Anteprima del libro "Fare Pace con Se Stessi" di Osho
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Anteprima del libro "Fare Pace con Se Stessi" di Osho

Il prezzo del risveglio

Sete di verità

"Osho,

quali sono le qualità di un ricercatore della verità?

Ogni bambino nasce con un'innata sete di verità. Non è qualcosa che si impara o si adotta più tardi nella vita. Verità significa semplicemente: «Esisto, ma non so chi sono». E la domanda è naturale: «Devo conoscere la realtà del mio essere!», non è una curiosità.

Queste sono le tre differenze... o meglio le tre categorie, in cui il mondo può essere suddiviso: ci sono cose che esistono, ma che non sanno di esistere e di conseguenza non c'è in loro alcuna apertura verso la ricerca. Sono chiuse, la loro esistenza è priva di finestre.

Poi ci sono gli animali che sanno di esistere, ma non hanno l'intelligenza per indagare su ciò che sono. Le finestre sono aperte, ma la loro intelligenza non è sufficiente a guardare fuori e vedere le stelle, il cielo, gli uccelli e gli alberi; che le loro finestre siano aperte o chiuse non fa molta differenza, però ogni tanto qualche raro animale usa quella finestra...

Ashram di Sri Ramana Maharshi

È accaduto nell'ashram di Sri Ramana Maharshi, una delle persone più significative del Ventesimo secolo... non era un maestro, per questo la gente non ne ha mai sentito parlare, Gurdjieff e Krishnamurti sono più conosciuti. Nessuno sa più nulla di lui, sebbene molti abbiano familiarità con Sri Aurobindo e Ouspensky che erano soltanto degli insegnanti, insegnanti con una notevole profondità, ma non mistici.

Ramana Maharshi era un lago silenzioso di energia. Ogni mattina era solito sedersi per un satsang silenzioso, una comunione; non parlava mai molto, a meno che non gli chiedessero qualcosa, e anche allora le sue risposte erano molto brevi... avevano profondità, ma dovevi essere tu a cercare: non erano delle spiegazioni. Le sue opere si limitano a due o tre opuscoletti. Il suo insegnamento consisteva per lo più nell'essere in silenziosa comunione con i discepoli e naturalmente, solo pochissime persone trassero beneficio da lui.

Ma ogni mattina, quando lui e le persone presenti si sedevano in silenzio, arrivava sempre anche una mucca che rimaneva fuori, ma sporgeva il collo all’interno, attraverso la finestra e rimaneva lì per tutta la durata del satsang.

Andò avanti così per anni: la gente andava e veniva, arrivavano nuove persone, ma la mucca rimaneva una presenza costante... e all'ora esatta, mai in ritardo! E quando il satsang finiva, lei se ne andava.

Un giorno non si presentò e Ramana disse: «Oggi il satsang non può accadere, perché il mio vero pubblico è assente. Temo che la mucca sia molto malata, o forse è morta, e devo andare a cercarla».

Viveva su una montagna nel Sud dell'India, ad Arunachala. La mucca apparteneva a un povero taglialegna che viveva nei pressi dell'ashram. Ramana lasciò il tempio dove erano soliti incontrarsi, andò dal boscaiolo e gli chiese: «Cos'è successo? La mucca oggi non è venuta per il satsang».

Il taglialegna disse: «È molto malata e ho paura che stia morendo, ma continua a guardare fuori dalla porta, come se stesse aspettando qualcuno. Forse ti sta aspettando, sta aspettando di vederti per l'ultima volta. Forse è per questo che non è ancora morta».

Ramana entrò e c'erano lacrime negli occhi della mucca. E morì felice, con la testa in grembo a Ramana Maharshi.

Questo è accaduto nella nostra epoca. Ramana la dichiarò illuminata e disse ai suoi discepoli che avrebbero dovuto costruirle un bel monumento alla memoria.

Illuminazione

E molto raro che gli esseri umani si illuminino, ma è quasi impossibile che succeda agli animali, però quella mucca raggiunse la realizzazione; non rinascerà. Partendo dal corpo di una mucca ha oltrepassato tutto il mondo dell'umanità, è passata davanti e si è unita ai buddha. Quindi, una volta ogni tanto - ci sono solo pochi casi - accade, ma non si può dire che sia la regola, è solo un'eccezione.

Le cose esistono, ma non sanno di esistere. Gli animali esistono, sanno di esistere, ma non hanno l'intelligenza per chiedersi chi sono. E non è una cosa di cui meravigliarsi, milioni di esseri umani non si pongono mai questa domanda... e costituiscono la terza categoria.

L'uomo esiste, è consapevole del fatto di esistere ed è in grado, per nascita, di indagare su ciò che è. Quindi non è qualcosa da imparare, coltivare, stimolare attraverso l'educazione, ma una ricerca che porti con te dalla nascita: tu sei quella ricerca!

La società distrugge

La società ti distrugge. Ha modi e mezzi molto sofisticati per distruggere la tua ricerca, per rimuovere la domanda dal tuo essere, o almeno per nasconderla. E il metodo che utilizza è questo: prima che il bambino si sia mai chiesto chi è, gli viene fornita la risposta. E ogni risposta che arrivi prima che la domanda sia stata posta è inutile, è destinata a essere solo un peso.

Gli viene detto che è un'anima, che è uno spirito, che non è un corpo, che non è un essere materiale. Oppure, nei Paesi comunisti, gli dicono che è un corpo, unicamente materia, e che solo ai vecchi tempi, per paura e ignoranza, la gente credeva di avere un'anima: era soltanto una superstizione. Ma in entrambi i casi, il bambino riceve una risposta per qualcosa che non ha chiesto. La sua mente è delicata, pura... e lui si fida di sua madre, di suo padre, non ha alcun motivo per non fidarsi. Inizia un percorso fatto di credenze, di fede e credere uccide la ricerca della verità. Il bambino diventa sempre più pieno di conoscenze; poi arrivano la scuola, l'educazione religiosa e non c'è più fine a quest'accumulo di conoscenze. Ma tutte queste conoscenze sono inutili, non solo inutili, ma velenose, perché già il primo passo è andato storto: non era stata posta alcuna domanda e già la risposta era stata impiantata nella sua mente... e da allora non ha fatto altro che raccogliere sempre più risposte; ha completamente dimenticato che qualsiasi risposta che non sia il risultato di una domanda è priva di senso.

La qualità di un ricercatore della verità

Quindi l'unica qualità di un ricercatore della verità è che non crede, che non è un credente; è pronto a essere ignorante, a non sapere, piuttosto che essere colto, perché l'ignoranza almeno è naturale, semplice, innocente. E per chi non sa sussiste la possibilità, quasi la certezza, che nasca la domanda, che il viaggio abbia inizio. Ma con la conoscenza ti perdi in una giungla di parole, teorie, dottrine, dogmi; ce ne sono così tanti e sono talmente in contraddizione tra loro, che presto ti ritroverai sempre più confuso... sempre più colto e sempre più confuso.

Per quanto mi riguarda, la qualità fondamentale di un ricercatore della verità è quella di prendere le distanze da tutti i sistemi di credenze, da tutte le conoscenze prese a prestito; in altre parole: avere il coraggio di non sapere piuttosto che prendere in prestito la conoscenza. L'ignoranza ha una sua bellezza; almeno è tua, è autentica, onesta. È nata con te: è il tuo sangue, le tue ossa, il tuo midollo.

La conoscenza è brutta, pura immondizia. Ti è stata riversata addosso dagli altri, ma sei tu che ne porti il peso, ed è tale che non ti lascerà alcuna possibilità di scoprire per tuo conto cosa sia la verità: la tua collezione di conoscenze subito risponderà che questa è la verità. Se ti hanno riempito di Sacra Bibbia, alla domanda risponderà la Sacra Bibbia. Se ti hanno riempito di Veda, la risposta spunterà dai Veda. In ogni modo arriverà da qualche sorgente esterna a te, non sarà una tua scoperta. E ciò che non è una tua scoperta non ti appartiene.

La ricerca della verità

La verità porta con sé la libertà, perché è una tua scoperta; ti rende pienamente un essere umano, altrimenti resti al livello degli animali: esisti, ma non sai chi sei.

La ricerca della verità è di fatto la ricerca della realtà del tuo essere!

E una volta entrato nel tuo essere, sei entrato nell'essere del Tutto, perché alla periferia siamo diversi, ma al centro ci incontriamo, siamo uno. E possibile disegnare molte linee rette dalla periferia di un cerchio verso il centro. Quelle rette hanno una certa distanza l'una dall'altra, alla periferia, ma avvicinandosi al centro la distanza diminuisce sempre di più e scompare raggiungendo il centro.

Al centro siamo uno. Alla periferia dell'esistenza sembriamo separati. E conoscere la verità del tuo essere significa conoscere la verità del Tutto.

La singola qualità

Esiste una sola qualità, un solo coraggio: non avere paura di non sapere. Su questo punto non può sussistere alcun compromesso: niente conoscenze a buon mercato e prese in prestito per travestirti da grande saggio! Basta! Sii semplicemente puro, naturale e da quella purezza, naturalezza, ignoranza e innocenza, non può che prendere vita la ricerca della verità.

Ogni essere umano sarebbe un ricercatore di verità, se la società non influenzasse i bambini. I bambini sono la categoria più danneggiata, oppressa, sfruttata e deformata tra tutte; e la più indifesa. E voi tutti vi approfittate della vulnerabilità dei bambini piccoli, ma non siete nemmeno voi i responsabili: avete subito lo stesso trattamento. È difficile stabilire chi è il responsabile in origine, ma per quanto sia possibile risalire nel tempo, questa è sempre stata la situazione: ogni generazione corrompe la nuova generazione e chiunque provi a evitare questa corruzione è condannato perché “corrompe i giovani”.

Socrate fu condannato per aver corrotto i giovani e tutto ciò che faceva era un semplice processo: rimuovere le conoscenze prese in prestito e aiutare i suoi discepoli a essere se stessi e quindi a “conoscere se stessi”. Se qualcuno ha mai servito la verità il più sinceramente possibile, questo era Socrate; ma è stato condannato dal tribunale, dalla legge e dalle persone al potere, per corruzione, per aver corrotto le menti dei giovani.

Stranamente, nella terra di Socrate, anch'io sono stato accusato di corrompere le menti delle persone. Sembra che la “tecnologia” per corrompere i giovani si sia evoluta enormemente in duemila anni, perché Socrate ci aveva messo tutta la vita, ma io sono rimasto in Grecia solo due settimane! E l'arcivescovo stava già minacciando di bruciare la mia casa e di lapidarmi!

Come mai hanno tanta paura? Perché sanno perfettamente di non avere un vero fondamento. Quindi, se una persona mostra ai giovani che le loro conoscenze sono infondate, che tutte le loro risposte sono false perché non hanno nemmeno delle domande; ripetono solo le cose a pappagallo, ma non hanno alcuna comprensione di ciò che stanno dicendo... chiunque abbia un po' di intelligenza sarà in grado di capire immediatamente.

Questa è corruzione dei giovani? Portare le persone alla ricerca della verità è corruzione. A quanto pare è il crimine più grande nel mondo in cui, purtroppo, viviamo."

Osho

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