causa di agenti esterni o per disfunzioni interne di cui all’epoca si ignorava l’origine. I progressi compiuti dalla fisica hanno abbondantemente superato la comprensione dell’uomo di quei secoli ma gran parte della medicina rimane ancora oggi legata alla vecchia visione meccanicistica e continua a ragionare per comparti stagni. Il comportamento dell’uomo, i suoi istinti e le sue passioni sono visti semplicemente come interazioni di ormoni e sostanze chimiche.

La malattia è considerata uno squilibrio di queste interazioni e spesso non si cerca di comprendere la causa della sua origine perché è considerata casuale. Se pensiamo alla medicina ci rendiamo conto che essa enfatizza proprio gli aspetti meccanici come trapianti, inserimento di protesi, rivascolarizzazione di arterie ostruite e altre complesse operazioni. Un linguaggio tecnico, specializzato, in cui ad una causa deve corrispondere un effetto. Non tutti i fenomeni però possono essere spiegati in termini puramente meccanicistici; soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione, ci sono molti aspetti che sfuggono ai nessi di causalità, come ad esempio l’influenza diversa che un alimento o un tipo di cottura ha su due individui diversi. Per questo motivo si sta diffondendo sempre di più una concezione distica dell’individuo a discapito dell’approccio meccanicistico della medicina tradizionale. La fisica moderna e i risultati da essa ottenuti nell’ultimo secolo rafforzano questa visione e ci permettono di comprendere più nello specifico il funzionamento del corpo umano, un corpo non visto più solo come fenomeno chimico-fisico, bensì come una realtà che comprende un aspetto fisico-chimico, biologico, eterico, energetico, mentale, spirituale.

La visione sistemica dell’uomo

I fisici attraverso precisi esperimenti e misurazioni hanno scoperto e divulgato ciò che i mistici hanno sempre sostenuto e compreso attraverso le loro percezioni e cioè che l’universo non corrisponde solamente ad una somma di parti separate e che la realtà è costituita da un interlacciamento di relazioni interdipendenti. Prendere in considerazioni le sue singole parti e analizzarle una alla volta non è quindi sufficiente per comprenderlo fino in fondo, una analisi di questo tipo resterebbe parziale. I sistemi viventi sono più complessi di quello che immaginiamo in quanto sono formati a loro volta da altri sistemi e ogni sistema si pone in relazione con altri e con un sistema ancora più ampio: non possiamo ad esempio, trascurare il fatto che gli apparati digerente, circolatorio e di escrezione sono tra loro collegati e collegano il sistema-corpo all’ambiente esterno, che a sua volta è un sistema più ampio.

Bisogna inoltre considerare che i sistemi viventi sono sistemi instabili e in continuo scambio di energia e materia con l’ambiente circostante. Nel corpo umano si manifestano contemporaneamente molti eventi e risulta difficile comprendere cosa scateni una reazione o quale funzione segua l’altra; anche per questo di fronte ad una malattia è difficile comprendere immediatamente la causa scatenante. Un sintomo che sentiamo in un punto del corpo può avere origine anche molto lontana. Ciò avviene anche rispetto all’alimentazione; spesso facciamo fatica a comprendere che un sintomo è collegato a qualcosa che abbiamo mangiato in quanto compare in parti del corpo che apparentemente non hanno a che fare con la digestione. Ad esempio, se bevo un bicchiere di latte e avverto dei crampi all’intestino, collego causa ed effetto; ma, se qualche ora dopo aver bevuto il latte, inizio ad avere un’emicrania, difficilmente la collegherò al bicchiere di latte. Il punto di vista sistemico ci può venire in aiuto per comprendere come il cibo possa influenzare il nostro benessere e i nostri stati d’animo.

Ritengo che l’approccio olistico, basandosi sull’esistenza di insiemi correlati e influenzabili a vicenda, possa aiutarci a comprendere come l’alimentazione influisca sul nostro organismo e si leghi ad un funzionamento corretto o errato di esso; molti fattori tra cui la qualità, la quantità, l’energia, il colore, il gusto, la temperatura del cibo producono effetti fisiologici, psicologici ed emozionali sull’organismo.

Un’osservazione distica dell’alimentazione ci permette una visione più ampia e dettagliata in quanto non si limita all’apparenza fisica dell’alimento ma arriva a comprendere la natura umana e il suo potenziale di relazione con i suoi simili e ciò che la circonda. Alimentandosi l’uomo incontra sicuramente la parte materiale dell’alimento, cioè i grassi, i sali minerali, le vitamine, tuttavia ci si deve rendere conto che avviene anche un contatto profondo su un piano animico e spirituale. Nella vita dell’essere umano l’alimentazione occupa una posizione centrale ma molto spesso essa resta misteriosa; pochi si chiedono realmente cosa accade quando ci nutriamo e in che modo il cibo possa interagire con noi.

Comprendere gli aspetti fisici ma anche metafisici e dunque i contenuti più profondi dell’alimentazione può essere un processo di sviluppo personale attraverso il quale si cresce in modo olistico anche nella propria personalità. Cambiare alimentazione ci permette spesso di entrare in contatto più profondo con noi, così come percorsi di crescita individuale ci portano ad un cambio necessario e sentito di alimentazione.

Lo studio di un campo così importante come la nutrizione richiede molta preparazione, conoscenza ed empatia e una consapevolezza di come la natura attraverso i processi digestivi entri in contatto con l’uomo. Ci sono molte dottrine alimentari che esprimono opinioni diverse e talvolta anche discordanti ma nessuna filosofia alimentare può darci una risposta soddisfacente alla domanda principale ovvero cosa sia più adatto alla nostra anima, al nostro sviluppo spirituale, cosa ci permette realmente di evolvere. Il valore della visione olistica dell’alimentazione risulta essere comprensibile solo se non si considera esclusivamente l’accezione materiale degli alimenti ma se piuttosto, si valorizzano la vita animica dell’uomo e la vita animica degli alimenti di cui si nutre. Gli studi e gli approfondimenti sull’alimentazione e sui processi digestivi sono una componente che non deve essere carente in una qualsiasi dottrina alimentare ma per avere un quadro completo bisogna contemplare anche l’orizzonte metafisico che spesso invece viene trascurato da chi si occupa di alimentazione.

Bisogna dotarsi necessariamente di una visione olistica che prenda in considerazione più aspetti. Non ci si può limitare a conoscere solo la scienza dei materiali perché nel momento attuale in cui ci troviamo sta maturando sempre di più il desiderio di conoscere livelli più profondi e quindi di riconoscere qualcosa di distico, cioè una vita che sia spirituale, animica oltre che organica. Molte persone si rivolgono al campo della nutrizione perché cercano di trovare una possibilità per migliorare la propria salute e la propria vita e al centro delle discussioni si pone la scelta degli alimenti più salutari.

La maggior parte degli studi sull’alimentazione si basa sull’aspetto organico e solo in pochi scritti si trova un riferimento al collegamento dell’alimentazione con la vita dell’anima e dello spirito. In realtà credo che sia molto importante comprendere e diventare consapevoli di come durante ogni pasto l’uomo si trovi in un intimo scambio con la natura e con gli altri esseri che sono entrati in contatto con quel cibo. È necessario capire che dietro ogni alimento che ci fornisce nutrimento, c’è qualcosa di molto sottile che agisce in noi e quindi lo studio della nutrizione non può e non deve limitarsi a delle linee guida generali e a volte uguali per tutti. Nutrirsi è qualcosa di fonda-mentale per l’essere umano per garantire l’energia necessaria a svolgere le sue funzioni vitali ma allo stesso tempo diventa un’azione che può portare ad un risveglio della nostra anima.

Mangiare per l’uomo non dovrebbe mai essere qualcosa di meccanico o di puramente materiale; dovrebbe invece sempre risvegliare un ascolto profondo di se stessi. Durante l’atto del mangiare colui che mangia qualcosa può diventare più cosciente di se stesso, acquisire allo stesso tempo piena consapevolezza dell’oggetto di cui si sta nutrendo e inoltre può riflettere sugli esseri umani che sono intervenuti sul cibo. Nel momento in cui mangiamo, l’ambiente esterno in qualche modo entra in noi e diventa parte di noi andando a costruire i nostri tessuti, gli organi, le cellule e questo non può non avere delle ripercussioni su tutti i livelli. L’esterno diventa materialmente noi. Diventa quindi di fondamentale importanza avvicinarsi ai pasti con consapevolezza e ascolto interiore mentre, il più delle volte, la colazione, il pranzo e la cena sono quasi un’azione meccanica e ripetitiva. Risulta quindi importante scegliere ciò di cui ci nutriamo affinché questo divenga per noi benefico e non incida negativamente sul nostro stato di salute.

Nutrimento dei corpi sottili dell’uomo

L’uomo non possiede solo un corpo fisico ma anche altri corpi più sottili (eterico, astrale, mentale, causale, buddhico e atmico), che sono le sedi delle funzioni psichiche e spirituali. Quasi mai ci si chiede quale sia il nutrimento indicato per sostenere al meglio le funzioni di questi nostri corpi. Il più delle volte a dire il vero non ne conosciamo nemmeno l’esistenza. Esistono molti testi su cui potete approfondire l’argomento che esula da questo testo. In questa sede mi limito a chiarire quale sia il giusto nutrimento da apportare ad ognuno di questi corpi. Il corpo eterico coincide con il corpo fisico, esso consiste in linee di forza su cui si struttura la materia fisica di cui sono fatti i tessuti dei corpi. I tessuti devono la loro esistenza al campo vitale che vi sta dietro e li sorregge. Il secondo corpo, quello definito emotivo, ha a che fare con il ‘sentire’. È il corpo attraverso cui proviamo le emozioni e da cui originano i sentimenti. Il corpo mentale infine riguarda il pensiero e le attività della mente. In realtà, il corpo mentale di ogni uomo vive in una infinita estensione di attività mentali comuni a tutta l’umanità, il corpo mentale collettivo.

Questo corpo collettivo racchiude in sé milioni di cristalli contenenti forme pensiero che sono collettive, appartengono a tutti noi. Le nostre forme pensiero non sono altro che dei canalizzatori delle forme pensiero collettive, più forti e influenzanti. L’uomo generalmente conosce e si occupa solo del corpo fisico e cerca le informazioni per mantenerlo in salute e al pieno delle forze ma non si preoccupa del nutrimento degli altri corpi. Quando ci riferiamo al corpo eterico e al suo sostegno dobbiamo prestare attenzione ai processi respiratori; fare delle respirazioni profonde durante il pasto consente una migliore combustione degli alimenti allo stesso modo dell’aria che sostiene la fiamma.

La digestione alla fine non è altro che un processo di combustione; è quindi consigliabile mentre si mangia essere consapevoli e respirare profondamente per permettere al corpo eterico di estrarre più facilmente le particelle più sottili del cibo. Conosco molte persone che mangiano quasi in apnea e altre che ingurgitano aria ad ogni boccone compromettendo così i processi digestivi e il potenziale nutritivo degli alimenti. Diventando consapevoli della respirazione durante i pasti possiamo sostenere il corpo eterico e di conseguenza sentirci più energici e pieni di vitalità in quanto avremo estratto il maggior nutrimento possibile dagli alimenti.

Il nutrimento del corpo astrale è costituito da una materia ancora più sottile delle particelle eteriche ovvero le emozioni e i sentimenti.

Durante i pasti sarebbe bene mettersi qualche istante in ascolto di se stessi e della propria interiorità e soprattutto rivolgere attenzioni d’amore verso ciò che andrà a nutrirci, in questo modo prepariamo il corpo astrale ad estrarre le particelle eteriche. Se riusciamo a portare pensieri di amore verso ciò che ci nutre permettiamo al corpo astrale di assorbire questi elementi e ciò ci permette di iniziare a provare sentimenti elevanti come: amore per il mondo, sensazione di felicità e condivisione, di pace e armonia con noi stessi e ciò che ci circonda.

La nutrizione indicata per il corpo mentale richiede la contemplazione di ciò che si mangia sotto vari aspetti: provenienza, contenuti, effetti immediati e a lungo termine sul corpo, sui pensieri, sull’umore. Attraverso questo tipo di pensieri possiamo estrarre dai cibi elementi di natura superiore rispetto a quella astrale e rendere il corpo mentale più forte e resistente agli sforzi. Per riuscire a nutrire tutti i corpi nella maniera corretta è richiesta prima la consapevolezza della loro esistenza e poi un po’ di allenamento. I pasti in questo modo diventano una occasione per conoscerci e per aumentare il nostro stato di salute e la nostra sensibilità.

Ci sono altri corpi che hanno un’essenza ancora più spirituale : i corpi causale, buddhico e atmico, sedi della ragione, dell’anima e dello spirito e ovviamente è necessario alimentarli con il nutrimento adatto cioè fatto di gratitudine verso tutto ciò che ci circonda e di amore verso il mondo e tutte le sue creature. Una volta che riusciamo a portare questi sentimenti nella nostra vita i nostri corpi superiori trarranno il loro giusto nutrimento.

L’importanza delle vibrazioni sul cibo

Il cibo che troviamo sulle nostre tavole porta con sé la vibrazione di tutti gli esseri viventi con cui è entrato in relazione. Possiamo in qualche modo considerare la nutrizione come una sorta di radioestesia; tutto in natura, essere umano o oggetto, emette una radiazione particolare ed il radioestesista è colui che sa percepire e dare un senso a tali radiazioni.

Il pensiero

Il cibo che arriva sulle nostre tavole ha ricevuto radiazioni da tutto il cosmo; tutti gli elementi, il sole, le stelle, il vento, il fuoco hanno influenzato la sua energia. Il cibo conserva anche le memorie degli uomini che gli sono passati accanto, lo hanno toccato e manipolato e degli ambienti in cui è stato conservato e trasportato. Colui che si occupa di cucinare il cibo crea con esso un legame intimo e in qualche modo ne influenza la vibrazione. La preparazione dei pasti ha in India una grande importanza e i cuochi appartengono alla casta dei bra-mini, tradizionalmente considerata la casta più pura. Attraverso la preparazione dei pasti si ha la possibilità di modificare la coscienza degli altri e di intervenire in qualche modo su umore, pensieri, emozioni, stato energetico.

Quando si cucina quindi si dovrebbe elevare il più possibile i pensieri affinché le vibrazioni che si infondono nel cibo siano piene di amore. Quando si è di cattivo umore o si è preoccupati sarebbe meglio evitare di mettersi ai fornelli o magari prima di iniziare a cucinare sarebbe opportuno prendersi qualche minuto di raccoglimento, sedersi tranquilli e in silenzio e diventare un canale di amore e gioia per coloro che si nutriranno delle nostre preparazioni. Mentre si preparano i pasti bisognerebbe essere concentrati e presenti, essere “ora e qui”, facendo attenzione a tutti i gesti che si compiono e a tutti i pensieri che passano per la nostra mente.

Il Japa

Ci sono diversi strumenti che vengono in nostro aiuto per modificare l’energia degli alimenti. Abbiamo visto l’importanza del pensiero; un altro modo per modificare l’energia dell’alimento è il japa, ovvero la ripetizione continua di una frase devozionale solo mentalmente o ad alta voce. Si può, come fanno molti, ripetere dei mantra in sanscrito. Un mantra è una parola o una composizione di parole sacre infuse di una particolare vibrazione spirituale.

I vocaboli sanscriti hanno un grande potere in quanto sono stati creati puramente grazie alla loro influenza vibratoria. In ogni caso tutte le parole di ogni altra lingua emettono una certa vibrazione e possono quindi influenzare gli alimenti e di conseguenza coloro che li introducono nel proprio organismo; approfondiremo questo argomento nel quarto capitolo parlando degli esperimenti di Masaru Emoto sui cristalli d’acqua e su come essi siano influenzabili attraverso parole e pensieri. Mentre si cucina quindi sarebbe opportuno rivolgere alle pietanze parole e pensieri d’amore e benevolenza e lasciare che essi si infondano nel cibo.

La musica

La musica, essendo anch’essa un suono, trasporta specifiche vibrazioni spirituali. Capita spesso di cucinare ascoltando della musica quindi consiglio se possibile di prediligere musica di tipo sattwico ovvero elevante e colma di energia di espansione. È considerata musica sattwica buona parte della musica classica, la musica usata per il Reiki e altre tecniche di guarigione e la musica basata sui suoni della natura.

Sono stati fatti numerosi esperimenti sulle piante dai quali è emerso che se esse vengono esposte alla musica classica iniziano a crescere dalla parte delle casse acustiche mentre accade l’opposto, cioè si girano dall’altra parte rispetto alle casse, se esposte ad altri tipi di musica ad esempio pop e rock. Ci rendiamo conto da soli come ci viene naturale ascoltare musica classica se desideriamo rilassarci e calmare i nostri pensieri mentre ascoltiamo musica rock se dobbiamo allenarci in palestra o ricaricarci un po’.

Abbiamo capito a questo punto come le vibrazioni della musica che si ascolta durante la preparazione dei pasti verranno infuse nel cibo e successivamente passeranno a chi si nutre di esso.

In cucina sarebbe opportuno restare in silenzio o al massimo conversare su argomenti piacevoli e allegri. Capisco che sia veramente difficile riuscire a tacere durante i pasti e concentrarsi unicamente sul cibo e su ciò che accade dentro di noi anche perché quando si riesce a tacere esteriormente, si fa rumore interiormente. La mente è sempre percorsa da pensieri; è per noi impossibile dominare la mente e fare in modo che sia vuota ma possiamo cercare di lasciare che sia percorsa da pensieri senza trattenerli. I pensieri vengono e tornano da dove sono arrivati. La nutrizione può essere considerata una forma di yoga sia per i benefici che apporta sia perché saper mangiare richiede attenzione e concentrazione. Un pasto può essere visto come una sorta di cerimonia magica che permette di trasformare ciò che mangiamo in salute, forza, amore e luce. Ogni pasto può diventare occasione di sviluppo per la nostra intelligenza, l’amore e la volontà. Quando stiamo per nutrirci di un alimento sarebbe bene inviargli amore perché è proprio a quel punto che il cibo si schiude per offrire i suoi tesori. Il cibo in qualche modo entra in risonanza con noi. Bisogna trovarsi nella giusta predisposizione quando si tratta di ricevere nutrimento dal cibo in modo da ricavare le sue particelle più sottili; bisogna essere coscienti, svegli e pieni d’amore.

Una cosa molto importante da fare prima di alimentarsi è ascoltare le reali necessità dell’organismo perché ciò che mangiamo influenza il modo in cui staremo dopo. È ovvio che non è solo ciò che si mangia che influenza il nostro stato d’animo perché senza un lavoro spirituale costante nemmeno il nutrimento migliore potrà trasformare il nostro modo d’essere. Il cibo è un mezzo ma quello che più conta è la vita psichica e la vita spirituale dell’individuo e il suo lavoro di crescita quotidiano. Il cibo fa parte di un percorso più ampio che ciascuno deve intraprendere; esso rappresenta un aspetto importante che però in molti trascurano.

Questo testo è estratto dal libro "Alimenti Energetici".

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