Anatomia della Coscienza Quantica - E. F. Poli - Estratto
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Anatomia della Coscienza Quantica - Anteprima del libro di Erica Francesca Poli

Gli ingredienti del salto quantico

Gli ingredienti del salto quantico

Leggendo in molti testi il concetto di guarigione come salto quantico di coscienza e rendendomi sempre più conto di quanto questa locuzione fosse utilizzata ma spesso non spiegata, ho pensato di riprendere in mano qualche nozione di fisica quantistica.

Naturalmente sono un medico e non ho alcuna pretesa di parlare di temi che non mi competono, ma desidero soltanto fare chiarezza quanto basta per procedere insieme sul tema della guarigione.

Il salto quantico necessita di alcuni ingredienti.

Oltre l’atomo e i suoi elettroni, l’ingrediente fondamentale è l’energia.

Serve energia, un plus di energia perché l’elettrone possa balzare su un altro livello energetico più alto.

Va da sé che se l’energia viene sottratta il balzo sarà al contrario su un livello energetico più basso e ne parleremo.

L’energia, dice la fisica, può derivare da una irradiazione o da una autoirradiazione.

Dunque perché avvenga un salto quantico di consapevolezza, in primis, abbiamo bisogno di energia in più.

Come a dire, e questo le antiche medicine orientali lo sanno perfettamente, che la malattia e la salute sono frutto dello stato energetico.

Per guarire serve un plus di energia.

Ora, l’energia può venire dall’esterno, ed ecco il caso delle guarigioni da shock carismatico, come le definisce Enzo Soresi, che sono ben documentate.

Si tratta di quelle persone che raccontano di essersi trovate alla presenza di qualcuno dotato di una emanazione energetica particolare, o in un luogo con una energia particolare.

La soglia del campo quantico

Il credente che si reca al santuario del Santo a cui è devoto, l’adepto con il guru e così via.

Mi viene da pensare che in questi casi l’irradiazione sfoci comunque in una autoirradiazione, tuttavia è vero che vi sono persone dotate di uno stato energetico e vibratorio tale da influenzare anche quello degli altri.

Del resto, questo è ciò che fa anche l’attore sul palcoscenico o l’oratore di fronte alla platea: entrambi devono saper catalizzare una tale energia psichica da far sì che l’attenzione di tutti sia diretta su di loro. Così accade anche per i musicisti e i cantanti.

Questa è la ragione per cui alcuni divengono famosi e altri no: si chiama talento, ma di fatto è energia psichica.

Vale lo stesso per i leader politici, lo chiamiamo carisma e così via.

Naturalmente l’irradiazione potrebbe derivare anche da una fonte fisica: tutti i trattamenti energetici si basano su questo e anche le nuove tecniche strumentali di medicina quantistica che sfruttano le radiofrequenze e il fenomeno della biorisonanza fanno questo.

Le cellule emettono naturalmente radiofrequenze e queste mutano quando si tratta di cellule sane o malate.

Oggi disponiamo di moltissimi strumenti in grado di riprodurre un numero altissimo di frequenze corrispondenti ai diversi tessuti e cellule e di trattare di fatto per irradiazione energetica tessuti e cellule malati, che hanno cioè perso energia e dunque si trovano su un livello energetico più basso del normale.

Lo stesso principio vale per l’agopuntura, le tecniche orgoniche e così via. E questa medicina quantistica funziona.

Ormai ne abbiamo avuto le evidenze. Io stessa ho avviato una collaborazione con un esperto di medicina di biorisonanza e propongo alle persone che mi si rivolgono in studio sempre più trattamenti integrati anche con queste tecniche.

Dov’è il problema? Le sedute di biorisonanza funzionano solo se ripetute nel tempo.

Come a dire che le cellule che ricevono questa energia, si sintonizzano per un po’ alla frequenza sana, ma poi, in molti casi, tornano a emettere la frequenza inferiore, come se l’irradiazione esterna mantenesse l’effetto per un po’ per poi incorrere in un decadimento.

Indubbiamente è meglio dipendere da una seduta di biorisonanza o terapia a radiofrequenze, che è indolore e priva di effetti collaterali, ma il concetto non è molto diverso dal dover assumere una terapia farmacologica.

La qualità di vita durante il trattamento e l’assenza di effetti collaterali ne fanno senza dubbio una terapia da integrare sempre più agli altri trattamenti, ma si tratta sempre di un modello di cura dall’esterno.

Non è escluso che la biorisonanza, che in fondo funziona come una omeopatia energetica, possa anche agire sullo stato energetico di base, ma non ne abbiamo la certezza.

Cosa fa la differenza? L’autoirradiazione.

Se il salto quantico avviene per autoirradiazione, cioè per un incremento di energia da dentro, allora tutto cambia.

La persona comincia a esprimere un altro livello di coscienza, e questo riallinea tutti i sistemi fisici e chimici del corpo.

Una persona malata, debole, spaventata, dove può trovare questa energia in più?

Il libro parla di questo, che è il frutto della mia indagine sul campo di questi ultimi anni di lavoro.

Esistono centri energetici che possono essere liberati e attivati?

Esiste la possibilità di attivare uno stato di supercoscienza che possa compiere quel salto?

E se la malattia si potesse intendere esattamente così, come una chance per compiere il salto quantico?

La ricezione del messaggio che la malattia porta come un messaggero potrebbe aprire la strada al salto della coscienza.

Come far dunque accadere l’autoirradiazione in un essere umano?

In questo libro ho cercato di riassumere tutte le conoscenze scientifiche più avanzate sul processo del salto quantico e sui rapporti tra coscienza, DNA e campo quantico utili per attivare il processo.

Il salto quantico di coscienza come allineamento al campo quantico

La meccanica quantistica ci ha condotto a vedere l’universo non più come una collezione di oggetti fisici separati tra loro, bensì come una complessa rete di relazioni tra le varie parti di un tutto unificato nel concetto ormai noto di “campo”.

Come ebbe a dire Niels Bohr:

«Tutto ciò che chiamiamo reale è fatto di cose che non possiamo considerare reali. Se la meccanica quantistica non ti ha provocato un forte shock significa che non l’hai capita bene».

Nel mondo dei quanti, infatti, gli oggetti materiali solidi della fisica classica si dissolvono in distribuzioni di probabilità, che, oltretutto, non rappresentano probabilità di cose, ma piuttosto probabilità di interrelazioni.

In questo senso, il concetto orientale di maya non sarebbe da intendersi, come spesso mi è capitato di sentire, nel senso che il mondo sia una illusione: l’illusione si trova semplicemente nel nostro modo di vederlo.

Se davvero pensiamo che le forme, le strutture, le cose, gli eventi intorno a noi siano realtà indipendenti ed esterne a noi allora siamo nell’illusione.

Forme, strutture, cose, eventi sono concetti della nostra mente, e, parafrasando W. Heisenberg, quello che noi osserviamo della natura è la natura esposta al nostro metodo di indagine.

Il salto quantico di consapevolezza può intendersi anche così.

Comprendere questa realtà come prodotto costante della nostra osservazione significa penetrare i segreti della co-creazione della realtà stessa.

Lo sapeva bene Einstein quando affermava:

«Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà. Non c’è altra via. Questa non è filosofia, questa è fìsica».

Lo sapevano bene i mistici orientali, che si esprimevano con parole molto simili a quelle dei fisici moderni.

Il salto quantico significa “vedere” davvero un mondo in cui le particelle sono contemporaneamente distruttibili e indistruttibili, sono qui e là, prima e dopo, sono onde di probabilità che viaggiano in un campo e la nostra osservazione, il nostro puntare la coscienza su uno scenario o un altro degli infiniti scenari possibili, fa collassare quell’onda di probabilità nella realtà che viviamo.

Possiamo immaginarlo come una rete, un tessuto in continua vibrazione, in costante e incessante danza, nel quale, come ci dimostra resperimento della doppia fenditura, tanto per fare un esempio, il nostro sguardo cosciente fa rallentare una delle infinite onde, una delle innumerevoli varianti fino a farla materializzare.

La materia della fisica moderna è la materia dei mistici: danzante, vibrante, cangiante.

Nella camera a bolle si possono ottenere fotografie di particelle in continuo ritmo di creazione e distruzione, come immagini moderne dell’antica danza di Shiva, danza cosmica in cui un principio armonico che dà origine ai mondi crea ciò che esiste in questa dimensione attraverso il ritmo, il movimento, l’attrazione e la repulsione reciproche di infinite particelle.

Chiudete gli occhi per un istante... l’impronta dell’oggetto che stavate guardando rimane ancora sotto le vostre palpebre chiuse per qualche frazione di secondo, con i suoi contorni rosso violacei... e poi... provate a immaginare questo tessuto che danza, lasciatevi trasportare dal ritmo incessante che giace nascosto sotto la ferma materia... credete di essere seduti sulla sedia toccandola e appoggiandovi sopra il corpo, invece vi state semplicemente librando a meno di un nanometro di distanza dalla seduta, respinti dalle forze elettriche e quantistiche dell’oggetto quantico sedia.

E voi stessi... siete più simili a un tornado di quanto pensaste.

Pensate di essere solidi, invece siete come quel vortice d’aria che nel passare raccoglie tutto ciò che trova, auto, alberi, tetti di case, polvere, e così via. Lo vedete arrivare e sembra solido ma è un vortice d’aria.

Se non ci fossero stati oggetti sul suo cammino non lo vedreste arrivare ma trovandovici in mezzo ne sareste travolti.

Noi siamo così, un vortice di energia, un tornado che perturba il campo e fa collassare oggetti, mentre i fotoni responsabili della nostra immagine a colori per i nostri organi di senso, rimbalzano da noi. Prendiamo in considerazione il volo, inteso come la capacità di alzarsi da terra. Se ritenessimo che le piume abbiano la capacità di fare emergere una forza antigravitazionale, saremmo fuori strada. Le piume sono necessarie, ma non sufficienti.

E necessaria la presenza di un mezzo come l’aria che possa essere spostato dall’ala per una quantità il cui peso sia paragonabile a quello dell’animale. Il volo non è spiegabile all’intemo dell’animale. Una volta che si è compreso che il volo è frutto delle proprietà dell’aria e di altri fattori esterni al corpo, esso svela i suoi misteri. La coscienza potrebbe non essere analoga alla forza espressa dai muscoli, ma piuttosto al volo.

E il volo necessita anche del campo di aria in cui si dispiega.

Allora l’autoguarigione potrebbe essere intesa come quel salto che permette il riallineamento con questa danza.

In quest’ottica la malattia giunge là dove il flusso è stato bloccato o alterato in modo tale da disallineare la coscienza dal campo di cui necessita per il suo volo.

Questo campo ha assunto nel tempo molti nomi: Ordine Implicito di Bohm, Campo Akashiko di Laszlo, Matrix Divina di Braden, Campo del Punto Zero di Lynn McTaggart, Informazione Implicita di Anna Bacchia e dell’Associazione Vocal Sound.

Tutte le ricerche di questi scienziati comportano che esiste un campo fondamentale, il quale in qualche modo connette tutta la creazione, che sta alla base di tutta la realtà e che la determina.

L’informazione che deriva dal campo costituisce il livello fondamentale della realtà e, mediante un salto quantistico di consapevolezza, esiste per ciascuno di noi la possibilità di essere raggiunti da questa informazione. In un certo qual modo possiamo dire che esiste una stretta connessione della mente con un livello profondo che sottende la realtà esperita.

Il salto quantico dell’autoguarigione potrebbe rappresentare, di fatto, un allineamento con questo campo fondamentale: allora l’ordine implicito, che tutto informa, tornerebbe a essere percepito e, quando siamo allineati con il campo, immagini, informazioni e consapevolezza giungerebbero a mostrarsi come concrete possibilità di coscienza lucida immediata e di creazione di una realtà nuova.

Oggi le scienze di frontiera ci conducono a riaffermare il principio antico per il quale noi siamo un campo energetico emotivo, che si manifesta per mezzo di un corpo.

Stiamo prendendo sempre più coscienza che questo stato energetico ed emotivo è oggettivo e interagisce a un livello profondo con la rete in cui siamo immersi, un ecosistema che arriva sino all’Universo e oltre.

Lo stato energetico emotivo sempre più necessita di essere considerato per comprendere realmente chi siamo e come funzioniamo, come ci ammaliamo e come guariamo.

Noi medici abbiamo dedicato finora il nostro impegno a studiare sistematicamente la materia di cui siamo fatti; ora giunge il tempo di studiare sistematicamente l’energia di cui siamo fatti e le vie di integrazione della nostra parte materiale con la nostra parte energetica.

L’analisi emotiva ed energetica di centinaia di miei pazienti con patologie croniche ha mostrato sempre un comune denominatore: ciascuno di loro non aveva potuto accettare e lasciare andare un qualcosa accaduto nel loro passato o nel passato di un loro antenato.

Questo aveva bloccato il flusso energetico, disallineandoli dall’energia del campo zero che guida il principio biologico per cui esistiamo in questa dimensione, ponendoli in disaccordo con l’informazione del sistema, fuori ritmo nella danza incessante e armonica delle particelle che ci sottendono.

Per coloro che sono guariti, guarire ha significato viaggiare fino ad altri piani di energia e di coscienza.

Come hanno fatto? Seguitemi nella lettura e tutto ciò che finora ho compreso e ha già mutato la mia vita e quella di molte persone intorno a me, lo saprete.

Questo testo è estratto dal libro "Anatomia della Coscienza Quantica".

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