Angeli & Dee - Doreen Virtue - Estratto
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Angeli & Dee - Anteprima del libro di Doreen Virtue

Avventure di veggenza

Avventure di veggenza

La luna piena di Sedona

Il primo indizio che la visita a Sedona, in Arizona, sarebbe stata molto strana fu quando “Gator”, un tassista coi baffi a manubrio, si presentò davanti al nostro albergo su una Lincoln Town Car rossa tutta malandata. Il cofano dell’automobile sfoggiava un enorme paio di corna di bue e il mangianastri suonava a tutto volume una canzone di Willie Nelson.

Gator portò me e la mia amica Lynnette Brown (che è anche la coautrice del mio libro Angel Numbers [I numeri degli angeli]) a una compagnia di autonoleggio. Eravamo a Sedona per il fine settimana, in cui avremmo tenuto un corso di medianità. Anche mio marito, Steven Farmer, era in città per guidare un ritiro spirituale maschile insieme a Jade Wah’oo, un maestro sciamanico.

Sedona è uno dei posti più magici della Terra. Le altissime rocce rosse le conferiscono un aspetto soprannaturale. A Sedona è facile sentirsi spaesati, come dentro un sogno surreale. La nostra visita coincideva anche con il plenilunio più vicino all’equinozio d’autunno, la data in cui il giorno e la notte hanno la stessa lunghezza e che segna la fine dell’estate e l’inizio della stagione successiva.

Ero diventata sensibile alle fasi lunari e ai loro effetti sul mio corpo, sul mio umore e sugli eventi che mi accadevano. La luna piena era fonte di avventure e sorprese.

La prima sera del nostro viaggio avevo in programma di tenere un discorso al Creative Life Center di Sedona. Il discorso era per WE International, un gruppo di supporto per “subentranti”. Come ho scritto nel mio libro I regni degli angeli terreni, i subentranti sono anime spiritualmente evolute che si offrono di prendersi carico del corpo e della vita di una persona depressa o suicida, lasciando libero l’individuo di tornare a casa in Cielo.

Contrariamente alla possessione, nella subentranza il corpo è abitato da una sola anima: Tanima originale se ne va e viene sostituita da quella nuova. Spesso ciò avviene in modo inconscio, e gli unici indizi dello scambio sono i familiari e gli amici che cominciano a dire: “Come sei cambiato!”, sia come lamentela che come complimento. I subentranti di solito non ricordano la propria infanzia e spesso effettuano cambiamenti improvvisi, in modo che la vita del nuovo corpo cortisponda alla loro personalità. È comune che, in un breve arco di tempo, modifichino il proprio nome di battesimo e abbandonino coniuge, casa e lavoro.

Mentre con Lynnette ci dirigevamo verso il luogo in cui avrei dovuto parlare, invocammo l’Arcangelo Chamuel perché ci aiutasse a trovare la strada. Chamuel è noto come l’angelo “trovatore”, poiché aiuta a ritrovare gli oggetti smarriti e dà indicazioni a chi si è perso.

“Arcangelo Chamuel, ti preghiamo di trovare il posto!”, esclamai. Poi mi corressi: “Volevo dire, ti preghiamo di aiutare noi a trovare il posto!”. Io e Lynnette scoppiammo a ridere. Altrimenti, avremmo trovato Chamuel ad aspettarci al Creative Life Center di Sedona e ci avrebbe detto: “Be’, mi avete chiesto di trovare il posto. Vi stavo aspettando!”.

Mentre ridevamo, vidi l’Arcangelo Michele sul ciglio della carreggiata. Michele è un enorme e bellissimo arcangelo che ci protegge, e spesso lo invoco quando guido, specialmente su strade sconosciute. L’aura splendente color viola di Michele illuminò la strada nel momento in cui vedemmo il cartello per Schnebly Hill Road. Girammo a destra in quella direzione e trovammo immediatamente il centro. Grazie Michele e Chamuel!

Il musicista Peter Sterling suonò l’arpa durante le meditazioni guidate, e in seguito si offrì di portare me e Lynnette a un rito di luna piena sulla Cathedral Rock, una struttura monolitica naturale di rocce rosse alta circa trecento metri, quasi quanto la Tour Eiffel.

Oltre che per i suoi molti “grattacieli” naturali di rocce rosse, Sedona è conosciuta per i vortici, ossia centri energetici simili ai chakra che si trovano nel suolo. I vortici assomigliano all’acqua che scende nello scarico, roteando con forza al centro. Le persone sensibili riescono a percepirli e molte sostengono di aver trovato ispirazione e guarigione stando nelle loro vicinanze.

“Sedona ha quattro zone principali di vortici”, ci spiegò Peter, che viveva li da molti anni. Aveva imparato a suonare l’arpa ascoltando i suoni di quei canyon, oltre ai suoi angeli e alle sue fate. “Si tratta di Airport Mesa, Boynton Canyon, Bell Rock e Cathedral Rock. I vortici di Airport Mesa e di Bell Rock possiedono energia elettrica, il vortice di Boynton Canyon è una combinazione di frequenze elettriche e magnetiche, mentre quello di Cathedral Rock è l’unico a essere soltanto magnetico. Poiché l’energia magnetica è femminile, Cathedral Rock è straordinario per le donne. La sua vibrazione, terrestre e femminile, è di grande aiuto alle signore e al loro corpo.”

La luna bluastra illuminava il nostro cammino mentre ci arrampicavamo su Cathedral Rock. Un gruppo di persone con tamburi e didgeridoo festeggiava la luna piena proprio in cima alla roccia. Io e Lynnette ci guardammo perplesse, ci chiedevamo come fossero arrivate lassù. Sapevo che entrambe stavamo pensando la stessa cosa: “Non esiste che io salga fin là!”. Peter decise di proseguire, mentre io e Lynnette eravamo già soddisfatte di essere arrivate a metà strada.

Scegliemmo un altopiano facilmente accessibile. Seduta sul terreno polveroso, contemplai il panorama intorno. Notai scintille di luce gialla sotto la superficie, poi rimasi senza fiato quando formarono una figura femminile, che emerse lentamente dal terreno e apparve di fronte a noi. Era Artemide, la dea greca della luna! Io e Lynnette la vedemmo nello stesso istante.

La triplice dea interiore

Molti credono che Artemide corrisponda alla dea romana Diana, io no. Hanno un aspetto e un comportamento completamente diversi: Artemide ha capelli corti da folletto, mentre Diana ha lunghi riccioli neri. Artemide è timida come una fata dei boschi. Diana è audace. Ci sono molte altre differenze, ma credo di aver chiarito il concetto.

“Guardatevi dentro”, ripetè Artemide. “Respirate.” Io e Lynnette obbedimmo, chiudendo gli occhi e respirando profondamente per concentrarci.

Sedona c Lynnette sparirono, e io rimasi da sola sul fianco della montagna con la dea. Mi pose con fermezza la sua mano sul cuore proprio mentre le nuvole si diradavano e la luna piena le illuminava il volto.

Sussurrò con enfasi: “L’indecisione e la mancanza di una direzione chiara sono il cuore del problema. Procedi a piccoli passi in un’unica direzione, scegliendo un progetto di pace e armonia. Attieniti a questo proposito e non vacillare.”

“Senti la passione della Madre Terra”, proseguì la dea. “Essa ti dona continuamente energia d’amore accogliente e materna. Ti abbraccia da ogni parte. Assorbì la luce della luna in questo vortice e riempi il tuo corpo.”

Cominciai a ondeggiare al ritmo della mia respirazione profonda, mentre il paesaggio mi ruotava intorno. Temevo di cadere dal dirupo della montagna, ma Artemide mi teneva al sicuro e ripeteva: “Guardati dentro. Respira.” Avevo paura che il respiro mi trasportasse a un livello di esistenza sconosciuto, un’estasi che non ero sicura di saper gestire. Due giorni prima ero tornata da un viaggio di un mese in Australia, forse soffrivo il jet lag. Ero quasi sopraffatta da sensazioni surreali e oniriche, quando Artemide parlò di nuovo con voce rassicurante: “Respira al chiaro di luna e sarai guarita”, sussurrò. “La luce della luna, come l’energia terrestre, ti alimenta e ti nutre.” Poi mi accarezzò il capo. “Ritorna nel tuo corpo, Doreen. Nelle esperienze più forti tendi ad abbandonarlo e a volteggiarci sopra. Imparare a gestire sensazioni di ogni intensità fa parte della vita.”

Espirai in direzione dell’enorme luna con la piena fiducia che, con il suo aiuto, mi sarei liberata dalla fatica e dal jet lag attraverso il respiro. Una visione apparve sulla superficie dell’astro: vidi me stessa aiutare i bambini indaco e cristallo, piccoli sensitivi spesso considerati autistici e affetti dalla sindrome da deficit di attenzione (ADD). Nel discorso che avevo tenuto quella sera avevo parlato del vasto numero di piccoli sensitivi a cui viene prescritto il Ritalin, nel maldestro tentativo degli adulti di renderli uguali agli altri. Questi bambini non hanno bisogno di farmaci, ma del nostro supporto e della nostra guida per indirizzare la loro rabbia verso attività positive.

Compresi che accogliere l’energia della dea significa accettare le tre parti del divino femminile che si trovano in ogni donna e in ogni uomo, ragazza e ragazzo: la Fanciulla (la nostra bambina interiore, che desidera giocare ed esprimersi), la Madre (la parte di noi che desidera curare e occuparsi degli altri) e la Matriarca (che rappresenta il nostro desiderio di insegnare e di imparare a rendere onore alla nostra autorità e saggezza). Insegnando a comprendere ì bambini, ero stata invitata ad agire da Matriarca.

Il vapore acqueo delle nuvole si rifletteva intorno al bagliore della luna, formando l’immagine di un arcobaleno circolare. Sussultai a quella visione: significava che avrei dovuto aiutare anche i bambini arcobaleno.

Pensai a Karlene MacDonald, maestra in un asilo pubblico di Melbourne da sedici anni. Durante la mia ultima visita in Australia, Karlene mi aveva dato il disegno di un angelo circondato da arcobaleni realizzato da una bambina di quattro anni.

La piccola aveva detto a Karlene: “Se i bambini entrassero negli arcobaleni intorno alla testa dell’angelo sarebbero molto felici!”. Poi Karlene accennò al fatto che i disegni dei suoi alunni di solito contenevano sole e fiori. “Ma circa due anni fa tutti i miei nuovi alunni iniziarono a disegnare arcobaleni, senza che nessuno gliel’avesse chiesto.”

Anche se, per quanto ne sapevo, non avevo ancora incontrato dei bambini arcobaleno, la generazione successiva ai bambini cristallo, gli angeli mi avevano spiegato che erano le anime più pure che abitavano il nostro Pianeta.

Artemide mi aiutò a sedermi. Mi tolsi la felpa e la misi sotto la testa in modo da potermi sdraiare completamente e godermi la luce della luna. Pensai a tutto ciò che volevo lasciar andare, e glielo affidai. C’era la mia paura di parlare apertamente di questioni politiche: da una parte, ricevevo visioni e messaggi chiari sullo scenario politico mondiale; dall’altra, ogni volta che affrontavo questi argomenti ricevevo lettere di protesta da persone che mi chiedevano di limitarmi a parlare di angeli, dee e simili. Tuttavia, non avrei potuto vivere in pace con me stessa se non mi fossi espressa al riguardo.

Pensai ai bambini indaco, che non possono e non vogliono dissociare i propri sentimenti. Fanno sentire la propria voce, mentre la maggior parte di noi ne ha paura. Promisi di promuovere attività ed eventi per diffondere la conoscenza delle caratteristiche dei bambini indaco e di aiutarli a esprimere la loro rabbia e la loro angoscia in maniera costruttiva.

Dissi silenziosamente a me stessa: “Adesso lascio andare la paura. Adesso lascio andare l’indecisione. Adèsso lascio andare tutto il dolore e la sofferenza che potrei aver assorbito. Adesso lascio andare tutto ciò che prosciuga la mia energia. Adesso lascio andare tutto ciò che impedisce la perfetta circolazione della mia energia.”

Artemide mi coprì con una coperta luccicante dell’energia della luna e delle stelle, e io dormii come se stessi affondando nelle profondità della terra rossa di Sedona. Le voci di Peter e Lynnette mi riportarono alla consapevolezza del presente e, mentre ritornavamo verso l’auto, mi sentii in piena forma. Il mio corpo vibrava della piacevole energia di un amore profondo. Il nutrimento di cui parlava Artemide mi sembrava delizioso, e mi sentivo al sicuro, certa che nel nostro mondo tutto sarebbe andato bene.

Compresi che, quando entriamo in contatto con l’energia femminile della Madre Terra, la rispettiamo di più. È allora che si manifesta un ciclo di nutrimento, in cui permettiamo alla Terra di nutrirci e, per riconoscenza, le restituiamo ciò che ci ha dato. Significa uscire dalle nostre case e dai nostri uffici, spegnere la televisione e apprezzare la natura. È qui che i bambini cristallo ci aiutano. Poiché amano stare sempre all’aria aperta, riescono a far uscire anche i loro genitori! 

Questo testo è estratto dal libro "Angeli & Dee".

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