Anteprima del libro "Il Libro della Permacultura Vegan" di Graham Burnett
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Anteprima del libro "Il Libro della Permacultura Vegan" di Graham Burnett

Pratiche e ricette per mangiare sano e vivere in armonia con la terra

Permacultura e veganismo: i punti chiave

QUINDI, COS E LA PERMACULTURA?

il termine «permacultura» risulta dall’unione delle parole «PERMAnent» e «AGRIculture» (negli ultimi tempi, anche solo permenent culture, dal momento che nessun tipo di cultura può sopravvivere a lungo senza una base di agricoltura sostenibile o un uso etico del territorio). I concetti originali sono stati sviluppati alla fine degli anni Settanta da due australiani, David Holmgren e Bill Mollison, in risposta a quella che riconoscevano come una seria minaccia ecologica alla sopravvivenza di tutti noi. È un sistema di progettazione olistico - un modo di stabilire legami e connessioni, e vedere come gli elementi entrano in relazione gli uni con gli altri. Così facendo, possiamo organizzare sistemi che si autorigenerano, si automantengono, richiedono poche risorse e hanno una resa elevata, non sfruttano; sistemi che ci aiuteranno a crescere e a vivere nell’abbondanza, ma in modalità che soddisferanno i bisogni delle future generazioni come della nostra.

Oggi, probabilmente, la permacultura conta tante definizioni quanti sono coloro che la praticano, ma una particolarmente utile potrebbe essere: «Creare habitat umani sostenibili, seguendo i modelli della natura». La permacultura non significa dover capire una miriade di fatti, cifre, nomi latini e tecniche complicate, ma piuttosto riconoscere modelli e principi universali, e apprendere come applicare queste «ovvietà ecologiche» ai nostri stessi orti e alle situazioni quotidiane. Possiamo identificare gli schemi sottostanti che ricorrono in natura e apprendere come comprenderli e utilizzarli nel progettare sistemi ecologici.

Al cuore del concetto di permacultura c’è un insieme di principi etici, o «valori centrali», che sono parte integrante di tutte le nostre azioni e le decisioni sulla progettazione, e che le ispirano:

  • «Cura della Terra». (Riconosciamo la nostra Terra, Gaia, come la sorgente di ogni vita e di conseguenza la rispettiamo).
  • «Cura delle persone». (Ci supportiamo e ci aiutiamo gli uni con gli altri per evolvere verso stili di vita che non rechino danno a noi stessi o al pianeta; ci rendiamo conto che siamo parte della Terra, non siamo distinti da essa).
  • «Equa distribuzione delle risorse». (Controlliamo che le risorse limitate della Terra vengano usate in modo giusto e saggio, e ci assicuriamo di condividere i nostri surplus piuttosto che accumularli - ci sono abbastanza risorse per tutti i nostri bisogni, ma non per le nostre avidità).

Influenzati dai «teorici dei sistemi» come Howard T. Odum e Donella Meadows, i principi di progettazione della permacultura sono un insieme di linee guida derivate dallo studio sia del mondo naturale, sia delle pratiche funzionali per le società sostenibili non industrializzate, spesso per molti millenni. Dal momento che il picco del petrolio, i cambiamenti climatici e la natura precaria dei nostri sistemi finanziari attuali diventano via via più difficili da ignorare, possiamo applicarli a una varietà di circostanze e situazioni, per aiutarci a compiere una transizione verso un futuro che verosimilmente sarà a bassa energia, con basse emissioni di carbonio. Tali principi spesso riguardano il modo in cui affrontiamo le situazioni e possono essere dimostrati chiaramente applicandoli alle nostre cucine, giardini, piccoli appezzamenti, campi, boschi, frutteti e città.

Lavorate con la natura, non contro di essa

L’affermazione di Francesco Bacone, di inizio Seicento, che noi dobbiamo «piegare la natura alla nostra volontà» ha ispirato, per la maggior parte dell’età moderna, la relazione della nostra specie con questo fragile pianeta. Ora, in questi giorni di desertificazione, inondazioni, riscaldamento globale ed estinzione di massa, stiamo davvero vedendo come una simile filosofia non conduca da alcuna parte.

Investire sforzi enormi nel tentativo di «domare la natura», come per esempio arare per mantenere il suolo spoglio, non significa solo consumare energia in modo non sostenibile e distruttivo; è anche inutile, quando possiamo far fronte ai bisogni delle persone e dell’ambiente lavorando in armonia con i sistemi naturali.

La chiave è l’osservazione

In contrasto con la nostra cultura imperante di «fast food e rapide soluzioni», la permacultura significa dedicarsi a un’osservazione protratta e attenta, piuttosto che cercare soluzioni istantanee che spesso, sul lungo periodo, causano un ulteriore danno alla situazione.

Invece di affrontare precipitosamente quelli che di frequente sono sintomi superficiali, la prima domanda che un progettista in permacultura porrà è: «Cosa sta succedendo davvero qui?». Si verificano attacchi persistenti di afidi sui vostri fagioli di Spagna perché non avete applicato il pesticida corretto, o si tratta della manifestazione di uno squilibrio più sostanziale nell’intera ecologia del vostro orto?.

Gli alti livelli di criminalità nel circondario si contrastano meglio installando più telecamere a circuito chiuso nelle strade, o piuttosto affrontando malesseri sociali più profondi come ineguaglianza, povertà e alienazione?

Una buona osservazione significa guardare in modo olistico, esaminando tutte le funzioni e le caratteristiche delle piante, degli animali e degli esseri umani in un ambiente e come essi interagiscono gli uni con gli altri, spesso per periodi di tempo prolungati.

Imparate a sviluppare e a praticare la capacità di osservare prendendovi il tempo di rilassarvi, sedervi a terra e guardare, ascoltare, annusare, assaggiare, sentire e contemplare.

La progettazione, dallo schema generale al dettaglio

Sia nelle comunità presenti in natura, sia in quelle umane, gli schemi ricorrono nel tempo e nello spazio, in un numero quasi infinito di livelli. I modelli di ramificazione possono essere osservati nella forma e nella struttura di crescita di un albero, così come nel delta dei fiumi, nel sistema nervoso centrale e nel sistema circolatorio dei vertebrati.

La spirale è un modello di derivazione matematica, che può essere considerato in una scala che va dalle particelle subatomiche alle galassie, o dal fronte di avanzamento di una tempesta continentale fino alla disposizione dei semi su un fiore di girasole.

La posizione del sole in cielo, durante l’estate e l’inverno, determina la lunghezza delle giornate, le modalità di crescita delle piante e l’attività stagionale. Possiamo anche descrivere schemi sociali e umani che restano fondamentalmente invariati, a partire dalla preistoria: essi includono il nostro bisogno di rituali e di festività che segnino occasioni speciali o i cicli dell’anno, oppure l’importanza che, quasi inconsciamente, tributiamo alle storie e ai miti che trasmettono conoscenze intergenerazionali e valori culturali.

In un certo senso, gli schemi sono un insieme di regole e costanti che definiscono a grandi linee la forma, la funzione e il comportamento, sebbene allo stesso tempo permettano un infinito numero di variazioni nei dettagli, quando vengono riconosciuti. Per esempio, la maggior parte di noi riconosce un albero di quercia, se ne vede uno; riconosciamo immediatamente le caratteristiche foglie lobate, la corteccia grigiastra e fissurata e la tipica forma del tronco e della chioma, a vari stadi dello sviluppo, dalla piantina alla maturità. Eppure, non esistono due alberi di quercia identici. La collocazione specifica di ogni individuo, l’ambiente e le peculiarità genetiche causano una miriade di variazioni nel modo in cui gli schemi fondamentali, codificati nel Dna della quercia, sono implementati. Così anche lo strumento di progettazione permaculturale del «pianificare zone e settori» (vedi p. 36) è uno schema per prevedere e lavorare con i flussi umani e naturali di energia, e ha un numero illimitato di applicazioni nel mondo reale.

Essere capaci di riconoscere, capire e utilizzare le proprietà degli schemi - in altre parole, lavorare con il «linguaggio degli schemi» - è un prerequisito fondamentale per sviluppare buone capacità di progettazione in una moltitudine di situazioni, che possono andare dal creare orti produttivi adatti per quel contesto, fino al condurre con successo un progetto complesso di sviluppo comunitario.

Graham Burnett

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