Anteprima del libro "Riflessologia Frattale" di Giacinto Olivieri
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Anteprima del libro "Riflessologia Frattale" di Giacinto Olivieri

Un nuovo percorso per il benessere dalle scoperte di Giuseppe Calligaris

Giuseppe Calligaris e le Catene Lineari del corpo e dello spirito

"Chi mi conosce sa. Chi non mi conosce giudica. Chi pensa di sapere tutto su di me si illude. Per vedere ciò che pochi hanno visto, dovete andare dove pochi sono andati."
Buddha

Come tutte le storie anche quella della Riflessologia Frattale ha un inizio, fondamentale per comprenderne i molti aspetti e le scoperte che hanno portato al suo sviluppo, ed è legata indissolubilmente al nome di Giuseppe Calligaris.

Nato nel 1876 in provincia di Udine, figlio di un medico, Giuseppe Calligaris segue le orme paterne e si laurea in Medicina, a Bologna, nel 1901, con una tesi pioneristica e innovativa intitolata Il pensiero che guarisce. Saranno proprio i collegamenti tra “pensiero” e soma a condurlo nella lunga e affascinante strada delle sue scoperte e della riflessologia.

Durante la specializzazione in neurologia classica Calligaris si appassiona sempre di più all’aspetto “materializzato” del pensiero, ossia al sistema nervoso, sotto la guida e l’influenza del prof. Mingazzini, che lo spinge a indagare nel campo della sensibilità cutanea.

Le Alterazioni della Sensibilità

Fin dai primi studi, infatti, il medico ha notato alcune anomalie sconosciute nella sensibilità di soggetti con disturbi e lesioni del sistema nervoso. In particolare dal 1906 studia profondamente le alterazioni della sensibilità, ossia delle forme di anestesia e ipoestesia; attraverso ricerche approfondite arriva a sostenere che non vi sono zone di anestesia rigidamente definite in rapporto alle varie sedi della lesione che le produce, ma che le alterazioni della sensibilità cutanea sono caratterizzate dal decorso rettilineo, con linee longitudinali, trasversali, oblique destre e sinistre.

Pubblica questi studi nel 1908, ma la commissione li giudica non attendibili e lo esorta a continuare le ricerche prima di pronunciarsi in proposito. Nel frattempo diventa titolare con suo padre di una clinica per malattie nervose a Udine e nel 1909 inizia la carriera di docente di Neuropatologia alla Reale Università di Roma dove manterrà la cattedra per molti anni.

I Grandi Pionieri del Passato e le loro Scoperte

Il primo trentennio del Novecento è un momento di grande fermento in tutti campi, scientifico, culturale, sociale. Assistiamo a grandi scoperte come quelle di Nikolas Tesla sull’energia elettromagnetica, l’invenzione del telegrafo senza fili di Guglielmo Marconi, gli studi di Einstein nel campo della fisica, quelli di Freud e Jung in psicanalisi, senza dimenticare le ricerche di Weilheim Reich, allievo di Freud, fondatore della bioenergetica insieme a Lowen e scopritore, tra il 1936 e il 1939, dei “bioni”, particelle di energia definita “orgonica”.

La lista degli studiosi contemporanei a Calligaris che ne hanno influenzato, direttamente o indirettamente, il lavoro, non termina qui. Ci sono quelli in qualche modo sottovalutati o peggio censurati come eretici per le loro ricerche di frontiera: William H. Fitzgerald, scopritore di zone riflesse longitudinali nel corpo e uno dei pionieri della riflessologia; Albert Abrams, un medico inglese che ha scoperto i fenomeni di risonanza e di radiazione elettromagnetica nel corpo umano (reazioni elettroniche di Abrams), Georges Lakhovsky, ingegnere francese di origini russe al quale Calligaris dedica uno dei suoi libri; il dottor Albert Leprince, professore all’Istituto di Alti Studi Internazionali di Nizza, amico ed estimatore di Calligaris, grande sostenitore della metalloterapia e delle scoperte di Lakhovsky; il prof. Ferdinando Cazzamalli, neuropsichiatra più volte citato dal nostro autore, che attraverso i primi strumenti elettromagnetici dell’epoca ha scoperto che le onde cerebrali possono essere registrate fino a nove metri di distanza, e ha indagato in modo scientifico anche il campo del cosiddetto paranormale o “metapsichico”.

Calligaris e le sue Opere

Calligaris, la sua mente, le sue ricerche e perché no, anche il suo inconscio, sono immersi in questo ricco mare. Ma come in ogni rovescio della medaglia, l’Europa di questi anni è agitata anche da aspetti decisamente meno luminosi, come i sempre più esasperati nazionalismi che portano allo scoppio della Prima guerra mondiale. Calligaris, già da alcuni anni avviato a una brillante carriera, ed eccellente ricercatore con numerosi articoli pubblicati in prestigiose riviste nazionali e internazionali, si trova a partecipare al conflitto in veste di capitano medico in un reparto della terza armata.

Dotato di una profonda sensibilità e di grandi ideali, il suo spirito scientifico di attento osservatore viene ancora più stimolato da questa esperienza; durante gli anni di servizio infatti raccoglie i pensieri e le considerazioni sulla barbarie di cui è stato testimone; al termine degli eventi bellici, pubblica il libro "Un medico e la guerra" (1922). Questo testo, uscito quando l’Italia è quasi, ormai, un paese fascista, viene ampiamente criticato per la denuncia e il giudizio inflessibili con i quali l’autore analizza le cause e gli avvenimenti della grande guerra, considerando che siamo già a cavallo dell’oscuro ventennio mussoliniano.

Questa opera ci mostra due lati particolarmente importanti del carattere dell’autore: da una parte quello dello scienziato che osserva attentamente e minuziosamente l’oggetto di studio, analizzando razionalmente tutti gli aspetti così terrificanti e dolorosi legati alla guerra come le varie ferite, l’agonia e la morte; dall’altro quello profondamente umano, sensibile, di una persona con un grande amore per l’umanità e per la vita in ogni sua forma, e con la grande aspirazione di fare qualcosa per alleviarne i dolori.

Nel 1927 Giuseppe Calligaris pubblica un’opera fondamentale per la neuropatologia, Il sistema motorio extrapiramidale, che diventa libro di testo nella Facoltà di Medicina per diversi anni. Anche in questi libri (due volumi) ci sono accenni alle scoperte sui riflessi cutanei che sta portando avanti.

Quali sono dunque questi riflessi che a un certo punto della vita lo fanno gettare a capofitto in ricerche minuziose, pazienti, incredibilmente di frontiera, fino al punto di dedicarvi più di quarantanni e scrivere oltre venti libri, e a mettere in discussione la sua stessa reputazione professionale?

Gli Studi e le Scoperte

Calligaris ha scoperto che le zone di alterata sensibilità sulla cute sono costantemente delimitate da linee longitudinali o trasverse o oblique destre o sinistre, ma sempre a decorso rettilineo. Studia sempre più minuziosamente queste linee e scopre degli strani riflessi che catturano immediatamente la sua attenzione: mentre stimola una determinata zona cutanea alla ricerca delle alterazioni della sensibilità, il soggetto esaminato riferisce una serie di sensazioni fisiche distanti dalla zona trattata, in particolare a livello viscerale; Calligaris ha così prova del riflesso cutaneo-viscerale. In un secondo tempo il soggetto stimolato sente affiorare un’emozione ben precisa e un ricordo collegato a quell’emozione: il medico individua il riflesso cutaneo-psichico. Se la stimolazione avviene prima del riposo notturno, i sogni sono influenzati dall’emozione stimolata: Calligaris scopre il riflesso cutaneo-onirico.

Cosi, lanciandosi in un’appassionata ricerca durata per tutto il resto della sua vita, Calligaris identifica sulla pelle un reticolo composto da dieci linee longitudinali, trasversali e oblique, che si ripetono serialmente, come in un frattale, in tutto il corpo e che definisce come Catene Lineari del Corpo e dello Spirito.

Le chiama “Catene” perché sperimenta che una leggera e prolungata stimolazione tattile o faradica (elettrica) di queste linee evoca, in maniera riproducibile, dei riflessi fisiologici tra loro concatenati, su organi interni, parti del sistema nervoso e psiche.

Le persone sottoposte a una stimolazione o “carica” (da lui così definita) di una particolare linea sulla pelle, cominciano ad avvertire una serie di riflessi e sensazioni interne a un organo, a una parte del sistema nervoso, e sentono insorgere dal profondo una determinata emozione o stato d’animo, anche volontariamente determinabile a priori in base alla linea stimolata.

Ogni linea è facilmente individuabile e stimolabile sulla mediana di ogni dito (mani e piedi) e nel mezzo di ogni spazio interdigitale; inoltre esiste una linea collettrice laterale, che taglia idealmente il corpo nelle metà anteriore e posteriore e che interseca tutte le altre Catene Lineari.

Questo meccanismo riflesso viene da lui definito come “cutaneo-viscero-psichico”, ed è presentato al mondo scientifico nel 1928 presso l’Accademia delle Scienze di Udine, ma ancora una volta viene considerato insufficiente.

Le Combinazioni di Stimolazione delle Linee

Giuseppe Calligaris continua imperterrito a lavorare e comincia a scoprire le varie combinazioni di stimolazione delle linee e le rispettive risposte; come un musicista passa dalle semplici note musicali agli accordi e da lì alle composizioni, sino ad arrivare a vere e proprie sinfonie.

Infatti si accorge che attraverso la stimolazione è possibile accedere, oltre che a organi e funzioni, alle memorie specifiche di ogni emozione, verificando così che sulla pelle è riflesso tutto il subconscio e il suo “archivio”.

A prova di ciò, sempre nel 1928, durante una perizia neurologica nell’ambito del processo su “Lo sconosciuto di Collegno”, riesce a far ritornare parzialmente alla mente di questo sfortunato reduce di guerra ricordi e immagini del passato, sottraendoli all’oblio mediante stimolazione della Catena Lineare della Memoria.

Giacinto Olivieri

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