Anteprima del libro "Mitologia Aliena" di Roberto La Paglia
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Anteprima del libro "Mitologia Aliena" di Roberto La Paglia

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Introduzione alla Mitologia

Il termine “Mitologia” deriva dal greco, e più esattamente dall’unione di due espressioni, “mythos” e “logein”, termini che esprimono una discussione razionale intorno a un racconto poetico; ovvero, molto più in generale, l’intero corpus dei miti che è parte determinante del patrimonio culturale di una civiltà.

Data brevemente la spiegazione del soggetto di questa ricerca, sarà interessante soffermarsi sul primo significato, quello prettamente letterale, nel quale è possibile riscontrare quella che potremmo definire una piccola incongruenza, almeno se osservata dal punto di vista di chi ritiene che la mitologia esprima in ogni caso antichi ricordi rivisitati sulla scorta del momento storico, della spiritualità e della visione collettiva del mondo.

Discussione razionale

Una discussione razionale intorno a un racconto poetico diventa in questo caso un modo alquanto bizzarro di definire questa particolare disciplina, laddove si tende a portare un velo di razionalità in merito a qualcosa che non presenta alcuna valenza storica o reale. Definire e generalizzare la mitologia come pura e semplice raccolta di racconti poetici significa relegarla al mondo dell’immaginario, rifiutandosi di osservare quanto numerosi siano i riscontri che lasciano intravedere una tradizione molto più antica, legata forse alla visione di eventi o al vissuto di determinati personaggi che, per la loro particolare natura, sfuggivano alla comprensione del tempo e trovavano unico rifugio nella rielaborazione artistica legata al rito di natura religiosa.

  • Furono i nostri antichi, e ormai dimenticati avi, testimoni di eventi così incredibili da non poter essere razionalizzati ma neanche dimenticati?
  • Furono questi eventi così profondamente reali da segnare per sempre la mente dei testimoni e costringerli a tramandarli, come meglio potevano, alle future generazioni?

Proveremo a rispondere a questi quesiti nei prossimi capitoli, rifacendoci a particolari coincidenze e avvenimenti che, di certo, non mancheranno di stupire e di far riflettere; continuiamo per adesso a esaminare l’argomento mitologia, che, essendo lo scenario principale sul quale si muoveranno le pagine successive, necessita di una più esaustiva indagine.

Concetto di mito

Non si può argomentare sulla mitologia senza riferirsi al concetto di “mito”, ovvero senza provare a spiegare, sia pur brevemente, in cosa consiste questo fenomeno culturale così complesso e così ampiamente diffuso.

Si tratta di un tema che può e deve necessariamente essere esaminato attraverso prospettive differenti e che, generalmente, è composto dall’insieme di narrazioni tramandate per via orale o sotto forma scritta, incentrate su determinati personaggi quasi sempre operanti in uno spazio temporale non attinente alla storia. Ognuna di queste vicende differisce da nazione a nazione, da popolo a popolo, da civiltà a civiltà, anche se, come avremo modo di vedere, contiene in ogni caso alcuni elementi che è possibile definire come “assoluti”, ovvero facilmente identificabili e sempre uguali. Non ci troviamo di fronte a un’interpretazione vera e propria della realtà, bensì al cospetto di una sua rappresentazione-, in tal modo ogni mito rappresenta il proprio luogo di origine e una determinata cultura, ma scopriremo che anche questo diventa un discorso relativo, in presenza di quegli elementi assoluti ai quali si faceva riferimento prima.

Una delle opinioni comuni che riguardano il mito ci avverte che esso può essere esportato verso altre culture soltanto se contiene elementi riconoscibili (classico esempio quello della mitologia romana, nella quale confluirono molti dei miti greci); tale affermazione, ai fini di questa ricerca, diventa ambivalente, e per estensione è possibile affermare che l’elemento riconoscibile non deve essere necessariamente il mito stesso, quanto i fatti che lo originarono. D’altra parte la distinzione tra mito e realtà, o tra storia e mito, non è mai stata così assoluta come spesso si pensa; Aristotele, ad esempio, pensava che alcuni dei miti primordiali racchiudessero una perfetta simbiosi tra mythos e logos, e lo stesso Vangelo di Giovanni è un chiaro esempio di questa scuola pensiero, soprattutto quando si parla del Verbo (il logos) che dall’eternità si palesa nel tempo storico.

Mito e folclore

Il lento passaggio del mito nel mondo del folclore trova il suo apice subito dopo la conversione del mondo pagano, o comunque di parte di esso, al Cristianesimo; gli elementi mitici sopravvissuti rimasero comunque nell’immaginario collettivo, tanto da venire spesso riesumati in varie opere letterarie e artistiche.

Il mito rappresenta quindi una delle tante vie della conoscenza, un veicolo di informazioni rare, spesso preziose, che attendono soltanto di essere interpretate in modo corretto e riviste con occhi diversi, pur compenetrandosi nella sensazione e nel sentimento di coloro che ne furono anticamente testimoni.

Roberto La Paglia

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