Anteprima del libro "I Rothschild e gli Altri" di Pietro Ratto
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Anteprima del libro "I Rothschild e gli Altri" di Pietro Ratto

Dal governo del mondo all'indebitamento delle nazioni, i segreti delle famiglie più potenti del mondo

I ROTHSCHILD OGGI

Nel 1992 la rivista «Fortune» ha inserito Edmond Rothschild nel suo elenco mondiale dei miliardari, che comprendeva 223 nomi. Edmond figurava al numero 202, con un patrimonio di 1,1 miliardi di dollari. Molti hanno pensato che la cifra fosse stata approssimata per difetto, trattandosi dell’uomo più ricco di Francia.

«Edmond poteva donare milioni di dollari alla volta, per esempio a Israele, impegnata in una guerra [...]. La sua Israel General Bank (che gestiva capitali e affari) era la più solida del Paese»

Il Club Méditerranée è stato per Edmond un’imponente fonte di arricchimento, così come la sua Banque Privée di Ginevra e l’attività vinicola rappresentata dagli immensi vigneti di Château Clarke, Château Malmaison e Château-Peyre Lebade, a cui si sono aggiunti, più di recente, quelli di Château des Laurets, nel Bordeaux. La sua Compagnie Financière parigina, poi, risulta essere la quarta più grande a livello mondiale in fatto di privatizzazioni. La compagnia ha sviluppato filiali in tutto il mondo e lavora in piena sintonia con le altre banche del gruppo Rothschild in mano ai vari fratelli e cugini. A questo proposito, la famiglia, che secondo R. de Ruiter detiene, tra l’altro, il 53% delle azioni della Federal Reserve, si è riunita, associandosi nella Rothschild & Cie.

L'unica soluzione: unire le forze

Edmond è morto nel 1997, lasciando erede universale il suo unico figlio Benjamin, nato nel 1963. Quanto a David, egli è l’artefice di un vero e proprio progetto di riavvicinamento tra la sua Rothschild & Cie Banque e la Natan Mayer Rothschild di Londra, anch’essa impegnata, negli ultimi decenni, nel campo delle privatizzazioni. La N.M. Rothschild, infatti, è stata consulente del governo britannico per la vendita della quota azionaria statale della British Petroleum e ha assistito la British Telecommunications nel suo processo di privatizzazione.

Invece di competere con le americane Morgan Stanley, Goldman Sachs e First Boston, così come con le francesi Paribas, Suez, Crédit Lyonnais e Lazard, i Rothschild di Francia e Inghilterra hanno pensato all’unica soluzione possibile: unire le forze.

Nel 1992 David è stato nominato vicepresidente della N.M. Rothschild di Londra, la banca nei cui uffici, due volte al giorno, viene fissato il prezzo mondiale dell’oro. L’evento è stato subito ben compreso dagli analisti finanziari in tutta la sua straordinaria portata. David, infatti, si è messo nella condizione di succedere al cugino, il presidente Sir Evelyn Rothschild.

Un potere molto vicino a quello dei figli diretti di Amschel Mayer

Lottman, nell’opera più volte citata e risalente al 1994, rifacendosi per giunta a una valutazione del «Wall Street Journal», ha sostenuto che «[...] la nuova unità tra Londra e Parigi rappresenterebbe un’alleanza per certi versi simile a quella creatasi nel secolo scorso», alludendo alla ricostruzione di un potere molto vicino a quello dei figli diretti di Amschel Mayer.

Ebbene, dopo una serie di vicende particolarmente negative che hanno colpito la famiglia (come la morte improvvisa del quarantunenne Amschel, ultimo figlio di Victor ed erede dell’impero britannico dei Rothschild, trovato impiccato in una stanza del Bristol Hotel di Parigi nel 1996, o quella del ventitreenne Raphael, giovane manager dell’high-tech morto nel 2000 per overdose su un marciapiedi del quartiere newyorkese di Chelsea, sulla 10th Avenue), quest’eventualità si è verificata nel 2003. A 61 anni, David ha infatti assunto anche la guida della N.M. Rothschild, associata a quella francese nel nuovo Gruppo Rothschild.

Tutto, ormai, è gestito da Parigi?

Nel 2007, poi, la filiale londinese ha definitivamente venduto il suo pacchetto azionario al ramo francese. Tutto, ormai, è gestito da Parigi?

Stemma dei Rothschild

Lo stemma dei Rothschild 

Albero Genealogico Rothschild

L'albero Genealogico dei Rothschild 

 

In realtà, le cose sono ben diverse da quanto le “biografie autorizzate” della famiglia vogliano lasciar credere. Da un provvisorio (per quanto complicatissimo) studio sugli incroci tra i Rothschild e le altre grandi famiglie di banchieri ebrei che di fatto gestiscono l’economia globale, emerge un quadro davvero imponente del reale potere finanziario dello Scudo Rosso. Un potere costruito sui matrimoni tra le più antiche e ricche dinastie, in buona parte di ebrei ashkenazi, di cui stiamo per fare la conoscenza.

LA FAMIGLIA WARBURG

Antichissima famiglia di banchieri ashkenazi, originari di Venezia (inizialmente si chiamavano Del Banco), che successivamente presero il nome dalla città tedesca di Warburg, in cui si erano rifugiati in seguito alle persecuzioni dell’Inquisizione veneziana.

Nel 1895 Paul Warburg, erede dell’intero patrimonio economico-finanziario della famiglia, sposò Nina J. Loeb, figlia di Salomon Loeb, fondatore della grande banca americana Kuhn, Loeb & Co che avrebbe finanziato (e contemporaneamente portato al fallimento) lo zar Nicola II, come abbiamo visto nella sezione dedicata ai Rothschild. Nello stesso anno, il fratello Felix Warburg sposò Frieda Schiff, figlia dell’influente agente dei Rothschild Jakob Schiff, discendente dell’omonima famiglia di banchieri ebrei, che condivideva la casa natia del capostipite dei Rothschild, Amschel Meyer, a Francoforte.

Jakob Schiff era anche il direttore della suddetta Kuhn, Loeb & Co. La famiglia Warburg, insomma, risultava intrecciata con le principali dinastie della finanza ebrea. Lo zio di Paul, Sigmund Warburg (1835-1889), aveva sposato nel 1863 Theophilie Rosenberg, discendente della grande famiglia di ebrei russi, ricchissimi proprietari terrieri; la sorella di Theophilie, Anna, era invece andata in sposa al grande banchiere e barone Horace Günzburg (1833-1909), e i figli di Theophilie e di Anna, rispettivamente Rosa e Alexander Moses, si erano uniti in nozze tra loro, cementando così definitivamente l’unione tra i Günzburg e i Warburg.

Paul Warburg direttore della Wells Fargo

Nel 1910 Paul Warburg divenne direttore della Wells Fargo e nel 1914, su pressione del presidente americano Wilson, entrò nel primo Consiglio della nascente Federal Reserve americana, nata proprio su insistenza dello stesso Warburg. Egli, infatti, prendendo spunto dal famoso Panico del 1907, aveva molte volte teorizzato la necessità dell’istituzione di una Banca centrale americana. Il figlio di Paul, James Warburg, fu il consulente finanziario privato del presidente F.D. Roosevelt. Tre anni dopo, Olga Warburg, sorella di Paul e Felix, sposò Paul Kohn

Speyer, discedente dell’antichissima famiglia di banchieri ebrei Speyer, che prendevano il nome dall’omonima città, situata a 100 km da Francoforte, in cui era stata fondata la loro dinastia. Paul Kohn Speyer era presidente della Brandeis Goldschmidt di Londra e socio del suo titolare, Ernest Goldschmidt. D’altra parte, già il nonno materno dei tre fratelli Warburg era un Goldschmidt.

Carola Warburg sposa Walther Nathan Rothschild

Nel 1916 Carola Warburg, figlia di Felix e di Frieda Schiff, sposò Walther Nathan Rothschild, figlio di Simon Frank Rothschild (1861- 1936), nonché nipote di Frank Rothschild (1831-1897) e pronipote di Isaac Rothschild (1793-1887).

Una delle maggiori proprietà dei Warburg, a parte la potentissima banca MM Warburg, era la IG Farben, colosso nato nel 1925 dalla fusione di AGFA, Bayer (nei cui laboratori, nel 1897, Felix Hoffmann aveva inventato, a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, l’aspirina e l’eroina, sostanze chimiche delle quali la Bayer ottenne il brevetto), BASF e altre industrie chimiche minori.

Il primo direttore di IG Farben fu Carl Bosch, scienziato premio Nobel per la Chimica per aver messo a punto la sintesi dell’ammoniaca. La sede del gruppo fu stabilita in un palazzo costruito a Westend, gigantesco distretto privato di proprietà dei Rothschild all’interno della città di Francoforte

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