Anteprima del libro "Ciò che Non Sai sul Cibo e che Potrebbe Salvarti la Vita" di Stefano Momentè
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Anteprima del libro "Ciò che Non Sai sul Cibo e che Potrebbe Salvarti la Vita" di Stefano Momentè

Cibo Cotto o Cibo Crudo?

Se fosse naturale per l’uomo mangiare carne, dovremmo fare come tutti gli altri animali: nutrircene allo stato naturale, strapparla direttamente con i denti dall’'animale prescelto e da noi ucciso e mangiarla così, senza distinzione tra interiora, muscoli, pelle, peli, sangue e frattaglie.

Ma non è così. Con la carne cruda, qualora riuscissimo a mangiarla (qualcuno lo fa, lo sappiamo, ovviamente scegliendo la parte migliore, comunque a suo rischio e pericolo) raddoppieremmo le conseguenze di incorrere in qualche disturbo rispetto a mangiarla cotta.

Una fetta di carne - o carne di pesce - se esposta al sole a una temperatura di 35°C va velocemente in putrefazione. Nell’'intestino umano, dove la temperatura è addirittura superiore (sui 36,5-37°C), il risultato è il medesimo. Si tratta di un fenomeno naturale che produce metaboliti come cadaverina, putrescina, ptomaine, indolo, neurina, scatolo, sostanze che alterano la flora batterica intestinale, creando pericolose tossine che vengono in gran parte assorbite dall’'organismo, producendo un grave effetto intossicante nel sangue e nei tessuti, nonché indebolendo il sistema immunitario. Inoltre le proteine, soprattutto quelle di origine animale, acidificano il sangue e il nostro organismo, per riequilibrare quest’'acidità, deve cercare in sé elementi alcalini, rubandoli alle importanti riserve di sali minerali e sostanze basiche, demineralizzandolo.

Conseguenze del Mangiare il Cibo Crudo

Le conseguenze di ciò sono perdita di calcio nelle ossa, carie dentali, anemia, alterazioni della pelle, predisposizione alle infezioni e a molte gravi malattie.

Con il consumo di carne sono aumentati, infatti, i tumori, gli infarti, le paralisi, le varici, il tasso di colesterolo nel sangue (che favorisce l’arteriosclerosi), l’artrite, la gotta, i reumatismi, l’ipertensione, le appendiciti, la stipsi, i blocchi intestinali, le epilessie, gli ictus cerebrali.

Eppure si continua a dire che l’uomo è onnivoro!

La Cottura

La leucocitosi digestiva è l’abnorme aumento di globuli bianchi nel plasma (da 6000 per mmc a 18.000, 20.000 o addirittura 30.000) dopo un pasto a base di alimenti cotti. Si verifica nell'’arco di trenta, quaranta minuti, per rientrare dopo circa due o tre ore. Siccome la funzione principale dei globuli bianchi è la difesa da organismi estranei e patogeni, il verificarsi della leucocitosi digestiva ci fa capire come i cibi cotti siano avvertiti dall’'organismo come agenti estranei, contro i quali l’'organismo attiva i consueti meccanismi di difesa.

Tale fenomeno assume caratteristiche simil-leucemiche transitorie. Siccome l’abituale alimentazione umana moderna è prevalentemente cotta e si ripete minimo tre volte al giorno, è legittimo ipotizzare che nel tempo ci siano delle conseguenze e alterazioni.

Tutto questo venne rilevato già da Paul Kouschakoff, medico svizzero, nel corso di centinaia di esperimenti, e presentato alla 1a Conferenza mondiale di Microbiologia di Parigi nel 1930.

Kouschakoff dimostrò, mediante prelievi di sangue effettuati prima di pranzo e due ore dopo, che i leucociti in fase pre-prandriale erano, per i tre gruppi di persone testate (vegancrudiste, latto-ovo vegetariane e carnivore), sulla normale media delle seimila unità per mmc di sangue.

Dopo, invece, succedeva di tutto. Nei normali vegetariani c’era un raddoppio dei leucociti, che arrivavano a dodicimila. Nei carnivori triplicavano, fino a diciottomila e oltre. Nei vegancrudisti nessuna variazione.

Il nostro organismo considera innaturale e pericolosa ogni materia vivente sottoposta a radicale trasformazione molecolare, anche quella che avviene con la cottura, in quanto le sostanze cotte subiscono trasformazioni chimiche irreversibili.

Stefano Momentè

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