Gli UFO nella Mente - Corrado Malanga - Estratto
Giorni 00
Ore 10
Min. 09
Sec. 08

Gli UFO nella Mente - Anteprima del libro di Corrado Malanga

Gli ufo e l’evoluzione del pensiero scientifico in relazione al potere politico

Antefatto

Prima di cominciare a narrare la nostra storia, bisogna che il lettore conosca una certa serie di antefatti, che rappresentano dei prerequisiti per capire che cosa, in realtà, ci ha condotti a studiare questo caso e a tradurlo in un libro.

Molti di voi, infatti, sicuramente non sapranno niente di ufo, se non che se ne parla in toni scherzosi, tra il serio e il faceto, da diversi anni; dietro questo aspetto si nasconde una seria ricerca fatta da molti operatori della scienza, che sono stati catturati da questa bizzarra fenomenologia.

Questo libro non vuole essere un testo per esperti dell’argomento, e neanche un manuale per neofiti; vuole essere il racconto di una storia in cui si parla di ufo: il problema è che questa storia è vera! Tutto quello che diremo è veramente accaduto, registrato su nastro, ripreso da telecamere e macchine fotografiche per tutto il periodo di svolgimento della nostra inchiesta: per questo, prima di iniziare con la nostra storia, è necessario spiegare, soprattutto per coloro che non si sono mai dedicati dell’argomento, perché ci si interessa ai cosiddetti ufo e cosa si pensa che essi siano.

Dal 1947, dunque, i giornali, la radio e la televisione di mezzo mondo si occupano di ufo. In certi periodi dell’anno - soprattutto quando i giornalisti non sanno cosa dire - non passano settimane senza che avvistamenti di strani oggetti volanti non identificati, gli ovni in italiano ma ufo in inglese, non vengano descritti con dovizia di particolari; per questo una breve, ma intensa, storia del fenomeno ufo secondo noi va data per forza; tuttavia, visto che di queste storie ne girano parecchie e molte sono false o male interpretate, noi cercheremo di dare il nostro punto di vista da scientisti, cioè da operatori della scienza quali siamo e, subito dopo, affronteremo il nostro problema e dimostreremo come sia bene che tutti comincino a essere sensibilizzati al problema ufo, problema che, come vedremo, è già diventato di tutti.

Gli ufo e l’evoluzione del pensiero scientifico in relazione al potere politico

Il fenomeno ufo moderno nasce tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, e non, come erroneamente oggi si colloca, nel 1947, allorché il pilota di un aereo civile, Kenneth Arnold, volando su monte Rainier negli usa, vede, nomina e descrive per la prima volta i piatti volanti. Nel 1897, il 19 aprile, il giornale di Chicago, The Chicago Daily Tribune, parla di uno strano velivolo che viene visto volare sui cieli degli usa.

In realtà il 1947 segna un punto focale della storia moderna degli ufo solo perché l’attenzione pubblica viene colpita da questo problema. È interessante notare come anche negli anni precedenti, la notizia di strani velivoli venga riportata da diversi giornali: tuttavia, la reazione che tali eventi producono sull'opinione pubblica è allora completamente diversa da quella suscitata nel 1947.

Nel 1909 in Inghilterra, nel 1914 in Sud America, nel 1946 in Scandinavia, per non dire del 1896 negli usa, si parla ripetutamente di bizzarri oggetti volanti con persone a bordo, e i giornali locali citano tutti questi avvistamenti fornendo molti particolari.

Esiste però una fondamentale ragione, secondo noi, che porterà solo nel 1947 il problema degli ufo sulla cronaca nazionale e internazionale. Bisogna infatti tener presente che un qualsiasi fenomeno fisico viene scoperto non quando accade o viene comunque osservato per la prima volta, ma allorché chi lo osserva è in grado di accorgersi dell’esistenza di tale fenomeno. Molti, infatti, hanno visto le mele cadere dagli alberi, ma solo a un certo punto, in un certo luogo e da una certa persona, questo fenomeno venne interpretato sotto forma di legge di gravità. Newton fece questa scoperta perché in lui esistevano dei prerequisiti, necessari affinché lui e solo lui interpretasse in tal modo ciò che era comunque visibile per tutti.

Da questo punto di vista si può capire perché negli ultimi cinquantanni il fenomeno degli ufo sia stato interpretato in modo completamente diverso. Un’analisi storica del problema ci può aiutare a prevedere quale sarà il futuro di questo fenomeno o, per dirla più correttamente, quale sarà l’atteggiamento delle autorità e della gente comune nei confronti degli ufo. Il nostro scopo è verificare se esiste una relazione tra il momento storico e l’interpretazione in chiave scientifica dell’evento ufologico. Per inquadrare il problema in un contesto scientifico bisogna premettere che, dal 1700 al 1900, la scienza ha fatto passi da gigante. La fisica e la termodinamica descrivono l’universo cercandone i limiti; il secondo principio della termodinamica, in particolare, permette di costruire la macchina a vapore e dall’agricoltura si passa a un’economia basata sull’industria.

Nel 1901 si comincia a vedere il lavoro della Fondazione Nobel. E interessante notare come gli storici collochino la storia della chimica moderna tra il 1901 e il 1950: dopo quest'anno la chimica diventa contemporanea, molto più settoriale e decisamente separata dalla fisica. La presa di coscienza del fenomeno ufo avviene dunque in un clima post-bellico di risalita economica e di spinta scientifica, e per questi motivi viene inquadrato subito come fenomeno tecnologico. L’ufo di Kenneth Arnold è un piatto volante, una macchina con ruote e bulloni che mostra il suo aspetto tecnologico.

In questo contesto storico non ci si chiede se l’ordigno sia terrestre o extraterrestre, ma ci si limita subito a prendere coscienza della presenza del fenomeno, che ora può far presa sui mass media.

Quindi, anche se il fenomeno era presente sullo scenario terrestre sin da tempi precedenti, non esistevano i prerequisiti per poterne prendere atto. È peraltro probabile che tale fenomeno si sia manifestato sul nostro pianeta anche in un passato remoto, come sostengono alcuni studiosi di tale argomento, ma l’interpretazione che ne venne data all’epoca fu solo in chiave prettamente magica, come l’intervento di alcune divinità, comprensibili e accessibili solamente ad alcuni maghi o sacerdoti, unici anelli di congiunzione tra una visione animistica della natura e gli altri mortali. La scienza e la comprensione della natura non erano per tutti ma, in quel contesto storico, venivano riservate agli eletti. Un linguaggio chimico, per esempio, è ermetico, cioè serve solo a farsi capire tra cultori del sapere, perché chi ha il sapere ha anche il potere. È Mago Merlino che influenza Re Artù e non il contrario.

Nel 1900, invece, il rapporto tra Stato e scienza è completamente capovolto. Lo Stato riconosce lo scienziato solo se è al servizio del potere e a prescindere dal suo valore. Così, l’uomo di scienza, per poter indagare la natura, ha bisogno di soldi che gli vengono assegnati solo e solamente se esiste un riscontro di natura finalizzata. La figura carismatica dello scienziato non basta più a garantire l’autonomia della ricerca scientifica. Un gruppo di fisici che costruisce la bomba atomica a Los Alamos avrà un bel da fare a dissociarsi dall’uso che il potere politico americano ne vuol fare. Sarà fatica sprecata: il laboratorio viene smembrato e il gruppo diviso. E allo stesso modo si assiste alla presenza di scienziati in accordo forzato con il potere di Hitler, durante l’ultima guerra mondiale in Germania.

E inevitabile che una sparuta minoranza non accetti il ruolo succube della scienza rispetto alla politica; nascono così due correnti di pensiero che porteranno a dichiarazioni contrastanti sull’esistenza del fenomeno ufo.

Dal 1947 al 1950 circa, il mondo sta a guardare: gli eventi ufologici si ripetono in rapida successione fino a che l’opinione pubblica, impressionata da tanto apparire, non comincia a rumoreggiare e a chiedere delle risposte. Dato che il fenomeno viene letto in chiave tecnologica, le risposte sono domandate agli scienziati di governo. I primi “goffi” tentativi delle autorità americane cercano allora di coprire il fenomeno, di ignorarlo, di stendere un coverup su tutta la vicenda.

Si bloccano le notizie in tv

Si bloccano le notizie in tv, si minacciano giornalisti, si mandano in frettolosa vacanza alti graduati dell’esercito. E il coverup ha un discreto successo. La ricerca sul problema si riduce a due tronconi nettamente separati, con diverse finalità.

Esiste quindi una ricerca scientifica del potere costituito, segreta e finalizzata, e una ricerca scientifica privata, portata avanti dai primi importanti gruppi privati. Sono gli anni della commissione segreta Majestic 12, composta da dodici membri e capeggiata dal presidente degli usa in persona. Tale commissione sviluppa una strategia di contenimento delle informazioni, seguendo la regola di dare massimo risalto alle notizie false senza dare notizie su eventi ufologici reali.

Dai documenti, allora segretissimi e oggi solo in parte declassificati, sembra che si possa evincere un primo dato tecnico: gli ufo ci sono e sono fenomeni esogeni al pianeta Terra.

I più importanti gruppi privati nascono anch’essi negli anni Cinquanta, e sono I’apro (1952) e il nicap (1956). I dati di queste due organizzazioni all’inizio constano di testimonianze, che in seguito si arricchiscono di dati tecnici quali foto, filmati, ecc.

Ed è proprio nel 1957 che a Ubatuba, in Brasile, alcuni pescatori raccolgono dei residui di provenienza ufologica che vengono poi analizzati dall’APRO. Si tratta della prima vera analisi chimica che sia stata effettuata e di cui si abbia notizia. L’organizzazione di Coral Lorenzen consegna inoltre il reperto a un ufficiale dell’usAF, e da allora non se ne sa più nulla! Bisognerà attendere il 1971 perché a Lille un reperto per molti versi analogo a quello brasiliano venga studiato. Anche qui si tratta di Mg (Magnesio) e Al (Alluminio), ma la percentuale isotopica del Mg risulta differenziata da quella terrestre (analisi effettuata nel 1975 dai laboratori del cnrs di Nancy).

Il significato di queste due analisi non appare subito chiaro agli inquirenti. Si tratta di Mg extraterrestre, senza alcun dubbio.

È la prima vera prova di una contaminazione extraterrestre sul nostro pianeta, escludendo gli impatti meteorici. Soprattutto nel caso di Lille, non possiamo parlare di meteore perché l’oggetto che lascerà queste impronte sul terreno si rialzerà con i propri mezzi e riprenderà quota, davanti allo stupore di molti testimoni. La scienza ufficiale, quella - per intendersi - che tiene mano al potere costituito, non prende posizione fino alla costituzione, ormai resasi obbligatoria, di una commissione di studio detta commissione Condon (1966), che in due anni di attività concluderà che il fenomeno praticamente non esiste. Per capire a fondo il perché di tale risultato, bisogna ricordare che la commissione Condon era sì privata, ma finanziata dallo stato governativo statunitense. Si tentava così di far apparire tale commissione non collusa con il governo degli usa, ma era chiaro che a pagare fosse comunque il potere costituito. La commissione Condon nasce come antagonista dell’organismo militare Blue Book, che da tempo seguiva il fenomeno e cercava disperatamente di affossarlo (1952, 1969). I componenti della commissione Condon erano: il prof. E.U. Condon, laureato in filosofia e fisica; il dott. R. Low, filosofo; il dott. P. Roach, astrofisico; il dott. S.W. Cook, filosofo e psicologo; il prof. D. Saunders, filosofo e psicologo; il dott. W. Blumen, astrofisico; il dott J.H. Rush, meteorologo; il prof W. Hartmann, astronomo ed esperto in filosofia; il dott. M.D. Altshuler, astrofisico; la dottoressa A. Lee, psicoioga; il prof. M. Rhine, psichiatra; il dott. W. Scott e il dott. J. Wadszorth, entrambi psicologi. Vengono dunque scelti psicologi, e non chimici, fisici, biologi, spettroscopisti, ecc. Perché? È evidente che il potere costituito non vuole fare degli ufo un problema di pubblico dominio e tenta di depistare le ricerche in tale campo. Non dobbiamo dimenticare che la strategia usata prende le mosse da un libro di C.G. Jung, pubblicato nel 1958, che parla del problema ufo in chiave mitologica moderna. La ricerca di Jung tende a sottolineare come gli esseri umani, dopo la Seconda guerra mondiale, stiano passando un periodo di introversione in cui i vecchi valori devono essere sostituiti da nuovi. Così, le vecchie religioni, non più adatte ai tempi attuali, non sono più un punto di riferimento e vengono abbandonate o, meglio, i vecchi dèi, i vecchi dogmi, vengono adattati attraverso un processo di dissonanza cognitiva a nuove ideologie, nelle quali al dio religioso viene sostituito un “dio tecnologico”. Ed ecco che attraverso un processo psichico dalla matrice endogena, il fedele cattolico diventa fedele contattista, cioè colui che è stato contattato dal dio extraterrestre e tecnologico che gli affiderà messaggi dal contenuto pseudocristiano ancorché in chiave puramente tecnologica.

Dal 1958 al 1969, anni di contestazione di massa dei vecchi valori, la teoria di Jung sembra calzare a pennello: nascono nuovi movimenti religiosi, si cercano nuovi punti di riferimento. In questo decennio, gli ufo vengono incarnati dagli extra-terrestri venusiani buoni, che lanciano messaggi di pace quale testimonianza dell’esistenza di un mondo migliore, all’insegna quindi della speranza. Ed è in quest’ottica che il potere decide di procedere con la commissione Condon. Questo gruppo di scienziati del potere ha lo scopo di avallare in tutto e per tutto le idee di Jung, facendo passare il fenomeno ufo per un fenomeno endogeno all’uomo, in un momento storico di riflessione in cui l’uomo tende a giudicare se stesso. Gli anni Sessanta, non dimentichiamolo, sono anni di introspezione profonda: si contesta tutto e tutti, ma in fondo non vengono proposti valori veramente nuovi. La commissione Condon cerca di trasformare il fenomeno ufo, riconducendolo interamente a una forma esteriore di malessere psicologico. A posteriori, su questo punto possiamo dire due cose:

  1. La scelta governativa è stata una scelta intelligente, che ha temporaneamente funzionato gettando discredito su quanti, scientisticamente, credevano nell’esistenza di una fenomenologia ufologica quale manifestazione esogena alfuomo.
  2. C’è inoltre da sottolineare come, in questo periodo, i film di fantascienza dipingano gli abitanti di mondi extraterrestri in due modi fondamentali. I venusiani buoni, fatti come noi, più evoluti, morali, ecologisti, positivi, incarnanti il nuovo deus ex machina degli anni Cinquanta. I marziani brutti, cattivi, amorali, incarnanti in tutto e per tutto la parte meschina dell’uomo, con lo spettro incombente di una terza guerra mondiale!

Insomma, si tenta consapevolmente di far credere all’uomo che gli ufo sono dentro di lui e ne costituiscono la parte buona ovvero quella cattiva, ma sempre e comunque solo fantastica. Da un lato, quindi, i gruppi privati sembrano sostenere che il fenomeno esiste ed è tecnologico; dall’altro gli scienziati di Stato tendono ad avvalersi della frenesia di molti mitomani per dimostrare che gli ufo sono dentro di noi.

Però si scopre ben presto che la psicologia non basta per mettere a tacere il fenomeno. Se, da un lato, i cosiddetti cubisti hanno inconsapevolmente dato una mano al governo degli usa per gettare il discredito sugli ufo, dall’altro, nell’espletare questa funzione, si sono dovuti accaparrare uno spazio su giornali e televisioni.

Ora, bisogna sottolineare che per il potere costituito il fenomeno del cultismo può rappresentare un grosso problema a livello sociologico, in quanto tende a sostituirlo con altri capiche non sarebbero solo politici ma anche religiosi. Stati-Chiesa come per esempio l’Iran, l’Iraq, il Vaticano o Israele non soffriranno mai del problema del cultismo poiché i loro governi sono l’incarnazione della divinità.

Negli stati protestanti come quelli anglosassoni, il fenomeno del cultismo non solo è più radicato, ma anche politicamente in concorrenza col potere costituito. Per questo, se da un lato il cultismo ufologico dà involontariamente una mano al potere nello screditare il vero problema di natura tecnologica che si cela dietro agli ufo, dall’altro nuoce al potere costituito stesso.

Una volta per tutte, non ci si può più affidare alle psicosi per demonizzare il fenomeno ufo poiché questa tattica solleva, a nostro avviso, altri vespai difficilmente controllabili. Il governo usa mette quindi in ballo l’autorevole professor Menzel (H. Donald) che, nel decennio 1950-1960, rappresenta l’oppositore scientifico più accanito della realtà degli ufo. La sua strategia è un’altra: tutti i fenomeni che non sono spiegabili con le paranoie degli americani, e ce ne sono tanti, vengono interpretati sotto forma di fenomeni naturali. Vengono così spiegati anche fatti accaduti qualche anno prima: le luci di Lubbock sarebbero luci riflesse dalla Terra su strati di aria calda prodottasi in quota per un fenomeno di riflessione termica. Si parlerà di palloni sonda, di fulmini globulari, di aurore boreali, ecc.

Non mancano ovviamente le prese di posizione contrarie: i vari ricercatori, non militari e non del potere, come il chimico e fisico E.I. McDonald, si schierano contro le ascientifiche fantasticherie di Menzel e di Klass. Ad ogni modo, dopo cinque anni di dura battaglia che, come sempre, provoca crescente rumore, McDonald si “suicida” in una sperduta località del deserto dell’Arizona (1971).

Ad ogni colpo inferto dagli scienziati di Stato si controbatte con le ricerche dei gruppi privati. Dal 1950 al 1973 gli eccentrici oggetti volanti sconosciuti lasciano cadere al suolo una strana sostanza biancastra che, con i mezzi di allora e per quanto possibile, viene analizzata: si trova materiale organico per il 95 % e il 5 % di sali inorganici, con la presenza di potassio, silicio, calcio, fosforo (12 ottobre 1973, Sudbury Massachusetts).

Il 27 febbraio 1954, a Firenze, dopo il passaggio di un folto stuolo di strani oggetti volanti, cadono questi strani filamenti.

Il prof. Canneri dell’ateneo fiorentino conduce le analisi chimiche. Si tratta di un probabile vetro borosilicico. I ricercatori privati dunque dimostrano chiaramente che: 1) il fenomeno non è sempre frutto di fantasie collettive (endogeno) e 2) non può ascriversi a fenomeni naturali (gli stessi fulmini globulari, oggi come oggi, non si sa cosa siano).

Ed è in questo momento storico che, come contro-risposta, nasce la versione tecnologica terrestre. Si tratta di armi segrete terrestri, dice il giornalista aereonautico Marcello Coppetti (1978); si tratta di armi segrete di Rider, dice in ben tre libri Renato Vesco, esperto in problemi di aereonautica (1968).

Negli anni Settanta il massiccio lavoro di pochissimi ricercatori privati mette in evidenza che il fenomeno ufo non può essere relegato a un semplice fenomeno psichico-religioso, né a un fenomeno naturale, peraltro ancora sconosciuto.

Solo ora, quindi, nascono gli ufo, gli oggetti volanti identificabili perché frutto di una tecnologia segreta ma terrestre. Neanche questa teoria viene però realmente presa in considerazione dai mass media, per due sostanziali ragioni. La prima è che negli anni Settanta un segreto militare, per esplicita dichiarazione dell’allora capo della cia, non poteva durare più di venticinque giorni; la seconda, perché una particolare branca dell’ufologia che studia i fenomeni ufo del passato (cioè in un periodo antecedente al 1947), detta clipeologia, cerca di dimostrare che tutta questa fenomenologia risalirebbe addirittura alla preistoria umana. Ma, come si può facilmente osservare, se da un lato gli argomenti degli scienziati di Stato sono quanto meno tendenziosi (il nome dello stesso Menzel compare quale componente di spicco nell’allora commissione segreta m 12, e lo stesso scienziato americano in visita in Italia rilascerà ad alcuni autorevoli testimoni dichiarazioni private sugli ufo diametralmente opposte a quelle poi da lui stesso pubblicate), gli argomenti dei ricercatori privati sono troppo soft per essere presi in seria considerazione dall’opinione pubblica. Non dimentichiamo, infatti, che nessun reperto del Mg di Ubatuba è più disponibile, in quanto l’unico esemplare rimasto viene fatto cadere in un tombino delle fogne francesi dall’eminente ricercatore J. Vallèe in circostanze quanto mai ridicole, mentre per il reperto di Lille bisognerà attendere il libro di J.C. Bourret del 1977 perché qualcuno si accorga che si sta parlando di isotopi del Mg. Certo, esistono le foto, ma possono essere false; esistono le testimonianze, ma possono essere poco credibili; esistono le tracce sul suolo, ma di scientifico non esiste nulla, e chiunque o qualunque cosa avrebbe potuto crearle.

Si sviluppa un nuovo metodo di analisi dei fenomeni su base statistica

Negli anni Sessanta, però, si sviluppa un nuovo metodo di analisi dei fenomeni su base statistica, come conseguenza del fatto che i computer cominciano a diventare abbastanza potenti per poter elaborare in tempo reale masse di dati sufficientemente grandi per descrivere con esattezza i fenomeni fisici. Bisogna sottolineare che la statistica è una metodologia di elaborazione del dato utilizzata quando non si può parlare di evidenza certa di un evento. Si tende quindi a correlare un evento con altri eventi noti (i.e. certi). Se il risultato di questa analisi conduce all'esistenza di una qualsiasi correlazione, l’evento che stiamo studiando deve esistere, semplicemente perché esiste una correlazione di matematica che lo descrive. Negli anni Settanta e Ottanta, gli ufologi privati si lanciano alla ricerca di queste correlazioni ma, con vicende ad alterne fortune, non le trovano.

Risulta un vero fallimento la correlazione luce, luminosità, velocità, forma, dimensione. L’ortotenia, sostenuta per qualche anno dal francese A. Michel, cioè l’idea che gli ufo seguissero delle rotte stabilite seguendo delle linee dette Bavic o Soupo, fallisce miseramente. In questa fase di sviluppo assistiamo a un uso scorretto e strumentalizzato della stessa statistica da parte degli ijologi, che nascono come movimento in contrapposizione agli ufologi negli anni Settanta, soprattutto in Inghilterra e in Francia. La strumentalizzazione del dato statistico da parte di questi ricercatori è fin troppo evidente. Si sa già, in parole povere, dove si vuole andare a parare, e si scelgono quelle correlazioni che avallano l'idea di partenza.

Questi goffi tentativi di modificare artificiosamente la descrizione del fenomeno possono essere facilmente smascherati, poiché soffrono di un certo numero di vizi di forma. Quasi sempre si mettono in relazione tra loro soltanto due parametri, e così i dati finali sono suscettibili di avere sempre molteplici interpretazioni. Inoltre, sovente non si cercano correlazioni tra quelle grandezze fisicamente misurabili, e perciò tra loro compatibili - si pensi alla velocità di questi oggetti e al loro assetto nello spazio, relazione che peraltro esiste - ma si cerca di correlare per esempio il numero di oggetti visti in un unico spazio-tempo con il numero di testimoni presenti. Qualsiasi relazione tra queste due variabili può essere interpretata in più modi. Per esempio, se tante persone raramente vedono tanti ufo insieme, questo può essere interpretato come segue: il raro fenomeno di avvistamento di un singolo può essere ascrivibile a fenomeni naturali non noti perché, quando aumentano i testimoni, aumenta l’indice di credibilità del caso; con l’analisi di tutti i fenomeni, si nota che la maggior parte sono visti da poche persone, e quindi la maggior parte dei fenomeni ufo sono poco credibili. Gli ufologi, inoltre, tentano di sfruttare un altro aspetto della statistica: l’indagine sociale.

Il passato ci ha visti partecipi di alcune di queste indagini: Doxa in Italia, Gallup in Inghilterra e in Francia.

Bisogna però sottolineare che non esiste alcuna relazione tra il fenomeno fisico ufologico e il fatto che i giovani vedano più ufo dei vecchi, come invece qualcuno vuole farci credere. Per fortuna, lavori statistici di più alta levatura sono stati fatti in questi ultimi anni (1987), e prendono in esame diversi gruppi di variabili confrontandoli tra loro, come nel lavoro del prof. Willy Smith.

Tali analisi mostrano correlazioni strette tra il fenomeno j e alcuni gruppi di variabili, dimostrando l’esistenza del fenomeno stesso. La statistica, però, ha un grosso difetto: non fa presa sui mass media perché, non parlando di dati certi ma solo di probabilità, viene interpretata come una "non soluzione” del problema.

Siamo così arrivati agli anni Ottanta e Novanta. Questi anni rappresentano una svolta per la ricerca nel campo ufologico, e questa svolta è dovuta al fatto che enti privati, come il cun (Centro Ufologico Nazionale) in Italia, possono permettersi l’utilizzo del computer, ormai divenuto alla portata di molti. Inoltre, in questo periodo il lavoro di promozione, le conferenze, le trasmissioni radiotelevisive e i congressi, portano l’argomento ufo non solo nelle case dei comuni cittadini, ma anche nelle case dei professori universitari, alcuni dei quali seriamente interessati al fenomeno. Gruppi privati acquistano così un bagaglio di conoscenze e consulenti vari che ne aumentano le potenzialità.

In questo modo, quando un’ondata di avvistamenti invade il Belgio (1989-90) e la Russia (1989-90), vengono studiati nuovi dati e fatte nuove acquisizioni. In particolare due casi, accaduti sul territorio nazionale vicino a Napoli (Ciccia 1990 e Luogosano 1989), portano un contributo quanto mai incisivo alle analisi chimiche effettuate in passato.

In questi due casi, le analisi messe a punto dal cun (Centro Ufologico Nazionale) mettono in evidenza, per la prima volta, la presenza di microonde di forte intensità che il fenomeno aereo anomalo avrebbe prodotto nel terreno contaminato. Si riscopre così che anche le analisi effettuate in Francia dal gepa (cnes), ora nominato sepra, in località Valsole (1965), danno come conclusione la probabilità effettiva di trovarci di fronte a un terreno contaminato da microonde (qui le analisi furono effettuate sulla vegetazione impiegando principalmente la spettroscopia fiir).

Si ricollegano la forma, il colore e la trasformazione che ha subito la vegetazione a Soave (Verona 1988) durante un presunto atterraggio di ufo di fronte a numerosi testimoni. Le osservazioni compiute a posteriori portano a far credere che anche lì le microonde abbiano causato l’imbianchimento dell’erba e la variazione di cristallinità nel terreno.

Non mancano le sorprese nel caso di Luogosano: ripetute analisi, effettuate con i più sofisticati strumenti e le tecniche oggi disponibili, permettono di evidenziare tracce di Yb (itter-bio) sul suolo contaminato, proprio come nei pressi di Voronetz (ex ussr).

Questo dato risulterà di estremo interesse in quanto 1 Yb rinvenuto non proviene dal luogo dell’avvistamento, ed è assolutamente privo di altre impurità di metalli lantanidi, che lo accompagnano sempre a causa della sua difficoltà di purificazione.

Ad ogni modo, il risultato scientifico più importante è che viene messa a punto una serie di tecniche in grado di riprodurre quantitativamente e qualitativamente l’inquinamento da microonde in qualsiasi materiale. E fatta! Il fenomeno si può finalmente misurare in laboratorio e riprodurre, e quindi esiste.

Questi dati, confrontati con quelli di altri paesi, sono destinati a modificare l’atteggiamento della scienza ufficiale rispetto al problema. In Belgio, la sobeps già collabora da tempo con i militari, e l’esame delle tracce che questi oggetti lasciano sul radar sono allo studio del prof. Meessen.

In parole povere, la tecnologia dei gruppi di ricerca privati può andare avanti da sola e ha dimostrato l’esistenza del fenomeno UFO.

A questo punto della ricerca, le osservazioni dei testimoni devono essere rivalutate.

Una volta si poteva sospettare che la maggior parte dei testimoni degli avvistamenti ufo fosse costituita da visionari, perché si riteneva che il fenomeno non potesse esistere.

Ora, invece, le cose sono diverse. Il testimone che prima poteva essere denigrato e preso per matto, adesso è riconsiderato. Ebbene, proprio dall’analisi delle testimonianze vengono alla luce alcuni particolari tecnici del fenomeno.

Fenomenologia ufo

Un aspetto preliminare della fenomenologia ufo mette infatti in evidenza l’esistenza di fenomeni fisici analoghi a quelli prodotti da forti campi gravitazionali. Per esempio, quando alcuni testimoni si sono trovati di fronte a un ufo, hanno potuto constatare come tutti i tentativi di illuminare il fenomeno con le luci delle automobili o con una torcia elettrica risultassero infruttuosi per il piegamento del raggio luminoso. Peraltro, gli orologi di chi passa vicino a uno di questi fenomeni sembrano camminare più lentamente. Inoltre, i tentativi effettuati col computer grafico di ricostruire in ambiente cad (Computer Assisted Design) le luci e le ombre di alcune immagini di ufo fotografate in tutto il mondo, non riescono a ricomporre la giusta dilettanza di tutte le superfici del presunto ufo, poiché una di esse sembra assorbire tutta la luce emessa dal luogo circostante. Lo stesso effetto è mostrato da alcune foto di avvistamenti radarici, riportate nel famoso libro del prof. J.H. Hynekl, dove si può notare come Tufo, registrato dal radar, ne assorba anche il rumore di fondo, cioè la radiazione di fondo. Gli ufo, quando si muovono, non spostano il fluido (aria o acqua che sia) che li circonda, ma girano intorno al loro asse di simmetria cooh. Insomma, per farla breve, la presenza di questi fenomeni è sempre accompagnata da una serie di fenomeni fisici (vedi i disturbi di natura elettromagnetica).

Questo testo è estratto dal libro "Gli UFO nella Mente".

Ti è piaciuto questo articolo? Rimani in contatto con noi!

 

Gli articoli più letti
Gli ultimi articoli pubblicati
IN QUESTA SEZIONE:
Articolo consigliato:

Gli UFO nella Mente

-15%
Gli Ufo nella Mente Corrado Malanga

Corrado Malanga

In un crescendo emotivo sempre più coinvolgente, quest’opera costituisce una delle testimonianze italiane più accurate e toccanti del fenomeno... continua