Cucina Vegana per Principianti
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Cucina Vegana per Principianti - Anteprima del Libro di Samantha Barbero e Simona Volo

I motivi per diventare vegani possono essere molti, vari e personali

Perché diventare vegani?

I motivi per diventare vegani possono essere molti, vari e personali. Possono essere di tipo etico, salutistico e ambientale. Ecco i principali.

Una scelta etica

Si diventa vegani perché si riconoscono gli animali come esseri senzienti, in grado di provare dolore e soffrire.

Stranamente non esiste un termine come «bambinista» per indicare chi si occupa del benessere, della protezione e dei diritti dei bambini; questo perché è opinione largamente diffusa che i bambini debbano essere protetti e rispettati; e chi si occupa in prima persona di tematiche di tipo etico viene semplicemente definito «volontario». Lo stesso vale per i diritti delle donne o delle persone di colore ad esempio.

Per gli animali invece è diverso, chi li difende e salvaguardia i loro diritti è etichettato come un «animalista».

Gli animalisti lottano per far sì che questa realtà venga compresa, accolta ed entri nel modo di pensare comune: basta carne, basta allevamenti intensivi, basta morti atroci nei macelli, basta pesca intensiva, basta a tutto quello che è sfruttamento indiscriminato.

Gli animali sono innocenti e non c'è nulla che giustifichi il fatto che vengano privati della vita per soddisfare un mero piacere umano.

Gli animalisti non vogliono che venga fatto loro quello che non vorremmo venisse fatto a noi, ed è strano che proprio tra gli italiani, in maggioranza cattolici, siano pochi quelli che hanno compiuto una scelta di tipo vegana.

Molti anni fa l'idea che una persona di colore avesse gli stessi diritti dei «bianchi» o che le donne potessero esercitare il diritto di voto, era assolutamente sovversiva, così come oggi può sembrare sovversiva la «filosofia» vegana.

È vero che in quei casi si trattava di persone, e che in quest'ultimo caso invece il diritto viene esteso agli animali, ma ci piace pensare a un'evoluzione in questo senso.

Attenzione alla salute

«Fa' che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo» diceva Ippocrate, ed è proprio quello che si comprende compiendo questa scelta; oltre a costituire un giovamento per la salute degli animali, lo sarà anche per noi.

Sono sempre più numerosi gli studi che attestano che all'assunzione di prodotti animali è connesso l'aumento di malattie cardiovascolari, tumori, diabete, ipertensione...

La relazione che esiste tra ciò che mangiamo e la nostra salute è stretta e comprendere quanto le nostre scelte alimentari possano essere dannose rappresenta il primo passo verso una nuova consapevolezza.

Siamo ciò che mangiamo.

Attenzione all'ambiente

Il legame tra la produzione di carne e l'ambiente è un aspetto molto importante, da non sottovalutare.

Gli allevamenti sono tra le prime cause d'inquinamento di suolo e acque.

Una mucca infatti produce deiezioni pari a quelle di trenta persone: è come se in Italia ci fossero 137 milioni di abitanti (più del doppio della popolazione attuale).

Inoltre le deiezioni animali producono metano, che contribuisce (insieme al trasporto verso il macello) all'aumento consistente dell'effetto serra.

Gli animali allevati consumano una quantità d'acqua maggiore di quella necessaria a coltivare soia, cereali o verdure per il consumo umano. Una mucca assume tra i 90 e i 130 litri d'acqua al giorno e, per produrre il foraggio necessario ad alimentarla, servono tra 500 e 2000 litri.

È stato calcolato che per produrre 5 kg di carne servono 500.000 litri di acqua, grosso modo quelli utilizzati da una famiglia nell'arco di un anno per alimentazione e igiene.

Aspetto sociale

Un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. Ogni anno, solo in America, si coltivano 145 milioni di tonnellate di cereali e soia destinati all'alimentazione degli animali da allevamento, i quali producono 21 milioni di tonnellate di carne, latte e uova. In questo modo si sprecano 124 milioni di tonnellate di cibo che potrebbero nutrire tutti gli abitanti della terra, e questo considerando solo la situazione americana.

Quindici chili di vegetali sono quelli che servono a nutrire un animale da allevamento per produrre un solo chilo di carne.

Un chilo di carne nutre quattro persone.

Quindici chili di cereali e soia nutrono trenta persone.

In due parole possiamo dire che mangiando carne e derivati sfamiamo meno persone nel mondo, abbiamo meno ossigeno e risorse per tutti.

Possiamo affermare quindi che l'impatto ecologico deH'allevamento intensivo è insostenibile.

Incocrenza

Vi invitiamo infine a riflettere su un aspetto fondamentale.

Non c'è dubbio che molti lettori si sentirebbero profondamente disgustati e inorridirebbero se trovassero ricette a base di carne di cane o di gatto, alimento che in alcuni paesi, come la Cina, è di consumo normale.

Inorridiamo perché siamo abituati a considerare cani e gatti come parte integrante della nostra vita: vivono nelle nostre case, sono veri e propri membri delle nostre famiglie, condividono con noi la loro vita, il loro tempo, e riconosciamo in loro sentimenti e personalità, quindi la capacità di provare gioie e dolori.

Ci risulta invece più difficile pensare alla gioia di una mucca, ad esempio, nel diventare madre, e alla sua sofferenza quando questo figlio viene portato al macello per ucciderlo, per sottrargli il latte che la mucca produce apposta per lui. Per noi è normale, non ci interessa quello che accade lontano dai nostri occhi e lo giustifichiamo pensando che «è sempre stato così», «è necessario». Invece no, non è affatto necessario far soffrire gli animali, possiamo stare benissimo, essere felici e mangiare cibi gustosi senza fare del male a nessuno, né agli animali, né all'ambiente, né a noi stessi.

Abbandonare il consumo di cibi di origine animale è quindi una svolta importante nella nostra vita, sostanziale e motivata, una tra le migliori, direi, per tutti i motivi sopra elencati, ma è anche quella più naturale e sana.

Ne trarremo giovamento sotto diversi punti di vista, ma badate bene, essere vegani non significa rinunciare a nulla. È semplicemente un modo diverso di condurre la propria vita, adottando un'alimentazione consapevole e rispettosa.

Cosa significa allora diventare vegani?

Significa essere i protagonisti di un cambiamento, per prendere posizione con convinzione nella lotta contro le ingiustizie, le sopraffazioni, l'inquinamento, la fame del mondo.

Tutti ci lamentiamo della cattiveria delle persone che abitano il nostro stesso pianeta, ma non siamo altrettanto sensibili di fronte ad atti di crudeltà come quelli perpetrati sugli animali. Non siamo noi a uccidere, ma di fatto siamo i mandanti, perché andiamo a cercare e paghiamo cara la carne, frutto di quei trattamenti inumani.

Non ci occupiamo e preoccupiamo dell'inquinamento e delle risorse in via di esaurimento, e per tacitare la nostra coscienza facciamo una donazione una tantum alle associazioni umanitarie che lottano contro la fame nel mondo, ma non siamo disposti a smettere di mangiare carne per dare il nostro contributo, per fare davvero qualcosa in prima persona, senza limitarsi a delegare altri, a pagare i «volontari» perché agiscano al posto nostro.

Per migliorare il pianeta i volontari non bastano, siamo tutti utili, se prendiamo coscienza dei problemi e ci assumiamo la responsabilità dei nostri comportamenti. Cambiando alimentazione come prima cosa.

È difficile essere vegani?

Diventare vegani non è così complicato: sono così tanti gli alimenti d'origine vegetale, che una volta compiuta questa scelta si arriva a pensare: «Ma che cosa ho mangiato finora?».

Una persona onnivora tende a mangiare sempre le stesse cose, perché è abituata a mangiare perlopiù cibi «tradizionali» cucinati «come li faceva la mamma», mentre chi decide di cambiare alimentazione è spinto a scoprire e provare alimenti nuovi e cotture differenti.

La cucina vegana è prima di tutto creatività, colori e profumi.

Diventare vegani è per prima cosa eliminare tutti i prodotti d'origine animale: latte e derivati, uova, carne, pesce, miele. Perfetti tutti i cibi 100% vegetali.

I vegani mangiano frutta, verdura, semi oleaginosi, alghe, frutta secca, cereali, legumi e alimenti vegetali come tofu, seitan, tempeh, da acquistare già pronti o da produrre in proprio.

Si diventa vegani da autodidatti (molte volte e soprattutto all'inizio), ma sarebbe bene farsi seguire o indirizzare da un nutrizionista/medico esperto, che potrà fornire le indicazioni del caso per mantenere un'alimentazione completa e perfettamente bilanciata.

Il segreto di una buona dieta vegana è quello di variare molto i cibi, scegliere prodotti di stagione, preferendo per quanto possibile quelli biologici, e cucinare in modo più sano.

Possiamo divertirci a creare nuovi piatti abbinando frutta, verdura, semi oleaginosi (papavero, zucca ecc.) con frutta secca (pistacchi, noci, pinoli), ma anche tofu con verdure, legumi con seitan e/o cereali...

In questo senso il nostro libro vi aiuterà a capire che cosa intendiamo e cosa è possibile fare. Ricette semplici per avvicinarvi a questa «filosofia», senza perdere il gusto e la voglia di sedersi a tavola e mangiare con soddisfazione.

Compiere questa scelta è adottare un diverso sistema di vita, un nuovo modo di vedere le cose. Imparerete ad alimentarvi con cibi sani, vari e nutrienti, e nulla vi farà pentire di aver imboccato questo nuovo percorso.

Le motivazioni che vi avranno spinto verso questa scelta vi porteranno a conoscere nuovi modi di cucinare, valuterete le cose con occhi diversi e, soprattutto, imparerete a gustare i vostri cibi sapendo che all'origine non c'è nessuna crudeltà, ma solo tanto amore.

Samantha Barbero e Simona Volo

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